Ius soli nelle colonie italiane


20151020_084402Ius soli e Africa Orientale Italiana

Il nato nel territorio dell’Africa Orientale Italiana da genitori ignoti, quando i caratteri somatici facciano fondatamente ritenere che entrambi i genitori siano di razza bianca, è dichiarato cittadino italiano…; il provvedimento del giudice può essere adottato sia a domanda che d’ufficio. Lo stabilivano i commi 1 e 3 dell’articolo 30 della legge 999 del 10 luglio 1933 (legge unica per le due colonie italiane). 20151020_084942

Come precisava nel 1937 un opuscolo dell’ Istituto Coloniale Fascista, I nati da madre suddita e da padre ignoto che per i caratteri somatici fossero da ritenersi figli di italiano saranno considerati sudditi (mentre prima alla maggiore età potevano adire la cittadinanza italiana) e i meticci, figli di padre italiano anche noto, saranno sudditi…

Il legislatore ha voluto chiaramente fare intendere la sua disapprovazione ad una continuazione del meticciato nell’A.O.I., frutto del madamismo, di quella forma matrimoniale temporanea abissina detta matrimonio per mercede e inoltre prodotta dalla uguaglianza di religione; è nota la campagna di stampa contro il meticciato che ne ha illustrato i pericoli. Infatti esso contrasta con le nostre idee morali – contro le quali potevamo essere benevoli in pochi casi sporadici – ma di fronte alle quali dobbiamo essere giustamente severi e rigidi quando si minaccia di generare da eccezione ad abuso, ma contrasta ancora con la politica di colonizzazione, mediante popolamento, che è alla testa degli scopi del Duce nella conquista di un impero per il popolo italiano CHE ESSO FECONDERA’ COL SUO LAVORO e deve fecondare da sè e per sè.

Ciò non significa nè ostracismo nè isolamento totale degli indigeni, ma significa opportunamente compiti, scopi e funzioni diversi tra italiani e indigeni.

 

20151020_085153Chi erano i sudditi

Era l’articolo 28 a fissare il ruolo di sudditi. I criteri in base ai quali si diventa sudditi sono quindi il ius sanguinis, il ius soli, la iuris communicatio, la residenza in A.O.I. in concorso con altri fattori, singolarmente o per gruppi etnici…

Totalmente esclusa è quindi per i sudditi la possibilità sia di acquistare la cittadinanza italiana (optimi iuris) sia una cittadinanza coloniale (minoris iuris) come in Libia o una cittadinanza speciale senza diritti politici e senza servizio militare come nelle Isole Italiane dell’Egeo…

La legge dunque commina pene severe – come la perdita della cittadinanza italiana – per coloro che si frammischiano ai sudditi. Giusta e necessaria tutela del prestigio italiano e razziale, in un paese in cui si è portati per ereditarietà di idee assolutamente false, a non adeguatamente considerare i bianchi, specie se lavorano: era dunque necessario stabilire una netta e invalicabile separazione fra italiani e sudditi…

20151020_085014Ente Veneto di Etiopia…

La colonizzazione fascista in Africa Orientale diede importanza alle Regioni e alle Province italiane. I primi enti di colonizzazione furono chiamati: Romagna di Etiopia, Puglia di Etiopia e Veneto di Etiopia. Seguirono Piemonte di Etiopia e Liguria di Etiopia. Erano enti finanziati dalle singole Province e dai loro capitalisti a cui veniva destinato un dato territorio da coltivare e dove impiantare industrie. Dopo due anni di lavoro in prova ogni colono aveva diritto di trasferirsi nel suo nuovo podere con la famiglia lavorando a quel punto per proprio conto, ma sempre diretto dall’ente regionale di appartenenza. E ogni podere poteva variare da 30 a 50 ettari a seconda del numero di appartenenti al nucleo familiare.20151020_085046

L’obiettivo politico dell’operazione era rendere l’Italia autonoma sotto il profilo dell’approvvigionamento alimentare (autarchia) in periodo di sanzioni internazionali. Ma se il grano era difficile da coltivare, l’Etiopia dava frumenti indigeni, sorgo, orzo e altri cereali, più fagioli, cipolle, carote, rape, menta, basilico, maggiorana, prezzemolo, salvia e rosmarino. E poi tè, caffè, tabacco. E ancora insalata, peperoni, cavoli, cetrioli, arachidi, spinaci, sedani, finocchi, ceci, lenticchie, cocomeri, angurie, fragole, banane, limoni, cedri, pompelmi, fichi d’India, papaie, arance e mandarini. Oltre ad animali e legname.

Per inciso era conosciuta la coltivazione del Ciat, una robusta pianta aromatica di cui gli indigeni masticavano le foglie per ottenerne un forte potere tonico e inebriante.

Gli strateghi della colonizzazione nel 1938 avevano anche in programma di impiantare le viti, ma poi l’Italia entrò in guerra e il programma cambiò.

Anche se nelle colonie non fu trovato il petrolio, in Eritrea gli italiani estrassero oro (234 kg di oro puro nel solo 1934), mica, ferro- manganese, rame, caolino, gesso, cemento, marmi, scisti. E furono installati due impianti di imbottigliamento dell’acqua minerale della valle del Mareb e del Bassopiano Orientale.

20151020_085244L’olio di ricino

L’Africa Orientale produceva anche molto olio di ricino che nei testi ufficiali veniva suggerito come olio medicinale e come lubrificante per motori di aeroplani, ma che il fascismo squadrista da sempre usava come potente lassativo per punire gli oppositori. Dalle colonie se ne ricavavano quattro varietà: la genuina (abissina e senegalese), la orientale (eritrea), la megalosperma (originaria dell’Africa del sud) e la Benguelensis (di Benguela e Nigeria).

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