Deutschland über alles


 

imageMerkel dura, studentessa palestinese in lacrime

Non è per nulla insolito che diventi paladino dei potenti chi, da un gradino sociale inferiore, fa la sua scalata e raggiunge una posizione di potere, piccola o grande che sia. Negli Stati Uniti lo si vede molto bene con gli immigranti latini che, una volta concessa la cittadinanza americana in cambio dell’ingresso nell’esercito, diventano i più strenui difensori del sistema.

Oggi vediamo una ragazzina (di ieri) della Germania Est umiliare una ragazzina (di oggi) che ha il solo torto di essere nata in Palestina e di voler vivere e studiare nella grande Germania.

La prima ragazzina è la cancelliera Angela Merkel nata nella Germania ovest ma cresciuta nella DDR, la Germania comunista, Paese satellite di Mosca negli anni della guerra fredda, del cui ultimo governo comunista divenne portavoce aderendo al nuovo partito Risveglio Democratico, dopo aver fatto parte del movimento socialista giovanile Libera Gioventù Tedesca ed essere stata segretaria di Agritprop (Agitazione e Propaganda). Non era certo ricca. All’epoca di cognome faceva Kasner (papà era un pastore luterano), che cambiò prendendo quello del primo marito, Merkel.

La seconda ragazzina si chiama Reem, è palestinese, ha 14 anni e da 4 vive con la famiglia a Rostock dove frequenta la scuola.

Tutto succede il 15 luglio durante la visita che Angela Merkel fa (con le telecamere fisse della trasmissione Gut leben in Deutschland – Vivere bene in Germania) nella scuola superiore Paul- Freedrich- Scheel a Rostock nell’ex Germania Est. Reem, rifugiatasi con la famiglia prima in Libano e poi in Germania, in un buon tedesco dice alla cancelliera di voler vivere in Germania e chiede perché invece verrà rimandata via con l’annullamento dell’asilo ai suoi senza poter continuare a studiare e andare all’Università. Molto “caritatevolmente” la Merkel le risponde che la Germania non può ospitare troppi profughi perché se tutti i palestinesi e tutti gli africani volessero andare lì non ce la farebbe; e precisa che la politica a volte dev’essere dura. La ragazzina scoppia in lacrime. La cacceranno dalla Germania assieme ai suoi perché figlia di un saldatore che ha lavorato senza permesso di soggiorno.

Qualsiasi altro premier europeo probabilmente avrebbe pronunciato le stesse frasi della cancelliera, ma oggi è difficile non collegare questo episodio con l’umiliazione che la Merkel sta facendo subire alla Grecia restando oltretutto insensibile al fatto che il governo di Atene nel 1953 aveva votato con gli altri creditori per il dimezzamento del debito tedesco nei loro confronti. A proposito del comportamento della Merkel verso la Grecia, secondo il filosofo tedesco Juergen Habermas, La Germania in una notte si è giocata l’intero capitale politico che si era saputa conquistare in 50 anni. I governi precedenti avevano dimostrato maggior sensibilità politica e una mentalità post nazionalista. Dopo l’episodio di Rostock i social network, ma anche alcuni insegnanti infatti si sono lanciati in feroci critiche verso la cancelliera, per essersi rivolta troppo freddamente a una ragazzina che soffre per la paura di essere rimpatriata.

Come si vede nel video, accarezzando la testa alla giovane Reem, Merkel sembra rassicurarla, in realtà le dice che il suo Paese non può ospitare tutte le migliaia di palestinesi che affollano i campi profughi. La ragazzina fa segno di sì col capo e si asciuga le lacrime. Per ora. Video Merkel- ragazza palestinese in lacrime 

2 risposte a “Deutschland über alles

  1. questo episodio mi ricorda una famosa foto che fece il giro del mondo durante la guerra del Vietnam. Un soldato americano di cui si vedevano solo gli anfibi e le mani teneva per la testa un asiatico palesemente spaventato. i commenti variavano da “un soldato americano mentre salva un vietnamita che stava annegando” fino a “ferocia delgi interrogatori degli americani a un virtcong”…..il forografo, interrogato in merito, rispose che i fotografi fanno foto e i giornalisti scrivono didascalie. In certi momenti tutti si ergono a giudici spesso guardando la pagliuzza dell’occhio altrui. La Merkel non piace nemmeno a me, ma fa quelli che lei pensa siano gli interessi del suo Paese. Non affrettiamoci a giudicare, se a causa di un default greco avessimo perso soldi (e non é detto non accada) avremmo lapidato Tsipras così come abbiamo lapidato Geddafi appena non é più stato utile salvo poi tentare di beatificarlo nuovamente ora. I fatti storici dovrebbero essere giudicati dalla Storia, siamo mortali e a scadenza breve, limitiamoci alla cronaca.

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