Razzismo di casa nostra


l-aggressione-razzista-a-bari-770x513Uomo nero? Go home!

Treviso, Roma, Lucca. La protesta degli italiani che non sopportano l’arrivo dei rifugiati africani o siriani nei propri quartieri e nei propri condomini, sta montando. Come fossero i rifiuti di un inceneritore che tutti usano ma nessuno vuole nel proprio Comune.

Sul fuoco di questo disagio soffiano i movimenti xenofobi dell’estrema destra, e la notte a Quinto di Treviso il fuoco diventa reale con il rogo appiccato dagli italiani a materassi e televisori destinati agli immigrati in arrivo (16 luglio 2015). Intanto gli africani che in quei condomini già ci sono, dai balconi guardano con stupore l’accoglienza riservata dai veneti (popolo di emigranti) ai loro connazionali; e probabilmente non capiscono il perché di tanta inattesa solidarietà umana. Si sentono quasi come a casa loro.

immigrati-trevisoPaure irrazionali, paure reali

Sentendo parlare questi cittadini si capisce che buttano fuori le loro paure: in alcuni casi irrazionali, in altri reali. Alla polizia e ai carabinieri intervenuti a Quinto di Treviso gridano: Dovete sparare a donne e bambini, ma da qui non ci muoviamo. Portate le famiglie bisognose, non questi, questi non hanno bisogno… E dicono: Abbiamo paura di uscire… Il bambino di 5 anni ha tanta paura anche di stare in casa… Ci hanno tolto le nostre gioie… Abbiamo paura di uscire di casa, i nostri bambini non possono più andare da soli a trovare i loro amichetti

Altri invitano ad aiutare piuttosto le famiglie della Riviera del Brenta rimaste senza casa dopo la tromba d’aria, altri spiegano che il valore dei loro appartamenti crolla appena arrivano i profughi e chi sta vendendo non riesce più a farlo perché gli acquirenti non ne vogliono più sapere. Questo economico è un dato di fatto, perché chi compera è sensibile all’atmosfera del luogo in cui si trasferisce: un condominio abitato da prostitute o da immigrati finisce inevitabilmente col valere meno di quello identico popolato di italiani; così come perdono valore e si spopolano di italiani i quartieri dove la presenza straniera aumenta. Ma qui entra in gioco un razzismo strisciante diffuso a tutti i livelli della società italiana. Perché per forza di cose una famiglia marocchina o senegalese, tunisina o siriana (salvo specifiche problematiche che potrebbero anche riguardare famiglie italiane) dovrebbe costituire un problema con conseguente svalutazione dell’immobile? Forse che le famiglie irlandesi, italiane, tedesche o americane sono sempre e comunque famiglie modello con le quali è facile convivere?

 

Familie_01Violenze ai minori, le fanno i bianchi

Ma alle mamme fa paura l’uomo nero

Le mamme che hanno paura di lasciar girare liberamente i loro figli nel cortile dove possono incontrare tanti maschi neri, lo sanno che molti abusi sessuali avvengono all’interno delle famiglie italiane e che i responsabili sono padri, zii, cugini? Nel 2004 gli abusatori italiani sono stati 716 degli 813 denunciati (fonte Polizia di Stato). I dati forniti nel 2012 dal Dipartimento Giustizia Minorile del ministero della Giustizia indicano che il 48% degli abusi ai minori viene praticato da persone che il bambino conosce molto bene e di cui si fida, il 33% da suoi familiari, nel 7% dei casi i colpevoli sono estranei sconosciuti e nel 3% avviene su Internet (più un 9% di casi per i quali le vittime non hanno risposto). Lo stesso rapporto indica che il 75% delle vittime sono femmine e che i minorenni autori di reati sessuali sono nell’81% dei casi italiani (il 55% tra i 16 e i 17 anni e il 43% tra i 14 e i 15) e tra essi il 71% ha la licenza media e il 15% quella elementare; disoccupati il 73%. Un altro dato significativo riguardo alle caratteristiche del minore che commette violenza sessuale: il 79% non è alcolizzato o drogato, il 75% non ha disturbi psichiatrici e il 65% di loro non ha vissuto violenza in famiglia: quindi nell’accezione comune si direbbero tutti dei bravi ragazzi.

Ma non solo certe famiglie italiane sono un luogo pericoloso per i bambini; che dire dei casi di pedofilia da sempre presenti ed emersi a tutti i livelli gerarchici (dai parroci ai vescovi) nella chiesa cattolica? Eppure non ci sono state manifestazioni e roghi fuori dalle chiese e le famiglie italiane continuano ad andare regolarmente a messa. Ma alle mamme fa paura l’uomo nero…

 

 

immigratiNon siamo razzisti, per carità!

Il guaio è che in Italia si ottiene solo urlando, facendo manifestazioni o barricate e così, protestando e bruciando, queste famiglie hanno ottenuto dalla prefettura di Treviso che i clandestini vengano dirottati in una caserma.

Viene da chiedersi come si sentirebbero, se fossero al posto dei rifugiati africani o siriani, gli italiani che in questi giorni stanno cacciando dai propri quartieri chi non ha un luogo dove vivere e cerca scampo dalla guerra e dalle persecuzioni. Non vogliono sentirsi chiamare razzisti, perché l’italiano – per definizione – è generoso e ospitale: diversamente sensibili, va meglio?

Un musulmano che stavo intervistando mi ha detto che un islamico, anche povero, dà sempre qualcosa che a chi chiede l’elemosina, perché lo vuole Dio. Difatti c’è un detto simile nelle tre religioni (cattolica, ebraica, islamica) che dice più o meno: Se salvi una sola vita salvi l’umanità intera.

Avere la fortuna (per quanto ci sia la crisi, si abbia un lavoro precario o lo si abbia perso) di essere nati in Italia, di avere un tetto sopra la testa e il cibo per sopravvivere, non dovrebbe esimerci dal considerare come nostro simile chi non ha avuto tanto e scappa dalla sofferenza come faremmo noi al posto suo. O mi fa sentir bene sapere che qualcun altro sta peggio di me? Per lo meno non sentiamolo un nemico solo perché è stato sfortunato. Video di Antenna 3 sulle proteste a Quinto di Treviso 

 

 

 

2 risposte a “Razzismo di casa nostra

  1. Il razzismo striscia come una serpe, e in ogni direzione. Per la comune mentalità é univoco: razzista é chi pensa che i popoli di pelle scura (preferibilmente riferendosi agli originati africani) siano diversi, magari peggiori, di quelli di pelle chiara e con questo abbiamo sistemato ogni problema etico e morale. Ovviamente chi disprezza i cinesi non può essere considerato razzista, così come chi disprezza i popoli di pelle bianca. Giorni or sono un deficente (certificato) ha sparato in una chiesa (credo battista) uccidendo alcuni fedeli e ha rilasciato dichiarazioni deliranti sulla superiorità razziale dei bianchi eccetera. Sono state mostrate sue vecchie immagini in cui impugnava una bandiera confederata e prontamente sono scattate rimostranze e al fatto da noi é stato dato un grande rilievo al punto che la mia Agenzia di viaggio mi ha chiamato chiedendomi se volevo cancellare il volo che avrei avuto il 9 luglio e diretto proprio lì. Sto parlando di un luogo, Charleston e in particolare il South Carolina, in cui vivo molti mesi l’anno per motivi personali e non solo e quindi riporto fatti visti e vissuti e non il resoconto di pagine scritte da chi nemmeno sa dove siano i posti di cui scrive commenti ed emette sentenze. E’ uno stato dove la tolleranza ha sempre regnato, dove gli episodi di segregazionismo degli anni ’50/’60 sono stati rarissimi e impercettibili, dove c’é il cimitero degli Eroi Confederati che ognuno rispetta e dov’é sorta oltre un secolo fa l’università per neri nonostante il colore della pelle non fosse una discriminante per l’iscrizione nell’università statale. Uno stato in cui si va oltre la convivenza, dove quasi non si nota la differenza. Nonostante ciò, la bandiera confederata che da sempre ha sventolato assieme a quella americana nella piazza del Campidoglio a sottolineare la pari dignità fra vincitori (che per inciso guidati dal Gen,Sherman hanno raso al suolo la capitale e confiscato tutte le proprietà) e vinti, l’uguaglianza. Ora con una cerimonia ufficiale una delle due bandiere é stata (dopo oltre un secolo) rimossa con manifestazioni pro e contro il fatto. Manifestazioni quasi totalmente tenute e organizzate (come accade anche da noi) da gente che veniva da lontano sia per l’una che per l’altra fazione (si poteva chiaramente capire dall’accento durante le intervista) e come tutta risposta il KKK terrà, proprio qui, un suo “congresso”. Giorni or sono un altro pazzo di origini arabe (ma non deficiente certificato) va a Chattanooga in un centro di reclutamento e apre il fuoco contro i militari presenti uccidendone quattro. La notizia (ho sfogliato on line qualche quotidiano italiano) é passata quasi in sordina. Questo é il sentimento generato dal razzismo peggiore, quello strisciante. Il razzismo che fa sì che per noi benpensanti e politicamente corretti il pachistano che vende la frutta sia il pachistano, non una persona con un nome e così il filippino che pulisce la casa é “il mio filippino”. Inorridisco quando vedo sventolare bandiere che non siano quelle della tolleranza, dell’uguaglianza e della fratellanza, inorridisco quando sento dire che gli zingari sono ladri, tutti, cioè un bambino nasce da una coppia di zingari e sa già che andrà a rubare o, ancor peggio, che le persone quando lui si avvicinerà si terranno stretto il portafoglio. Il razzismo purtroppo é in tutto il genere umano ed é il male che ha causato la maggior parte delle morti sul nostro pianeta perché fa sì che non si consideri nostro simile un altro essere umano e che per questo non si debbano avere pregiudizi e rimorsi a vessarlo e nemmeno a ucciderlo, come per i polli

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