Curiosità bellunesi


 

20150711_124943La Madonna con le infradito

 

Avete mai visto una Madonna con i sandali infradito? Se volete soddisfare questa curiosità dovete recarvi a Feltre (Bl) al Museo Diocesano. In una sala del museo che a breve raddoppierà la superficie espositiva, troverete questo dipinto non propriamente moderno, opera del pittore Sebastiano Ricci che lo realizzò nel 1709: si tratta della Madonna con Bambino, S. Ugo e S. Bruno (olio su tela proveniente dalla Certosa di Verdana). 20150711_125013Per quanto possa apparire insolita in un quadro del Settecento, la presenza delle infradito è stilisticamente corretta se si pensa alle calzature dell’epoca di Cristo. L’uso dei sandali infradito infatti (con un piccolo cordone che separava l’alluce dalle altre dita) era in voga nell’Egitto dei faraoni almeno fin dal 1.300 a.C.. Era una calzatura molto usata dai popoli del deserto che realizzarono sandali dalla pianta larga per non affondare nella sabbia. I ricchi egizi portavano le infradito in cuoio ma anche in argento, i poveri in semplice papiro.

sebastiano ricciPer non sposare la fidanzata, l’avvelena

Anche se i suoi temi erano spesso sacri, Sebastiano Ricci, (qui ritratto in età avanzata) bellunese del 1659, non era proprio uno stinco di santo: a soli 19 anni, nei mesi in cui lavorava nella bottega di un mercante veneziano a Rialto, mise incinta una bellissima ragazza che viveva in quel sestiere. I genitori di lei, com’era usanza, pretesero che il ragazzo la sposasse; lui invece cercò di eliminare il problema avvelenando la fanciulla, ma l’impresa non gli riuscì e lei lo denunciò. Per questa grave accusa di tentato omicidio il giovane finì nelle prigioni della Serenissima, ma siccome era già un bravo pittore e aveva un santo in Paradiso, venne presto liberato e trasferito a Bologna dove continuò il lavoro di pittore. E siccome evidentemente continuava a pensare alla sua bella sopravvissuta nonché mamma di sua figlia, non appena raggranellò un primo gruzzoletto Sebastiano chiese la mano di quella fanciulla che accettò di sposarlo; anche perché la convinse il cardinal Antonio Pignatelli, legato pontificio di Bologna e futuro Papa Innocenzo XII.

Ma gli artisti, si sa, sono volubili. Lasciata moglie e figlia a Bologna per lavorare a Parma, quando rientrò conobbe un’altra bella ragazza, Maddalena figlia del suo collega Giovanni Francesco Peruzzini. Con lei fuggì a Torino dove i due si fecero credere marito e moglie. Li vide però un pittore zio della moglie di lui, il quale li denunciò al duca di Savoia: Sebastiano Ricci fu condannato a morte. Lavorare con i grandi del tempo dava certi vantaggi, così anche stavolta, grazie a Ranuccio Farnese, il pittore fu scarcerato e bandito da Torino. Riparò a palazzo Farnese in Roma, poi dopo la morte del suo protettore, lavorò a Milano e rientrò a Venezia. Nel 1700 a Padova ultimò la pala di S. Gregorio nella basilica di Santa Giustina, nel 1702 a Vienna dipinse il soffitto del palazzo imperiale di Schonbrunn e due anni dopo eccolo a Belluno per affrescare palazzo Fulcis- De Bertoli. Nel 1706 a Firenze lavorò a palazzo Pitti, palazzo Marucelli e villa di Castello. Nel 1708 a Venezia dipinse in San Giorgio Maggiore la pala che gli viene riconosciuta come una delle sue migliori opere. L’anno dopo fu la volta di questa Madonna con le infradito, dipinta a 50 anni. Morì a Venezia a 75 anni dopo aver vissuto a Parigi, Londra, Dresda.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...