TTIP nessuno ne parla, ma…


ttip5TTIP. L’Europa diventa una colonia ?

 

Cos’hanno in comune tra loro associazioni come Amici della Terra, Associazione Medici per l’Ambiente, Forum Italiano Dei Movimenti Per L’acqua, Il Fatto Alimentare, circoli Legambiente e del WWF ? Un’attenzione per la salute e per l’ambiente. E poi insieme a tante altre associazioni organizzano dal 10 al 17 ottobre la Campagna STOP TTIP, che intende invitare l’Unione Europea a non ratificare il Trattato del Partenariato Transatlantico su Commercio e Investimenti. Detto così il trattato può sembrare un innocuo strumento di collaborazione economica, ma non è così.

 

b5c12bfab40d18d5586811d5f229380cCos’è il TTIP

Il Transatlantic Trade and Investment Partnership è un accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti messo a punto dalle lobby economiche, che andrà a incidere sulla vita di noi tutti: sotto il profilo alimentare – quindi della salute, ma anche sotto quello di istruzione e cultura, servizi sanitari e sociali, tutele e sicurezza sul lavoro. L’obiettivo finale è il massimo profitto. E tutti sappiamo che la ricerca affannosa del massimo profitto passa sopra i diritti, le garanzie, la sicurezza. Gli effetti della globalizzazione che abbiamo abbracciato sulla spinta di ondate mediatiche, sono sotto gli occhi di tutti: i piccoli produttori sono destinati a scomparire nella morsa della concorrenza internazionale schiacciante e siamo invasi di merci spesso insicure e impossibili da controllare al 100%. Inoltre la prepotenza dei colossi diventa sempre più forte, e non solo a livello commerciale, ma anche socio- politico. Già lo sappiamo che il mondo è retto da 147 holding, le cui 50 più potenti sono costituite da banche e istituti finanziari ( vedi https://robertobrumat.wordpress.com/2013/05/15/chi-controlla-il-mondo/ ). Ma ora col TTIP l’Europa vuol dare carta bianca alle holding statunitensi per vendere da noi secondo i criteri adottati in casa loro: ben sapendo che i nostri canoni di sicurezza (per esempio alimentare) sono per alcuni versi più ristretti di quelli Usa.

Chi si oppone al TTIP in sostanza protesta contro un’Europa (governo italiano incluso) che si appresta a lasciar correre e a consentire ciò che prima vietava in nome della nostra sicurezza di cittadini europei. I temi sono tanti: libera vendita di pesticidi, Ogm, carne agli ormoni, privatizzazione di acqua ed energia, limitazione nell’organizzazione dei servizi pubblici (sanità, trasporti, istruzione, servizi idrici), deregolamentazione delle politiche del lavoro, fine del controllo sui movimenti di capitali e sulla speculazione bancaria e finanziaria; abbassamento della privacy su Internet come negli Usa.

Un esempio di cosa si appresta ad accadere? Per la multinazionale energetica Vattenfall che già aveva citato in giudizio il governo della Germania per aver deciso di chiudere le proprie centrali nucleari, sarà d’ora in poi più facile vincere la causa.

 

downloadIl TTIP nel dettaglio

Segue il testo redatto da Campagna STOP TTIP.

Fermiamo il trattato di liberalizzazione commerciale USA-UE Il TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America attualmente oggetto di negoziati volutamente segreti, è qualcosa di più di una semplice trattativa di liberalizzazione commerciale. E’ l’ennesimo attacco frontale che vede lobby economiche, Governi e poteri forti accanirsi su quello che rimane dei diritti del lavoro, della persona, dell’ambiente e di cittadinanza dopo anni di crisi economica e finanziaria, in un più ampio tentativo di disarticolare le conquiste di anni di lotte sociali con le politiche di austerity e di redistribuzione del reddito verso l’alto. Il negoziato TTIP, lanciato ufficialmente nel luglio 2013 e portato avanti in modo opaco e segreto dalla Commissione europea e dall’Amministrazione statunitense in vista di una sua possibile conclusione a fine 2014, disegna un quadro di pesante deregolamentazione dove obiettivo principale non saranno tanto le barriere tariffarie, già abbastanza basse, ma quelle non tariffarie, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro. Con l’alibi di un’omogeneizzazione delle normative e la falsa illusione di risollevare l’economia dell’Europa, si assisterà ad una progressiva corsa verso il basso in cui saranno i cittadini e l’ambiente a farne principalmente le spese in un processo che porterà alla progressiva mercificazione di servizi pubblici e di beni comuni. Un rischio che viene tenuto sotto traccia a causa di trattative svolte a porte chiuse, sotto la forte pressione delle lobby delle industrie private senza un coinvolgimento efficace dei Parlamenti e del Congresso e senza che i cittadini vengano adeguatamente informati. Tra i principali obiettivi del negoziato, c’è la tutela dell’investitore e della proprietà privata, grazie alla costituzione di un organismo di risoluzione delle controversie, un vero e proprio arbitrato internazionale, a cui le aziende potranno appellarsi per rivalersi su Governi colpevoli, a loro dire, di aver ostacolato la loro corsa al profitto. Qualsiasi regolamentazione pubblica che tuteli i diritti sociali, economici ed ambientali, con la scusa della tutela della competizione e degli investimenti, rischierà di soccombere dinanzi alle esigenze delle aziende e dei mercati, tutelate da sentenze che saranno a tutti gli effetti inappellabili. Scenari che si sono già avverati nell’ambito di altri trattati di libero scambio come il Nafta, o che hanno permesso a una multinazionale energetica come la Vattenfall di citare in giudizio il Governo tedesco per la decisione della Germania di chiudere le proprie centrali nucleari. Per questo, come movimenti e organizzazioni sociali italiane, abbiamo deciso di mobilitarci per opporci a un disegno politico che ha nella mercificazione dei diritti e nella tutela dei mercati il suo obiettivo principale. Ci appelliamo a tutte le forze sociali , sindacali e politiche del nostro Paese, perché convergano su una mobilitazione comune per fermare il negoziato TTIP , esattamente come successe alla fine degli anni ’90 con l’Accordo Multilaterale sugli Investimenti , nel decennio scorso con la Direttiva Bolkestein, o più recentemente con il negoziato Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), il trattato che con la scusa della lotta alla ‘’pirateria’’ informatica e della salvaguardia del diritto d’ autore avrebbe attentato al diritto alla privacy e al libero accesso alla rete dei cittadini. Alcuni buoni motivi per fermare il TTIP Sicurezza alimentare: le norme europee su pesticidi, Ogm, carne agli ormoni e più in generale sulla qualità degli alimenti, più restrittive di quelle americane e internazionali, potrebbero essere condannate come “barriere commerciali illegali”; Acqua ed energia: sono settori a rischio privatizzazione. Tutte quelle comunità che si dovessero opporre potrebbero essere accusate di distorsione del mercato Il sito della campagna: http://www.stop-ttip-Italia.net  Servizi pubblici: il TTIP limiterebbe il potere degli Stati nell’organizzare i servizi pubblici come la sanità, i trasporti, l’istruzione, i servizi idrici, educativi e metterebbe a rischio l’accesso per tutti a tali servizi a vantaggio di una privatizzazione che rischia di escludere i meno privilegiati Diritti del lavoro: la legislazione sul lavoro, già drasticamente deregolamentata dalle politiche di austerity dell’Unione Europea, verrebbe ulteriormente attaccata in quanto potrebbe essere considerata “barriera non tariffaria” da rimuovere Finanza: il trattato comporterebbe l’impossibilità di qualsivoglia controllo sui movimenti di capitali e sulla speculazione bancaria e finanziaria; Brevetti e proprietà intellettuale: la difesa dei diritti di proprietà delle imprese sui brevetti metterebbe a rischio la disponibilità di beni essenziali, quali ad esempio i medicinali generici. Così come la difesa dei diritti di proprietà intellettuale possono limitare la diffusione della conoscenza e delle espressioni artistiche; Gas di scisto: il fracking, già bandito in Francia per rischi ambientali, potrebbe diventare una pratica tutelata dal diritto. Le compagnie estrattive interessate ad operare in questo settore potrebbero chiedere risarcimenti agli Stati che ne impediscono l’utilizzo. In questo modo si violerebbe il principio di precauzione sancito dall’Unione Europea, incentivando iniziative economiche che mettono in pericolo la salute umana, animale e vegetale, nonché la protezione dell’ambiente; Libertà e internet: i giganti della rete cercherebbero di indebolire le normative europee di protezione dei dati personali per ridurli al livello quasi inesistente degli Stat Uniti, autorizzando in questo modo un accesso incontrastato alla privacy dei cittadini da parte delle imprese private Democrazia: il trattato impedirebbe qualsiasi possibilità di scelta autonoma degli Stati in campo economico, sociale, ambientale, provocando la più completa esautorazione di ogni intervento da parte degli enti locali Biocombustibili: il TTIP attraverso l’armonizzazione delle normative europee in ambito energetico, incentiverebbe l’importazione di biomasse americane che non rispettano i limiti minimi di emissione di gas a effetto serra e altri criteri di sostenibilità ambientale. Ribellarsi ad un trattato che antepone la logica del profitto illimitato alla tutela dei diritti inalienabili sanciti formalmente nelle convenzioni europee e internazionali, vuol dire assumersi la responsabilità di determinare un cambiamento che sia a beneficio di tutti e non ad appannaggio dei soliti noti.

centrale-nuclPetizione e proteste contro il TTIP

E mentre i tg tedeschi mandano in onda le grandi manifestazioni di STOP TTIP che si svolgono in tutta Europa (si parla di 200.000 manifestanti nella sola Berlino) in Italia si stanno muovendo le organizzazioni promotrici che sono: AAM Terra Nuova, Abruzzo Social Forum, Adista, ADL Varese, Agices, Aiab, l’Altracittà – giornale di periferia, Altragricoltura, AltragricolturaBio, Altramente, Amici della Terra Versilia, Arci, Associazione Agri.Bio Emilia-Romagna, Associazione Botteghe Del Mondo, Associazione Culturale Punto Rosso, Associazione InFormazione InMovimento Legnano, Associazione Italia Nicaragua, Associazione La Fierucola APS, Associazione La Goccia, Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (A.M.I.C.A.), Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, Associazione Monastero del Bene Comune, Associazione Politico Culturale LA ROSSA – Lari, Associazione Rurale Italiana, Associazione “SI alle energie rinnovabili NO al nucleare”, Associazione Sonia per un mondo nuovo e giusto, Associazione Utoya- Luoghi di Espressione Politica, A Sud, Attac Grosseto, Attac Italia, Ca’ Mariuccia – Agricoltura Etica, Cambiamo Messina dal basso, Centro di documentazione e di progetto “don Lorenzo Milani” di Pistoia, Centro Internazionale Crocevia, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, CETRI-Tires, CGIL Camera del Lavoro di Brescia, CGIL Flai Alessandria, CGIL Flc Emilia Romagna, CGIL Funzione Pubblica nazionale, Cipax, Cipsi, Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, Circolo Legambiente “Gaia” di Foggia, Civiltà Contadina, Comisión Europea Derechos Humanos Y Pueblos Ancestrales, Comitato acqua pubblica Salerno, Comitato Beni Comuni Monza e Brianza, Comitato Bolognese del Forum Salviamo il Paesaggio, Comitato Lavoratori Cileni Esiliati, Comitato per la Pace Rachel Corrie (Valpolcevera Genova Bolzaneto), Comitato Roma 12 per i Beni Comuni, Commissione Audit Parma, Comune-Info, Comunità Cristiane di Base – Torino, Comunità delle Piagge – Firenze, Confederazione Cobas, Consorzio CAES, Consorzio della Quarantina, Cooperativa agricola Valli Unite, Cooperativa Fair, Coordinamento Nord Sud Del Mondo, Coordinamento SCI Italia, Cospe, Coordinamento Zero OGM, Costituzione Benicomuni, Difendiamo i Territori Monopoli, Distretto di Economia Solidale Alt(r)oTirreno – Pisa, Ecomapuche – Amicizia Con Il Popolo Mapuche,  Econo)mia:)Felicità – Associazione di Promozione Sociale, EPIC (Economia Per I Cittadini), eQual, Ennenne, Fabbrikando l’Avvenire, Fairwatch, Federazione nazionale Pro Natura, Fiom, Fondazione Capta onlus, Fondazione Cercare Ancora, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Forum cittadini del mondo R. Amarugi, Forum Italiano Dei Movimenti Per L’acqua, Forum per una nuova finanza pubblica e sociale, Fratelli dell’uomo, GAS BioRekk, GAS Filo di Paglia, Global Project, Ibfan Italia, Il Bolscevico, Il Fatto Alimentare, Incontro fra i Popoli Ong, Indipendenti per Cardano, Laboratorio Urbano Reset, LAV, Legambiente, Legambiente circolo Terre di Parchi, Libera, Libera Federazione Donne- Casa delle Donne di Lecce, Libera Tv Lazio, LIDU – Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, Link – Coordinamento Universitario, Mag 4 Piemonte, Mais, Mani Tese, Maurice GLBTQ, Medici Senza Camice, Medicina Democratica Onlus, M.I.R. Movimento Internazionale della Riconciliazione, Movimento Civico Noi ci Siamo – Francavilla Fontana, Movimento Consumatori, Mst-Italia, Movimento Decrescita Felice, Municipio Dei Beni Comuni – Pisa, NATs per… Onlus, NaturalMENTE Monopoli, No Austerity – Coordinamento delle lotte, No Scorie Trisaia, Osservatorio Italiano Sulla Salute Globale, Pax Christi Taranto, People Health Movement, Progetto Rebeldia – Pisa, Re:Common, REES Marche, Reorient, Retepopolare – Istituto Generale del Buon Governo, Rete Della Conoscenza, Rete per l’Economia Solidale della Valdera, Rete Semi Rurali, Ri-Costituzione, #Salvaiciclisti Monopoli, Salviamo il paesaggio Monopoli, Sbilanciamoci, Scup, Sindacato Italiano Lavoratori, Sinistra Anticapitalista, Sinistra contro l’euro, Sos Geotermia – Coordinamento Dei Comitati In Difesa Dell’Amiata, Sos Rosarno, Spazi Popolari – Agricoltura-Organica-Rigenerativa, Teleagenzia 1, Terra d’Egnazia, Terra Nuova, TerraViva, Transform! Italia, Un Ponte Per, Unione Degli Studenti, Unione Sindacale Italiana , Viviconsapevole, Yaku, WWF Monopoli, WWOOF Italia. Questo il sito di STOP TTIP http://stop-ttip-italia.net/ E questa la petizione https://stop-ttip.org/firma/

 

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