Parigi pugnalata


151113_3b6jp_rci-paris-attacks2_sn635Video attentato di Parigi

Drammatico video del peggiore tra gli attentati compiuti dai terroristi dell’Isis a Parigi la sera di venerdì 13 novembre 2015. Sono scene riprese col cellulare da chi si trovava sul posto. All’ingresso del locale Bataclan, tra le transenne usate per proteggere l’ingresso agli spettatori del concerto rock degli Eagles of death metal una persona immobile a terra in una chiazza di sangue, e altri feriti che si lamentano. Il numero dei morti, domenica, è di 129, tra i quali una ragazza veneziana, Valeria Solesin, che alla Sorbonne seguiva un dottorato in Demografia. 352 i feriti. Un’azione terroristica che in Europa non conosce precedenti. E domenica sera, durante la celebrazione in Notre Dame, i parigini in place de la République, sono scappati precipitosamente attorno alle 19,15 sentendo esplodere alcuni colpi: si è saputo poco dopo che a generare il panico tra la folla era stata l’esplosione irresponsabile di alcuni petardi.

3 risposte a “Parigi pugnalata

  1. il silenzio é complicità, lo fu per il popolo tedesco nei confronti dei nazisti, del popolo italiano nei confronti delle guerre coloniali e del fascismo, fatte rare eccezioni. Il terrorismo è rivolto contro il popolo e solamente un popolo lo può combattere e sconfiggere. o questi francesi dei quartieri arabi si sentiranno francesi e si comporteranno da francesi o rischino di essere isolati e considerati nemici dai loro stessi concittadini

  2. Adesso l’unica risposta la potrebbero dare gli immam isolando e denunciando sia tutti i facinorosi che conoscono che altri immam che incitano alla violenza mentre non ho sentito che messaggi di cordoglio molto formali. preoccupante l’intervista nel quartiere arabo di Bruxelles dove molte persone sostengono che “abbandonare ora i fratelli” sarebbe pericoloso e vorrebbe dire lasciarli a chi li consiglia male. un modo come un altro per esprimere l’omertà. Se mancherà la collaborazione assoluta degli altri islamici, di quelli che dovrebbero essere la parte sana della comunità, si rischia una caccia all’unomo indiscriminata

    • Vero, molto potrebbero fare i musulmani non violenti. Il guaio è che (almeno in tv) si sentono dichiarazioni piuttosto tiepide. Credo che molti di loro continuino a vedere nell’Occidente l’amico- nemico: amico in quanto dà opportunità di vita migliore, nemico per le sue guerre combattute in territori islamici. Le guerre generano sempre altre guerre, ma possono anche, a volte, generare mostri: basta voltarsi indietro all’Europa del secolo scorso per rendersene conto.

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