Non dobbiamo sapere


29-bilderberg-consegnaBilderberg. Burattinai e burattini

 

Ogni anno, da 62 anni, un ristretto numero di politici ed esponenti del potere economico- finanziario di Europa e Stati Uniti si riunisce per tre giorni per decidere le strategie politico- economiche da adottare nei propri Paesi. E’ il Gruppo Bilderberg , una ristretta lobby di 120- 150 persone che ha il compito di condizionare i rispettivi governi su princìpi e regole maturati nell’ambito dell’Alleanza Atlantica. Discutono di salute pubblica, strategie antiterrorismo, gestione dell’economia mondiale, ambiente, guerre e molto altro. Quindi, rappresentando una buona fetta del potere economico mondiale, si esprimono sulle sorti di miliardi di persone. Buffo che, per darsi un nome, abbiano scelto semplicemente (o forse dietro c’è un altro motivo?) il nome del grand hotel che li ha ospitati la prima volta ( su iniziativa di David Rockefeller ) e che oggi mostra orgogliosa la sua Trattoria Artusi … E’ forse azzardato supporre che questo manipolo di persone sia portavoce (in alcuni casi protagonista in prima persona) delle esigenze del potere? E che condizioni pesantemente (o cerchi di farlo) il governo europeo (quelli nazionali a ricaduta) a esclusivo vantaggio delle holding della finanza e dell’economia? Chi detiene il vero potere, nel mondo, sono pochissimi uomini che hanno nelle loro mani i colossi dell’industria, delle banche e delle società finanziarie: 146 gruppi in tutto, imparentati tra loro. Vedi https://robertobrumat.wordpress.com/2013/05/15/chi-controlla-il-mondo/

 

606x340_307798Temi universali, massimo segreto

Trattando delle nostre vite ci si aspetterebbe che questi signori dicessero chiaramente quali sono le linee adottate in materia e invece i loro meeting sono segreti e blindati da imponenti apparati di sicurezza (non solo di polizia, ma militari); e in quei meeting i giornalisti sono rigorosamente esclusi, tranne pochissimi invitati previa rigorosa selezione e impegno al silenzio.

Come spiega lo stesso sito Bilderberg Meetings : Gli incontri si svolgono sotto la Chatham House Rule (regola che disciplina la confidenzialità degli incontri a porte chiuse, ndr) in cui si afferma che i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute, ma né l’identità né l’appartenenza del diffusore, né di qualsiasi altro partecipante possono essere rivelati. Grazie alla natura privata della riunione, i partecipanti non sono vincolati dalle convenzioni del loro ufficio. Non vi è alcun programma dettagliato, non si propongono risoluzioni, non ci sono votazioni né si emettono dichiarazioni politiche.

39744492Bilderberg visto da Bilderberg

Ecco come il Gruppo Bilberberg spiega se stesso (nel suo sito): A partire dalla sua riunione inaugurale nel 1954, il Bilderberg è un forum annuale per discussioni informali, volte a favorire il dialogo tra Europa e Nord America. Ogni anno, tra 120 e 150 leader politici ed esperti dell’industria, della finanza, del mondo accademico e dei media sono invitati a partecipare alla riunione. Circa due terzi dei partecipanti provengono dall’Europa e il resto dal Nord America; per un terzo sono politici e membri di governo. Si discute di megatrend e dei principali problemi che affliggono il mondo. 

La riunione del Bilderberg è un forum annuale di tre giorni per le discussioni informali volti a favorire il dialogo tra l’Europa e il Nord America. L’incontro inaugurale nacque dalla preoccupazione, espressa da entrambe le sponde dell’Atlantico, che l’Europa occidentale e il Nord America non fossero più abbastanza vicini sulle questioni di interesse comune.
Il primo incontro avvenne all’Hotel De Bilderberg a Oosterbeek, Paesi Bassi, dal 29 al 31 maggio 1954. I rappresentanti di settori economici, sociali, politici e culturali furono invitati a tenere discussioni informali per contribuire a creare una migliore comprensione delle forze complesse e delle principali tendenze che interessavano le nazioni occidentali nel difficile dopoguerra.

Nel corso degli anni gli incontri annuali sono diventati un forum di discussione su una vasta gamma di argomenti – dal commercio ai posti di lavoro, dalla politica monetaria per gli investimenti e da sfide ecologiche per il compito di promuovere la sicurezza internazionale. Nel contesto di un mondo globalizzato, è difficile pensare a qualsiasi questione sia in Europa o Nord America che potrebbe essere affrontato in modo unilaterale.

imposimato-41Imposimato: Bilderberg? Dietro le stragi

Una visione un tantino diversa ce l’ha il giudice Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione e senatore. Imposimato, che da magistrato in alcuni dei più grandi processi di terrorismo e mafia, ha avuto modo di leggere le carte dei misteri più bui della Repubblica Italiana, si è fatto un’idea di cos’è il Gruppo Bilderberg dopo aver letto le carte del giudice Emilio Alessandrini, ucciso da Prima Linea il 29 gennaio 1979. Qui lo accenna in un’intervista del 2013

 

 

 

7268Tre i meeting in Italia

Il Gruppo Bilderberg si è riunito tre volte nel nostro Paese: nel 1957 a Fiuggi (4-7 ottobre) per parlare anche di adeguati meccanismi politico-economici per la comunità occidentale e di armi e disarmo; nel 1987 a Villa d’Este (24-26 aprile) si discusse di Cina, controllo degli armamenti, politica verso il commercio e il protezionismo; mentre nel 2004 a Stresa (3-6 giugno) i temi furono tra gli altri: Le regole del gioco: verso un’unione nel 21° secolo? E Frodi aziendali: c’è una cura?

I nomi degli italiani che hanno partecipato ai meeting  http://www.positanonews.it/articolo/66743/mes-e-bilderberg-questi-sconosciuti

 

Dietrologia ?

Ma nei 62 incontri svolti dal 1954 ad oggi (Austria, Belgio, Canada, Francia, Danimarca, Finlandia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Norvegia, Olanda, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia) si sono trattati anche argomenti che potrebbero incuriosire i dietrologi. Ecco alcuni temi di non poco conto: nel 1961 in Canada Iniziative necessarie per realizzare un nuovo tipo di leadership e direzione all’interno della comunità occidentale; nel 1963 in Francia: L’equilibrio di potere alla luce dello sviluppo internazionale; nel 1967 in Danimarca: Elementi di instabilità in Occidente e Contrastanti atteggiamenti occidentali verso i rapporti con i Paesi comunisti ; nel 1971 negli Usa: Conseguenze di un possibile cambiamento del ruolo americano nel mondo ; nel 1986 in Scozia: Frammentazione dell’economia mondiale (debito, disordine delle valute, protezionismo, crescita irregolare) ; nel 1995 in Svizzera: Passi concreti per una miglior governance globale (regole) ; nel 1996 in Canada: Come e quanto il mondo occidentale può crescere economicamente? ; nel 1999 in Portogallo: Ridisegnare l’architettura finanziaria internazionale ; nel 2000 in Belgio: La globalizzazione in pericolo: la via da seguire per l’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio, ndr), ma anche Ripulire i Balcani e L’estrema destra europea: è una minaccia? ; nel 2009 in Grecia: Un nuovo ordine: gli Usa e il mondo ; nel 2012 negli Usa: La sostenibilità dell’euro e sue conseguenze.

In questi incontri l’Italia è stata affrontata come tema specifico per tre volte: nel 1993 in Grecia, nel 2001 in Svezia: Conseguenze delle elezioni italiane ; nel 2006 in Canada.

bilderbergSei italiani al meeting 2016

Il Bilderberg meeting 2016 si è svolto dal 9-12 giugno a Dresda in Germania. Per discutere tra l’altro di geo politica dei prezzi energetici, Cina, migrazione, sono convenuti in 130; sei gli italiani: Franco Bernabè presidente CartaSi SpA, Claudio Costamagna presidente Cassa Depositi e Prestiti SpA, Marta Dassù senior director Affari europei dell’ASPEN Institute, John Elkann presidente e amministratore delegato EXOR e presidente di Fca, Lilli Gruber giornalista di Ottoemezzo (La7), Carlo Ratti direttore MIT Senseable City Lab.

I giornalisti invitati, oltre a Lilli Gruber, sono stati quest’anno: Etienne Gernelle, direttore editoriale di Le Point (Francia), Megan McArdle, editorialista del Bloomberg View (Usa), Zanny Minton Beddoes, capo redattore centrale di The Economist (Gran Bretagna), Peggy Noonan, autore ed editorialista del Wall Street Journal (Usa).

La segretezza, a parte i giornalisti invitati e tenuti al vincolo del silenzio, è stata garantita da mille poliziotti e da apparecchiature di disturbo che provocano il black out di qualsiasi comunicazione telefonica e telematica (come accadde a chi seguiva a Roma il corteo delle auto di Obama in visita ufficiale).

 

2 risposte a “Non dobbiamo sapere

  1. Il Magistrato, che ne ha il potere, invece di ipotizzare cospirazioni o altro non dovrebbe fare altro che convocare i partecipanti italiani a tali riunioni e chiedere loro conto degli argomenti trattati e delle decisioni prese. Non si tratterebbe di un’inchiesta ideologica (come ad esempio quelle rivolte in altre epoche alla massoneria) ma di sicurezza naziinale a cui nessono potrebbe sottrarsi

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