Questione di enzimi


 

 

Nati femmine diventano maschi

Li chiamano guevedoces (letteralmente uova ai 12, huevos a las doce, dove per uova si intendono i testicoli) e sono dei bambini che nascono apparentemente femmine e vedono sviluppare gli organi genitali all’inizio della pubertà attorno ai 12 anni appunto. Il fenomeno è conosciuto come carenza dell’R-a reductasi (5-ARD) causata dalla mutazione di questo enzima responsabile di convertire nei tessuti periferici il testosterone in DHT (5-a diidrotestosterone). Ne risultano affetti solo i soggetti maschi genetici (con cromosoma Y) i quali nascono con genitali femminili, oppure con genitali maschili o maschili ambigui. Per questo spesso, dalla nascita, vengono considerati femmine e come tali sono allevati. E attorno ai 12 anni grazie al consueto aumento del testosterone proprio dell’età dello sviluppo, quello che erroneamente era ritenuto un clitoride di grandi dimensioni assume le caratteristiche di un pene ridefinendo così anche socialmente l’identità maschile del bambino: al ragazzo aumentano i muscoli, cambia la voce e crescono i peli come ai coetanei determinandone una vita sessuale futura (nei casi in cui vi sia alla nascita solo la presenza della vagina e non si sviluppino problemi) che segue un normale corso definito.

 

Rari nel mondo

Le persone dotate di questa particolarità sono piuttosto rare e ve ne sono delle concentrazioni in pochi punti del pianeta, come in Turchia e Papua Nuova Guinea; ma dove il fenomeno è in assoluto più diffuso percentualmente è nella piccola località di Las Salinas in Repubblica Dominicana, dove 12 famiglie su 13 riportano casi del genere (1 ogni 90 maschi). Un numero così elevato di soggetti è dovuto probabilmente a rapporti sessuali maturati con scarso scambio di soggetti esterni al villaggio.

A Las Salinas si festeggia il bambino affetto da 5-ARD quando passa da un sesso all’altro, anche se ormai l’abitudine al fenomeno determina che il sesso incerto alla nascita venga immediatamente considerato maschile.

 

Le splendide saline

Las Salinas, vicino alle grandi dune di Bani (la seconda foto) dove con un po’ di fortuna oltre alle capre in spiaggia si possono incontrare delle iguana, è un piccolo villaggio della costa sud dell’isola, tra la capitale Santo Domingo e la città costiera di Barahona, all’interno della baia di Las Calderas, un tempo rifugio dei pirati perché nascosta al mare aperto che guarda sul Venezuela, 600 km a nord dell’isola di Aruba

Qui il panorama è arricchito dalla presenza delle saline che vengono tuttora sfruttate, con procedure d’altri tempi nel più completo silenzio rotto solo dalla voce del vento, in un’area di oltre un chilometro quadrato a metà tra il golfo e il Mar dei Caraibi.

 

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