La videomaker ungherese


 

3910465263Quel papà col figlio in braccio

 

Chissà se la giornalista ungherese diventata famosa nel mondo non per i suoi video servizi, 3910465268ma per aver preso a calci tre rifugiati siriani in fuga e aver fatto cadere a terra un padre col figlio in braccio, si era fatta una vaga idea da dove provenivano quelle persone. Se avesse visto queste foto di Deir Al- Zour367281-gallery1-sfwa6una volta verde città del nordest della Siria (400.000 abitanti) distesa accanto all’Eufrate, forse avrebbe tenuto ferme le sue gambe (le ha usate entrambe per fare lo sgambetto ai profughi!). E’ proprio da questa città ridotta dai bombardamenti a un colabrodo, che arrivavano quel papà dai capelli grigi e il suo piccolo figlio. Sarebbe stato sano far crescere tra granate, razzi, macerie e colpi di mitra la propria creatura? O era preferibile rischiare di infastidire i molti, troppi, razzisti europei?

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Osama Al- Ghadab (in rete il nome di quest’uomo subisce molte trasformazioni, Osama Al- Abd Al Mohsen, Al- Abdelmohsen, ma tutti convergono sul suo ruolo sociale) era l’allenatore di calcio dell’ Al-Fotuwa Sports Club – squadra di serie A della sua città e poi funzionario della federazione calcistica siriana, prima di mostrarsi pericolosamente critico nei confronti del regime. Da lì con la famiglia è scappato dopo essere stato torturato dagli uomini del dittatore Bashar al-Assad e dopo che l’Isis è arrivata a Deir Al-Zour con le sue milizie integraliste.

Le immagini della città parlano più delle parole, e questa col ragazzo armato seduto in mezzo alla strada è del 2013, quando il disastro era solo all’inizio. Syria-articleLarge-v3

Osama è scappato in Turchia con moglie e tre figli, riuscendo però solo lui a raggiungere l’Europa portandosi dietro il piccolo (gli altri sarebbero ancora in un campo profughi turco).

Syria-DayrZour215.000 morti, 2 milioni di profughi

La guerra in Siria ha fatto finora oltre 215.000 morti sui 23 milioni di abitanti. Secondo l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura dell’Onu , il 60% della popolazione è in stato di povertà, ed è anche per questo che a marzo 2015 in Turchia si trovavano sfollati più di due milioni di profughi siriani, in Libano 1,1 milioni, in Giordania 618 mila, 225.000 in Iraq e 137.000 in Egitto.

Oltre due milioni di bambini siriani non possono andare a scuola perché uscendo di casa rischierebbero la vita ( dati Unicef ). Chissà se alla videomaker ungherese è venuto almeno per un attimo in mente che cosa quelle persone si stavano lasciando alle spalle. Lei invece le ha aiutate a frenare la corsa verso la libertà, umiliandole più di quanto già fossero per la situazione disumana che vivevano, così senza alcun motivo. E si è sentita in diritto di ribadire in prima persona il rifiuto all’accoglienza espresso dal suo primo ministro. Con uno sgambetto. Ha fatto cadere il piccolo sotto il peso del padre, ma ha fatto molto peggio: ha dimostrato al mondo (come se ce ne fosse ancora bisogno) quanto distanti siamo dall’umanità. (Nella foto sopra il titolo una chiesa cristiana nel mezzo di un quartiere musulmano bombardato di Deir Al-Zour . 

Video dello sgambetto e dei calci ai profughi siriani 

In questo video di AlArabiya si vede anche qualche foto dell’allenatore in Siria

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