Referendum in Grecia


Alexis TsiprasGrecia vince il No

 

La Grecia culla della democrazia mondiale, ha detto no. No all’austerità imposta dall’Europa (Germania in testa). L’Unione Europea, con la quasi totalità della stampa italiana in prima fila e anche col nostro premier che ha detto chiaramente che la vittoria del No avrebbe segnato l’uscita della Grecia dall’Europa, non è riuscita a condizionare il popolo greco suscitando paure e presentando scenari apocalittici in caso di vittoria del No. Tanto in Grecia quanto nel resto d’Europa l’establishment ha mosso l’informazione di massa per spaventare la gente e farle votare sì, ma non ci è riuscita e i greci ora non hanno più paura, questo è chiaro, ha detto il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, spiegando che l’Unione riteneva insensato chiamare il popolo a dire la sua in materia di debito pubblico.

Col referendum del 5 luglio 2015 vinto con oltre il 60% dal no (oxi), i greci hanno quindi dato ragione al governo Tsipras e non intendono più presentarsi col cappello in mano davanti alla troika europea, ma rinegoziare il debito pur senza uscire (se non costretti) dall’euro.

tsipras-wahlen-eu-540x304Tsipras il greco

Questo risultato è la vittoria della democrazia. La giustizia è dalla nostra parte. Ha detto così il presidente del Consiglio greco Alexis Tsipras commentando il risultato referendario che ha confermato il pieno appoggio della gente alla sua politica anti austerità. E ha aggiunto: Abbiamo dimostrato di saper superare anche le più grandi difficoltà stando tutti uniti. Ora abbiamo il dovere di fare di tutto per superare la crisi e restituire coesione sociale. Grazie a chi ha votato e anche alle migliaia di cittadini europei scesi in piazza per dimostrarci la loro solidarietà. Siamo consapevoli che questo mandato popolare non è un mandato di rottura con l’euro, ma rafforza la nostra trattativa per uscire dal regime di austerità. Esistono soluzioni giuste e sostenibili che si possono attuare, a patto che lo vogliano ambo le parti. Il popolo greco non ha detto oggi di voler uscire dall’euro, ma di volere un’Europa di solidarietà e democrazia. La nostra priorità assoluta ora è il ripristino del nostro sistema bancario e della nostra stabilità economica. Riguardo al debito è lo stesso FMI ad aver detto due giorni fa che il debito greco dev’essere ristrutturato. 

Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha chiesto subito alla Grecia di fare una nuova proposta: Saranno necessari immediati aiuti umanitari, ha detto, da subito. La promessa di Varoufakis che i soldi saranno disponibili da martedì mi sembra pericolosa. Il Consiglio dei premier dell’Eurozona è stato convocato per martedì pomeriggio.

 

grecia-150508154804Mosca, un possibile ricatto

Mosca ha immediatamente commentato con soddisfazione il risultato dicendo che ora la Grecia è più vicina all’uscita dall’euro. Come dire che se l’Europa continuerà a dimostrare chiusura nei confronti di Atene, è assai possibile che gli aiuti arrivino dalla Russia di Putin, o magari dalla Cina, con buona pace degli equilibri internazionali. E questa sarà un’effettiva arma di ricatto messa a breve sul piatto della bilancia, capace da sola di far abbassare le pretese alla Germania e degli altri creditori europei (in minima parte anche l’Italia). Non va dimenticato che proprio la Germania nel 1953 venne aiutata dall’Occidente che dimezzò il debito verso 21 nazioni proprio perché per Europa e Stati Uniti era troppo importante avere un Paese amico al confine con l’impero sovietico.

2791360-screen+shot+2015-01-27+at+11.25.00Europa luogo di giustizia e solidarietà

Varoufakis, intervenuto a metà dello spoglio referendario, ha tra l’altro detto in un breve intervento a cui si è presentato in maglietta: L’Europa ha cercato di metterci in difficoltà imponendoci di cambiar idea senza contraddittorio possibile, con ultimatum del 25 giugno. Col formidabile No detto dai greci che hanno ignorato la paura delle banche chiuse e dell’informazione, tendiamo una mano per collaborare con i nostri partners. Il Fondo Monetario Internazionale, lo dico a suo onore, ha detto giorni fa che il debito greco va ristrutturato. Si deve trovare un accordo. Affronteremo la Commissione Europea perché vogliamo che essa giochi un ruolo positivo verso la Grecia. La nostra ferita è anche europea e dobbiamo sanarla. Il No è un sì all’Europa democratica e un No all’Europa come una grande gabbia. L’Europa dev’essere un luogo di giustizia e di solidarietà. 

 

brunetta_renatoIl giudizio della politica italiana

Dopo le evidenti prese di posizione anti Tsipras di Renzi, il Pd fin dalle prime battute del dopo referendum ha cominciato ad ammorbidire la sua posizione intransigente di pieno sostegno alla Merkel e di attacco a Syriza, il partito del governo greco. Diversa da sempre la posizione di chi, come Sergio Cofferati, è antagonista al governo Renzi: La Merkel con questo referendum sperava di scalzare il governo Tsipras, ora le istituzioni europee avranno reazioni isteriche…

A favore di Tsipras si sono messi il Movimento 5 stelle, Sel e la Lega, inviando i primi due diversi parlamentari ad Atene in sostegno al No.

images (1)Commentando il risultato a caldo, da piazza Syntagma ad Atene, Beppe Grillo ha detto: Godo di questo successo perché questa è democrazia diretta, condividiamo questi strumenti e per la prima volta banchieri e Merkel dovranno fare una riflessione in merito. Siamo in una creditocrazia: ora vogliono interessi su interessi composti e chi ha debiti non ne esce più. Questo sistema sta collassando. Noi proporremo un referendum per chiedere agli italiani se vogliono restare nell’euro che è un’illusione, perché non si può dilazionare un debito all’infinito frenando la crescita di un Paese come capitato alla Grecia. Ora loro sanno di avere vita difficile, ma ce l’avevano già: adesso almeno hanno una speranza.  

Il presidente della Repubblica italiana ha subito parlato di scenari inediti che si aprono ora, anche se la Grecia di fatto non vuol uscire dall’euro; sulla stessa linea, Bloomberg secondo cui la vittoria del No è lo scenario base per tale uscita. Renato Brunetta (in foto) parafrasando la celebre frase di Renzi all’allora presidente del Consiglio Enrico Letta, non ha perso tempo twittando: Matteo Renzi stai sereno. In questo video D’Alema spiega bene i termini della questione greca 

Video col commento di Argiris Panagopoulos, esponente di Syriza a La 7 

 

 

 

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