Terroristi “distratti”


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1978 – 2016 Terroristi “distratti”

 

Firenze 28 luglio 1978. Un passeggero della linea 2 consegna alla polizia un borsello che qualcuno (il brigatista rosso Lauro Azzolini) aveva dimenticato sull’autobus; contiene una pistola, documenti delle Brigate Rosse, una prescrizione medica, il libretto di circolazione di un ciclomotore e un mazzo di chiavi, quelle che aprono il covo brigatista di via Monte Nevoso a Milano.

New York 11 settembre 2001. Nell’area delle Torri Gemelle nei giorni seguenti alla loro disintegrazione vengono trovati, incredibilmente intatti, i passaporti di due persone che vengono dichiarate dirottatori dei due Boeing che hanno causato 2.974 morti.

Parigi 7 gennaio 2015. Uno dei tre terroristi che compiono la strage nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo dimentica la sua carta d’identità nell’auto usata per l’attacco.

Parigi 13 novembre 2015. Il kamikaze che si fa saltare in aria davanti allo Stade de France cercando di colpire il maggior numero di tifosi che stanno lì per un’importante partita di calcio, ha addosso il passaporto siriano di Ahmad al Mohammad, che viene recuperato e in seguito non risulta dell’attentatore, ma di un profugo.

Nizza 14 luglio 2016. Sul camion usato per l’attentato del lungomare vengono trovate patente, carta d’identità, cellulare e carte di credito di Lahouaiel- Bouhlel.

Berlino 19 dicembre 2016. Sotto il sedile del tir usato per l’attentato che ha ucciso 12 persone, la polizia tedesca recupera il permesso di soggiorno di Anis Amri, tunisino, 24 anni compiuti il 22 dicembre 2016, ora ricercato in tutta Europa.

Questa catena di coincidenze può significare quattro cose: A. I terroristi che riescono a commettere gravissimi omicidi sono però anche molto sprovveduti e distratti; B. Lasciano sul luogo del delitto documenti altrui per confondere gli inquirenti; C. Firmano i loro attentati con nome e cognome proprio per venir riconosciuti ed esaltati come martiri dai loro compagni; D. Quei documenti vengono fatti ritrovare volutamente dai servizi segreti, non si sa di quale Paese né per quale inconfessabile motivo. Qualunque sia la risposta corretta, rimane l’inquietante e terribile fatto che gli attentati terroristici ci sono e coinvolgono sempre inermi e pacifici cittadini.

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