Giocare a golf sotto la rete anti immigranti


golf Melilla foto José PalazonL’indifferenza europea

Potrebbe sembrare un fotomontaggio, ma questa foto, così simbolicamente incredibile, è stata scattata da José Palazon fondatore dell’Ong Fondazione Prodein (si occupa di diritti per l’infanzia) nel golf di Melilla, territorio spagnolo che si trova in Marocco. Mostra alcuni ricchi bianchi che giocano a golf in Europa, incuranti di una dozzina di immigranti sorpresi dalla polizia spagnola mentre scavalcano illegalmente una delle tre alte recinzioni alzate per evitare l’ingresso in Spagna dei clandestini. Sono due mondi che si incontrano, o per meglio dire che non si incontrano per niente.

Come si intuisce dal video che riprende la scena, i clandestini stanno per essere catturati dalla polizia che solitamente li rispedisce in territorio africano, dove vengono malmenati. Altri video dell’Ong dimostrano le percosse subite da chi tenta di fuggire via terra in Europa, sia da una parte sia dall’altra del confine, senza verificare nemmeno se si tratti di rifugiati politici. 

Forse non lo sapevamo, ma oltre al muro che divide israeliani da palestinesi, al muro che separa messicani da statunitensi, c’è questa barriera di filo spinato che separa europei da africani. Una barriera alta tre metri, dotata di sensori e telecamere anche a visione notturna, protetta da centinaia di poliziotti che a volte sparano. Da quando la barriera (12 km a Melilla e 8 a Ceuta) esiste, pagata 30 milioni di euro dall’Europa, ha provocato la morte di 4.000 persone. Trenta milioni di euro non sono poca cosa, a saperli sfruttare per l’assistenza. meli

Per capire chi sono e cosa affrontano i migranti respinti da questa “Europa dei valori” consiglio di vedere (non appena sarà in rete su Youtube) gli splendidi reportages dello Speciale Piazzapulita Crack. L’esodo andati in onda il 15 giugno 2015 su La7. Video tentativo di fuga in Europa 

salvataggio-migranti-2Non si può arrestare la spinta vitale

L’autore della foto (vincitore del premio internazionale di fotografia umanitaria Luis Valtueña) scattata il 22 ottobre 2014, l’ha intitolata Paesaggi di desolazione, lasciando a chi guarda scegliere se sia più grande la desolazione umanitaria nelle terre aride martoriate dalle guerre o nella sazia ed evoluta Europa.

Fuggire dalla morte e dalla fame è più forte di qualsiasi altro ragionamento, di qualsiasi legge, perché a muovere l’essere umano è l’istinto di sopravvivenza. Questo l’Europa e tutti i movimenti razzisti o semplicemente sordi alla solidarietà, fingono di non volerlo capire. La spinta vitale non si può arrestare.

085635719-7673187f-9df7-4cc6-80e2-27bfa8e1f8d4Compassione, in Italia c’è ancora

Compassione, nel senso originario del termine latino, significa patire assieme, condividere la sofferenza dell’altro. Di fronte alle frontiere chiuse, alle campagne di respingimento, ai datori di lavoro italiani che schiavizzano gli immigrati pagandoli due euro l’ora, di fronte a chi li sfrutta per arricchirsi e a chi promette loro un’ipotetica salvezza in cambio di 2.000- 3.000 euro, risponde con voce rotta dall’emozione un marinaio della Guardia Costiera italiana, intervistato dalla giornalista di Piazza pulita (La7): A me importa la voce di quelli che chiedono aiuto, la faccia di quelli che chiedono aiuto. Quando salvi uno che ha bisogno di aiuto, il resto importa poco, pochissimo. Importa niente. 

syrische-kriegsfluechtlingeDove portare aiuto ai migranti a Milano e Roma

Le grandi stazioni ferroviarie di Milano e Roma (tendopoli provvisoria alla stazione Tiburtina) sono in questi giorni centri di raccolta di migranti che cercano di andare nel resto d’Europa e mancano di tutto. E ci sono italiani, ma non solo loro, che stanno facendo donazioni di alimenti e abbigliamento. Dalla comunità albanese, sensibile al problema per averlo vissuto nel 1991, viene l’invito ai connazionali e agli italiani a portare giocattoli, vestiti, cibo a questi indirizzi: Milano via Corelli 28 e  Via Aldini 74.
Per le donazioni a Roma via Cupa 5 e via Catanzaro 3. Grazie! #‎StayHuman‬

Servono vestiti e biancheria

Sempre a Milano il centro di Farsi Prossimo Onlus di via Padre Carlo Salerio 51 ha bisogno di prodotti per bambini, in particolare pannolini, salviette e biancheria intima, e di scarpe da ginnastica. – Il centro di via Corelli 28 ha bisogno di pannolini, vestiti per bambini e per donne. Per concordare la consegna è possibile scrivere a corellimilano.segreteria@gmail.com – Il centro di Fondazione Progetto Arca Onlus di via Aldini 74 ha bisogno di biancheria intima (uomo, donna, bambino) e di prodotti per l’igiene. – Il centro dei City Angels Italia di via Martinelli 57 ha bisogno di biancheria intima e vestiti estivi solo per uomini e di prodotti per l’igiene.

Ma si possono anche portare i giocattoli alla stazione centrale di Milano nella struttura in plexiglas all’ingresso dove vengono accolti mamme e bambini.

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