Pregiudizio


cameron

Pregiudizio

Confesso che quando ho visto quest’immagine ho pensato a un ragazzo delle periferie inglesi o americane, ma anche a un italiano di borgata, che magari vive a Napoli Scampia o al Corviale di Roma, in quei palazzoni grigi dominati dal malessere sociale e anche peggio; dove i graffiti dipingono sulle vite delle persone deluse e frustrate quelli che sembrano i soli sprazzi di colore possibili.

Poi ho letto a chi appartiene quel volto, un uomo di cui per ignoranza non conoscevo l’esistenza. Poi ho visto questo video. E ho capito quanto forte è in noi tutti il pregiudizio che trasforma l’apparenza in realtà.

L’immagine è tutto, insegnano da qualche anno, e anche noi che siamo cresciuti col detto l’abito non fa il monaco, ci caschiamo a piè pari. Ormai siamo caduti dentro la spirale, dentro la centrifuga di una lavatrice che con lo sporco toglie anche ogni odore della vita reale, rendendo a tutto il bucato lo stesso profumo. Finto.

 

 

 

Chi è

Taylor Cameron Carpenter è un organista e compositore americano di 35 anni, in possesso di laurea e master ottenute alla Juilliard School di New York. E’ stato il primo organista a ricevere una Grammy nomination nella categoria strumentista senza orchestra per un suo album da solista.  

Quante sono le persone che ci passano vicino e che non ci sembrano degne di attenzione? Non tutti loro sono artisti o scienziati, ma certo ognuna di quelle persone nasconde dentro sé qualcosa che ha in comune con noi e quella comunione dovrebbe farci riflettere sul nostro sentirci diversi e migliori.

 

 

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3 risposte a “Pregiudizio

  1. Nulla togliendo alle sue capacità artistiche, esiste anche il rispetto per il pubblico che non è dovuto alla centrifuga mediatica o a una forzatura ma semplicemente allo stile e alla buona educazione. Se il Maestro Muti si presentasse a dirigere in jeans rimarrebbe lo stesso grande artista che è ma a mio parere toglierebbe dignità al suo ruolo e rispetto al suo pubblico. Questa tendenza a omologarsi alla folla che sta caratterizzando molti sia nell’arte che (purtroppo) nella politica sminuisce i ruoli. Infatti il generale gradimento riservato a Elisabetta II ci dice che ognuno deve stare al posto che gli compete e con la dignità che il ruolo gli impone sia re, politico, imprenditore o artista

    • Caro Franco, su questo la penso diversamente. Sorrido all’idea che il maestro Muti si presenti a dirigere in jeans, magari strappati… Ma io credo che la dignità e la bontà di un lavoro (qualunque esso sia) prescinde il modo in cui lo si presenta. Anche tanti celebrati artisti si sono messi a cantare o suonare la chitarra nel metrò come illustri sconosciuti, percependo anche l’elemosina: il che non ha tolto loro dignità. Certo l’abito può indisporre, ma è ancora più bello sorprendersi della ricchezza del talento quando ci si accorge che ci eravamo fissati troppo sul vestito inadatto. Io la vedo così.

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