Terrorismo, risposte possibili


terrorismo-4-2Stragi europee. Fermarle senz’armi

 

L’Europa è di nuovo sgomenta per gli attentati di Bruxelles (31 morti, 250 feriti il bilancio provvisorio) e si interroga sul che fare per proteggersi. Certo ci vorrebbero i metal detector agli ingressi di aeroporti e metrò, ma senza accompagnarli dalla presenza di almeno un poliziotto o un soldato per ogni varco si renderebbero inutili e quindi obbligherebbero a uno spiegamento di forze incredibile; e poi la stessa cosa dovrebbe essere fatta nelle stazioni dei pullman, nei teatri, negli stadi, nelle sale da concerto, nei musei, nei municipi e dovunque si crei un assembramento di folla, possibile bersaglio di attentati. Significherebbe militarizzare la nostra vita e in ogni caso non sarebbe sufficiente, perché a Londra nel 2005 un kamikaze islamico si fece saltare in aria all’interno di un bus a due piani. Forse solo Israele (8 milioni di abitanti) ha un soldato su ogni autobus…

Appurato che nulla può rendere sicure al 100% (ma nemmeno al 50%) le nostre città dall’attacco di un kamikaze, c’è da chiedersi come fare. Oltre a cercare le soluzioni all’emergenza sarebbe utile interrogarsi sulle cause, eliminate le quali forse il fenomeno verrebbe meno.

the-ira-bombed-targets-in-the-cityCausa – effetto

Che non sia una guerra di religioni lo sappiamo tutti tranne chi, sempre in cerca di un nemico, per motivi politico- elettorali soffia sul fuoco di questo movente. Il terrorismo islamico è l’espressione di singoli assassini che si muovono per convinzione ideologica su invito di un movimento politico (Isis) il quale sfrutta la matrice religiosa del suo nemico per rafforzare nei propri seguaci l’odio e il senso di rivalsa.

Ogni terrorismo ha avuto, nella storia, le sue cause; anche perché niente avviene senza un motivo. Nessun buon motivo giustifica l’omicidio, le stragi, le guerre; ma trovare le cause (o le concause) può aiutare a comprendere il perché certi fenomeni esistono e aiuta a trovare le soluzioni.

Basta guardare in casa nostra, ai terroristi europei. Se gli inglesi non avessero mai occupato l’Irlanda , nell’Ottocento non si sarebbero avute le rivolte indipendentiste facendo nascere nel lontano 1860 l’IRAIrish Republican Army ) con gli scontri tra cattolici e protestanti che tra gli anni Sessanta e Novanta del Novecento si tradussero in terrorismo e in 3.000 civili uccisi (nel computo sono comprese le rappresaglie inglesi) (nella foto attentato del 1990 al London Stock Exchange).

In tutta Europa durante la seconda guerra mondiale la resistenza non avrebbe mai compiuto attentati mettendo a rischio anche la vita di tanti innocenti, se non per liberare le proprie terre dagli occupanti nazisti.

Diverso solo il caso del terrorismo italiano durante gli Anni di piombo : allora, a quanto risulta dall’esito dei processi, non fu un terrorismo maturato dalla volontà di riscatto, dal desiderio di liberarsi dall’oppressore: fu un terrorismo di Stato, o meglio ancora di Stati. Prima furono certi poteri nostrani a tentare una svolta antidemocratica di estrema destra, poi con l’avvallo di potenze straniere, manovrando frange rivoluzionarie di matrice opposta, quegli stessi poteri riuscirono a evitare l’ingresso dei comunisti nel governo, perché l’ Alleanza Atlantica non perdesse un pezzo strategicamente ed economicamente importante come l’Italia .

R600x__iraq(1)Scoperchiare la pentola in ebollizione

Per interpretare il terrorismo di radice islamica bisogna forse chiedersi come mai non abbia per obiettivo gli interessi o le popolazioni della Repubblica di San Marino o della Repubblica di Andorra , tanto per fare un esempio. E perché mai non subiamo attentati da parte dei Sikh indiani o dei Ceceni ? E’ il frutto del caso o dev’esserci un motivo che non vogliamo ammettere?

Il terrorismo islamico colpisce gli Stati Uniti e l’Europa , espressioni di quell’Occidente che si è dato molto da fare per smantellare i governi di almeno cinque paesi mediorientali (Iraq, Afghanistan, Egitto, Libia, Siria) che, sarà un caso, sono produttori di petrolio (tranne l’Afghanistan) e rappresentano aree geopolitiche di grande interesse per le mire economiche e militari di qualcuno. America ed Europa non si sono limitate ad appoggiare economicamente e con armamenti le frange estremiste che avrebbero voluto scardinare quei poteri consolidati in precedenza dallo stesso Occidente, ma hanno mosso guerra: seppure chiamandola operazione di polizia internazionale . Eliminare i governi dittatoriali in aree prima rette da etnie e tribù religiose da sempre ostili tra di loro, ha significato scoperchiare una pentola in ebollizione con conseguenze difficilmente prevedibili. A meno che gli analisti americani non avessero già previsto tutto (terrorismo incluso) prima di scatenare le guerre del Golfo…

Certo era facile immaginare che fare piazza pulita del governo al potere non porta automaticamente la pace e non fa osannare i liberatori: specie se i liberatori si prendono le risorse locali, se l’esercito e le forze speciali di un sanguinario dittatore si riorganizzano in forze paramilitari pronte a battersi, e se le diverse fazioni religiose di cui è composta la società, da oltre mille anni si odiano profondamente e non aspettano altro che di potersi vendicare. E questo senza ricorrere ad altri scenari complottisti che immaginano che passato e presente siano stati studiati a tavolino anche per indebolire l’Europa .

images (1)Crociati e anti Crociati

Anche se formato da islamisti convinti, Isis non è certo un movimento religioso che si muove secondo i precetti di quella fede; evidentemente per accrescere il numero dei suoi adepti in Europa e per dar fastidio all’Occidente, che – fatalità – è di religione cristiana, usa l’arma dell’integralismo islamico e parla di anti Crociata per indurre al martirio alcuni islamici nati in Europa e mai veramente integrati. Non dev’essere difficile, per Isis , ricordare ai loro correligionari che i cristiani condussero nove Crociate uccidendo centinaia di migliaia di islamici. E non dev’essere difficile convincere un pugno di fanatici che cristiano – anche se pacifista, anche se portatore di veri aiuti umanitari – è uguale a nemico.

Questi attentatori hanno scelto l’Occidente per vivere meglio, ma ne disprezzano gli usi e i costumi che considerano immorali e, dalle guerre del Golfo in avanti, lo odiano perché lo sentono nemico dei loro fratelli. Così si fanno saltare in aria, convinti che dare la morte ai cristiani, impegnati a vario titolo nel Medio Oriente , li porterà in paradiso.

images (2)Soluzioni? Ce ne sarebbe una…

Allora come fare per evitare la recrudescenza terroristica? Sappiamo che gli islamici nel mondo sono un miliardo e 400 milioni ed è vero che chi è animato dall’odio per l’Occidente è una minoranza, capace però di godere di una rete di aiuti ( come nel caso del terrorista catturato in Belgio, Salah Abdeslam ): facile che tanti musulmani moderati facciano il tifo, in cuor loro, per chi ha la loro stessa fede. Non è difficile quindi immaginare che questa strategia della tensione continuerà: tanto più se Isis diventerà una potenza capace di far sentire i musulmani europei che nutrono sentimenti di rivalsa e odio verso l’Occidente, orgogliosi di appartenere al sedicente Stato islamico .

Per pacificare l’Irlanda del Nord gli inglesi fecero delle concessioni. Fare un passo indietro, uscire dallo scenario mediorientale e lasciare che ciascun Paese si gestisca a modo suo, non pretendere di esportare la democrazia in luoghi in cui non esiste neanche l’idea di democrazia: tanto più se dietro questo “buon proposito” si nasconde solo il desiderio di conquista economica. Questo può essere un primo passo. Forse non la soluzione a tutti i mali, ma certo un buon inizio. L’economia, la finanza, le lobby del petrolio e delle armi saranno mai convinti che sia questa la strada da percorrere? O punteranno tutto (forse proprio questo l’obiettivo fin dall’inizio) sulla guerra totale? Chiediamolo a loro e capiremo se sarà la religione del profitto a portarci in paradiso.

file6oyudkoh7rd104axubswLa voce alle armi

Fateci caso di come, nelle trasmissioni tv, le voci del pacifismo e chi suggerisce politiche contrarie alle conquiste finalizzate allo sviluppo a qualunque costo, vengano sempre considerate come assurde, o peggio, conniventi col terrorismo. Così si parla e si parlerà sempre più di guerra, di armi, di bombardamenti e stivali sul terreno ; magari come scelte dolorose ma necessarie. Non sentirete mai dire che si potrebbe fare un passo indietro, perché la società della finanza e delle armi ribatte che vorrebbe dire mostrarsi deboli e amici dei terroristi. Eppure è così semplice da capire e l’esempio può venire a proposito degli immigrati: aiutare davvero i rifugiati non è ospitarli in casa nostra, ma fare in modo che la loro non venga mai bombardata.

4 risposte a “Terrorismo, risposte possibili

  1. La lettura degli eventi e’ molto interessante .. in questi giorni se ne sentono molte, anche opposte o sulla falsariga di questa.
    Sono molto turbato anche perche’ penso che noi non possiamo fare nulla .. Devo pero’ segnalare che in tutto il discorso c’e’ un errore quando parla delle Crociate .. la storia e’ sincera e quando la si interroga dice che di crociate, forse ce ne e’ stata una sola .. le altre sono state spedizioni militari economiche e per vari altri motivi .. e’ del tutto inesatto parlare di centinaia di migliaia di islamici .. anche perche’ non erano cosi’ tanti e non si facevano ammazzare tanto facilmente .. e per la precisione, anche gli islamici hanno ammazzato tanti cristiani e ne hanno schiavizzati molti per secoli nel mediterraneo e per finire sono stati loro ad iniziare .. a cominciare da Nazaret dove hanno ammazzato tutti i cristiani, tout court .. mi piacerebbe che finissse questa storia dei Crociati, di cui in quella epoca nessuno li chiamava cosi’ .. le Crociate e’ una dizione degli Illuministi francesi ed accoliti, che avevo tutta la voglia di infamare la Chiesa Cattolica .. Voltaire diceva “ecraser l’infame (l’Eglise)”. Tanto dovevo per la verita’.

  2. Grazie Stefania. Hai ragione, anche se l’altra sera su la7 a “dimartedì” Maurizio Crozza ha espresso proprio questi concetti. C’è speranza che il pensiero unico smetta di suggestionarci tutti.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...