Droga


3409796_origDroga inglese, Cina in ginocchio

Era il 1715 quando i commercianti inglesi, attraverso la Compagnia delle Indie Orientali, introdussero copiosamente in Cina l’oppio, esportato dal Bengala. I cinesi lo conoscevano già da secoli, ma solo come rimedio contro dissenteria, asma, tosse, colpi di sole. In epoca Ming iniziarono a usarlo per aumentare il desiderio sessuale o per ritardare l’eiaculazione. Anticamente però il suo uso era molto elitario, al punto che Gong Su, già concubina imperiale e poi moglie dell’imperatore Chengua (1447 – 1487), ne faceva uso all’età di 35 anni per rendere più brillanti i suoi rapporti erotici dal momento che aveva il doppio degli anni del sovrano.

Anche se non se ne faceva grande pubblicità, la Compagnia delle Indie Orientali che svolgeva compiti di grossista, trafficava droga con grande naturalezza, spartendone a fine anno gli utili ai suoi soci, ossia ai borghesi e ai nobili dell’Inghilterra governata dal re tedesco Giorgio I. D’altro canto, perché preoccuparsi degli effetti sociali e personali causati dalla droga, quando nel Settecento, l’età dell’Illuminismo, in Europa si praticava ancora il commercio degli schiavi?

A Kangxi, terzo imperatore della dinastia Qing, quel traffico non dava molto fastidio, anche se un secolo prima un suo predecessore aveva proibito senza successo la proliferazione della droga vietando la vendita di tabacco. Per gli inglesi esportare droga era un modo come un altro per riequilibrare la bilancia commerciale dei loro scambi con la Cina, da cui importavano (sete pregiate, tè, porcellane, spezie) più di quanto esportassero. Il traffico di oppio (come degli altri prodotti stranieri) avveniva solo nel porto imperiale di Canton, con i dazi fissati direttamente nel palazzo imperiale di Pechino.

 

cina-scoppia-prima-guerra-oppioUn afrodisiaco ricostituente

Nella prima metà del Settecento, dell’oppio così scriveva Huang Yuanyu, impiegato a Palazzo imperiale: Oggi tutte le navi straniere lo trasportano quando arrivano ai nostri porti. Nelle pianure centrali i furfanti e i ragazzacci viziati, gli ufficiali e i loro inservienti, gli attori e i cortigiani, pensano tutti che sia un ricostituente per rinforzare lo spirito, che li aiuti a dormire con le donne e i bei ragazzi, e che il suo effetto sia dieci volte più forte di quello ordinario.

I Mandarini decantavano le barche del divertimento che sul fiume di Canton ospitavano ricchi e artisti i quali si intrattenevano negli amplessi, avvolti nei fumi dell’oppio.

Ben presto però il diffondersi della tossicodipendenza introdotta dagli inglesi divenne un fenomeno sociale preoccupante; così l’imperatore successivo, Yongzheng a cui stava evidentemente a cuore la salute psicofisica dei suoi sudditi, nel 1729 proibì la vendita e l’uso dell’oppio consentendone l’importazione solo per scopi medici. Ma la restrizione non fermò le importazioni inglesi da India e Bengala da dove prelevavano l’oppio di cui avevano il monopolio.

british-grenadierGrazie a 10 milioni di cinesi drogati

Londra combatté gli americani

Nei primi dell’Ottocento in Cina c’erano dieci milioni di dipendenti dalla droga, e grazie ad essi gli inglesi poterono soprattutto pagare i mercenari inviati nella colonia americana a reprimere i moti di ribellione contro gli inglesi, dal 1775 al 1883.

Nel 1813 l’imperatore Jiaqing, per frenare la diffusione della droga, fissò le pene per chi ne faceva uso e definì disgustoso il consumo praticato tra i più poveri. Entro il 1820 l’oppio si diffuse anche fuori dalla corte imperiale e tra le diverse classi sociali. A Canton moltissimi cercavano l’oppio nei riforniti bordelli e comparvero le prime coltivazioni locali. Nel 1830 nelle grandi città cinesi l’oppio era la medicina straniera più richiesta e veniva ritenuta uno status symbol. Fu allora che la diffusione della droga nella parte meridionale dell’impero divenne allarmante; ma spaventava anche il largo uso che ne facevano i burocrati imperiali: dal 10 al 20% degli ufficiali centrali, dal 20 al 30% degli ufficiali di governo locale e dal 50 al 60% dei segretari privati e perfino i soldati e le classi contadine dopo il 1842. L’impero sentiva di scricchiolare per colpa della droga diffusa dagli inglesi. Così nel 1839, quando l’imperatore ordinò di distruggere 20.000 casse di oppio scaricate al porto di Canton dalle navi inglesi, Londra dichiarò guerra all’Impero Celeste. 1404390210La guerra durò tre anni e la sconfitta cinese fece sì che, tramite il trattato di Nanchino del 29 agosto 1842, i commercianti di Londra potessero continuare a introdurre droga in Cina con bassi dazi nei porti di Amoy, Canton, Fuchow, Ning po, Pagoda (isola) e Shanghai; inoltre gli inglesi ottennero come colonia la città marittima di Hong Kong per cento anni. Nel contempo agli inglesi era concesso di risiedere nelle citate città e di venir giudicati per i loro reati solo dal console di sua maestà la regina Vittoria. Ma non bastava: sempre grazie al commercio della droga, gli inglesi con quel trattato ottennero la libertà di fede cristiana in Cina e di far estendere i loro vantaggi economici anche a francesi e americani, in vista di possibili alleanze. Nel 1847 il contrabbando creava un profitto di 42 milioni di dollari. Anche grazie alle fumerie di oppio (Uan guan), Shanghai, ormai dominio commerciale straniero, era la capitale della droga, del sesso e del gioco d’azzardo.

Approfittando della debolezza militare di Pechino e forti di un accordo con Parigi e Washington, gli inglesi nel 1856 avviarono una seconda guerra contro la Cina assieme a francesi e americani. Dopo un anno e mezzo di conflitto l’imperatore Xianfeng firmò un nuovo trattato di pace che prevedeva tra l’altro l’apertura di altri otto porti ai commerci con l’Occidente. Ma nel marzo 1859 il viceré di Canton pose una taglia sulla testa del console inglese e tre mesi dopo i cinesi bombardarono inglesi e francesi alla foce del fiume Pei ho. Commentando l’uccisione dei soldati inglesi il Times scrisse: Impartire una lezione tale a queste orde perfide, che d’ora in poi il nome dell’Europa sarà un passaporto di paura, se non potrà esserlo di amore, per tutto il Paese.

Dopo un altro anno di guerra e il rogo del Palazzo imperiale d’estate da parte delle truppe che bombardarono Pechino al comando del ministro plenipotenziario lord James Bruce, l’imperatore fuggì a nord. Il trattato del 24 ottobre 1860 estese i privilegi inglesi e francesi anche a Russia e Stati Uniti; più tardi a prussiani, danesi, olandesi, spagnoli, belgi e nel 1866 anche agli italiani.

 

AfghanistanI numeri del traffico di droga

Tra il 1801 e il 1820 gli inglesi facevano entrare in Cina 5.000 casse di oppio, divenute 18.956 nel 1830, 30.000 nel 1836, 58.681 nel 1860 e 105.508 nel 1880. La droga aveva vinto di nuovo una delle sue prime battaglie che sarebbero continuate fino ai giorni nostri. Nella foto una piantagione di papaveri da oppio in Afghanistan. Secondo il rapporto 2013 dell’ONU l’Afghanistan è il primo produttore mondiale di eroina e detiene piantagioni di papaveri da oppio di 209.000 ettari, il 39% in più rispetto all’anno precedente.

 

 

 

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