Il funerale Casamonica


 

il-sacco-di-romaItaly, dall’Expo al Re di Roma

 

La carrozza funebre trainata da sei cavalli neri, l’elicottero che a bassa quota lancia sulla gente petali di rose rosse, la banda che suona la musica de Il Padrino di Nino Rota, i cartelloni legati al cancello della chiesa di Don Bosco a Roma con le immagini della “caro estinto” definito Re di Roma e vestito di bianco con una croce al collo che sembra un Papa che hanno accolto centinaia di persone, la Rolls Royce che ha accompagnato al camposanto le spoglie di un esponente di un’organizzazione criminale, le abbiamo viste ormai tutti; e le ha viste il mondo intero grazie alla stampa internazionale. Sono il nuovo biglietto da visita dell’Italia che, da un lato si affanna a dire che tutto va bene, che siamo i migliori, che il tunnel è ormai alle spalle, e dall’altro si mostra sempre più ostaggio delle sue mafie: Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita (quelle tradizionali più forti) più le varianti locali come questa dei Casamonica (anche se non risulta ufficialmente organizzazione mafiosa) che ha il controllo degli affari sporchi della capitale. Gli affari che la politica stringe con le cosche hanno rivelato, con l’inchiesta Mafia Capitale, che la decadenza del nostro povero Paese è arrivata ai massimi storici dai tempi del declino dell’Impero Romano e che la corruzione è a tal punto entrata negli ingranaggi del potere da rendere difficile distinguere gli onesti dai disonesti e da far dubitare (per prudenza) delle qualità morali di chi ci amministra.

Ora dopo questo ingombrante funerale c’è una generale levata di scudi. Ma dov’erano i vigili urbani, dove la polizia (certo presente davanti alla chiesa Don Bosco di Roma a fotografare di nascosto e a filmare con telecamere camuffate da occhiali da sole, le facce di questa bella gente)? Chi ha concesso a quell’elicottero di sorvolare a bassa quota il quartiere Tuscolano della capitale? Chi non ha previsto che quel funerale del boss dei Casamonica si sarebbe trasformato in una spavalda apologia della malavita romana? Chi ha vigilato che fosse rispettato il dictat di Papa Francesco di non più celebrare funerali ai mafiosi? Perché le porte di quella stessa chiesa, rimaste chiuse nel 2006 davanti alla salma di Piergiorgio Welby reo di aver posto fine con l’eutanasia ad una vita di dolori senza fine, si sono invece spalancate per il capo di questo clan di malviventi? Nella foto Il sacco di Roma

20120125_casamonica873New Italian Style

Non era difficile prevedere che sarebbe successo tutto questo, perché Vittorio Casamonica, il morto portato a spalle dai suoi uomini in jeans e maglietta nera, non era un cittadino qualunque. Era uno storico esponente del clan dei Casamonica, famiglia di origine Sinti proveniente dall’Abruzzo e insediatasi a Roma negli anni Settanta. Zingari che al nomadismo hanno preferito la più redditizia stanzialità, che da qualche generazione parlano romanesco e amano lo sfarzo e la musica napoletana e americana (nella foto una perquisizione in una delle residenze della famiglia)

Come spiega la Direzione Investigativa Antimafia, questo clan da subito si alleò con la famigerata Banda della Magliana assumendo presto il controllo dei quartieri sud- orientali della capitale, del litorale romano e della zona dei Castelli e diventando il gruppo delinquenziale più forte nel Lazio. Il suo “impegno” principale era ed è il governo dei traffici di droga, dell’usura (con tassi dal 200 al 300%), della prostituzione, degli appalti truccati, del racket e delle estorsioni; ma ci sono anche omicidi, rapine, furti, scommesse e gioco d’azzardo. I Casamonica investono i proventi illeciti nell’immobiliare, nell’edilizia, si comprano soprattutto società e stabilimenti balneari.

Grazie alla manovalanza di un migliaio di affiliati questa famiglia negli ultimi dieci anni ha accumulato un patrimonio di almeno 200 milioni di euro. Ma, come si vede nelle immagini del funerale (riportate nel video che rimbalza dalla Turchia e ha per sottotitolo Sontuosi funerali del boss mafioso Vittorio Casamonica che ha portato alla crisi di Roma ), anche se gli uomini del trapassato sanno come investire in operazioni “pulite” i loro soldi e le sue donne sanno come portare a Montecarlo i milioni di euro, quand’è il momento di celebrare un rito religioso (funerale, matrimonio, battesimo) mostrano inequivocabilmente le loro origini. Una caduta di stile; o forse sarebbe meglio dire, dato il peso che la criminalità italiana ha assunto nell’economia nazionale con flussi tra il 2004 e il 2008 pari al 10% del Pil (fonte governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco) che questo è il vero Italian Style. Nel secondo video (rientra nell’ampio archivio di filmati postati su Youtube dagli stessi familiari durante le feste Casamonica) Vittorio Casamonica canta, senza conoscere le parole, My Way a una delle tante feste di famiglian Nel terzo la trasmissione Servizio Pubblico su La7  racconta un blitz del 2012 in una delle sontuose ville dei Casamonica, spesso ufficialmente nullatenti. 

 

 

 

2 risposte a “Il funerale Casamonica

  1. vorrei riprendere una frase detta da un Magistrato o forse citata in sentenza in uno dei tanti processi a Berlusconi “NON POTEVA NON SAPERE”. Non potevano non sapere che razza di scandalosa buffonata si sarebbe inscenata per questo funerale IL COMUNE DI ROMA, la PARROCCHIA in cui si é tenuto, la CURIA responsabile di quella parrocchia, il VATICANO che di Roma sa anche quanti sorci girano nelle fogne, la POLIZIA e in generale LE FORZE DELL’ORDINE, il CONTROLLO AEREO, e di conseguenza IL COMANDO AEREONAUTICA, i sempre presenti CENTRI SOCIALI, e anche DON CIOTTI così pronto il giorno seguente che con la sua associazione avrebbe potuto partecipare e manifestare. Hai ragione, l’Italia é questa, é così. Non illudiamoci di essere tutti Armani o la Levi Montalcino, in un Paese dove una famiglia di zingari malavitosi ha le mani su buona parte del 10% del PIL significa che complicità, partecipazione, connivenza o complice silenzio la fanno da padroni. E abbiamo chiesto a gran voce le Olimpiadi?????

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