Europa comunitaria?


 

IMG_4968Quarto Reich e cerchio magico

Tutti uniti contro la Grecia

Premesso che i debiti vanno sempre onorati e che la Grecia intende farlo (ricordando però che da più parti si chiede che il suo venga ristrutturato, cioè ridotto per impedirle di sprofondare definitivamente nel baratro), va detto che l’Europa ovvero la Germania, che per la sua durezza qualcuno definisce ironicamente come il Quarto Reich, (ricordando come stia completando l’occupazione di 70 anni fa) sta umiliando la Grecia. L’umiliazione però sarebbe poco se dietro non vi fossero richieste pazzesche che nessuno Stato europeo sarebbe pronto a sottoscrivere. Ci trovassimo noi sotto pressione come la Grecia, con le spinte anti europeiste di Movimento 5 stelle, Lega e Fratelli d’Italia, tornare alla moneta nazionale sarebbe un attimo.

Ecco cosa pretende l’Unione Europea che, pur autodefinendosi comunitaria, di fatto lancia ultimatum a un suo membro mostrando zero solidarietà e invece grande interesse a spartirsi la poca “polpa” rimasta nel Paese dissanguato dagli interessi composti praticati su prestiti contratti dai suoi precedenti governi “allegri”. In genere quando un’azienda non paga i debiti, fallisce e il tribunale spartisce tra i creditori quel che va all’asta: è proprio questo che, sotto sotto, vogliono fare quelli della cosiddetta Troika (Commissione europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario internazionale).

 

IMG_4991Come mettere in ginocchio i greci

La bozza che il cerchio magico finanziario – Troika (gli affamatori della Grecia sono gli stessi che hanno imposto la caduta del premier Berlusconi, favorito l’ascesa del premier Renzi e ora auspicano la testa del premier greco Tsipras), vuol far firmare al negoziatore greco, l’impegnerebbe a far votare entro il 15 luglio al Parlamento di Atene sei forti riforme.

Tra gli atti richiesti vi sono: l’adozione del Codice Civile che potrebbe accelerare i processi e ridurne i costi; la razionalizzazione del sistema di raccolta dell’Iva che salirebbe al 28%; la riforma delle pensioni; l’indipendenza dell’istituto di statistica nazionale (Elstat); la trasposizione della nuova direttiva Ue per il salvataggio e la risoluzione bancarie; i tagli automatici di spesa quando si profilino deviazioni dagli obiettivi di avanzo primario. Inoltre si pretende che Atene (in un po’ più di tre giorni!) sottoscriva gravosi impegni su una serie di misure per poter avviare negoziati sul terzo piano di salvataggio: liberalizzazione nel settore dei beni e dei servizi, nel settore dell’energia e nel mercato del lavoro; e reintroduzione dei licenziamenti collettivi. Se la Grecia non vorrà privatizzare i gioielli di famiglia rinunciando alla proprietà di porti, aeroporti e quant’altro, Berlino suggerisce ad Atene di conferire attività da alienare per 50 miliardi di euro a un fondo indipendente e già esistente, gestito dalle autorità greche, sotto la supervisione delle istituzioni europee. Insomma: Dateci tutto! E fate anche pesto.

 

IMG_5254L’orso russo al Partenone?

Se questo è lo spirito di solidarietà dell’Europa unita, quello che nel 2001 ci hanno fatto credere stesse alla base filosofico- morale dell’unità, beh allora qualche dubbio sul senso della UE ti assale e di questa Europa di cui fai parte non ti senti certo fiero. Allora ci convinsero senza problemi che non avremmo perso metà del valore dei nostri risparmi (com’è invece avvenuto) e avremmo al contrario avuto tutti un diffuso aumento del benessere grazie agli scambi internazionali. Invece i pochi benefici di cui i comuni cittadini si accorgono si limitano alla facilità di entrare e uscire dall’Italia senza più dogane e a una semplice lettura degli scontrini nei negozi di Parigi o Berlino (chissà mai perché non a Londra che ha mantenuto la sterlina), ma soprattutto grandi affari per i colossi della finanza internazionale E se poi ricordi che all’intransigente Germania di oggi 21 Paesi del mondo (Grecia compresa) abbuonarono nel 1953 metà dei debiti, capisci che qualcosa nel conto non torna. Così facendo, oltretutto, è come se l’Europa dicesse alla Grecia: esci dall’euro o in alternativa affidati ai soldi di Mosca. O di Pechino, il grande padrone (assieme all’Arabia Saudita) del debito degli Stati Uniti. Insomma l’Europa dimostra ancora una volta di saper essere debole con i forti e forte con i deboli. La storia suggerisce prudenza a chi gioisce per il fatto di stare dalla parte del più forte, perché il vento fa presto a cambiare.

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