Antimateria


Catturata forse l’anti materia

Il 95% di ciò che compone l’Universo è impalpabile: anche un solo frammento di questa anti materia, se lo tenessimo sul palmo della mano, non apparirebbe, sarebbe aria. Solo il 5% del tutto che ci circonda da ogni direzione di spazio e di tempo (prima di noi, ora e dopo di noi) è costituito da qualcosa di solido e materiale. Il resto è invisibile energia, sono onde che arrivano dovunque e tutto attraversano. Basterebbe questo per farci intuire quale sia la nostra pochezza di esseri umani e come in realtà siamo continuamente permeabili a forze di diversa natura e potenza che ci arrivano fin dai confini dell’Universo (sempre che esistano i confini) o che, arrivandoci addosso da troppo lontano, finiranno per non attraversarci mai perché nel frattempo saremo morti da decine, centinaia o migliaia di anni.

L’anti materia fino ad ora non era mai stata misurata perché nessuno l’aveva ancora incontrata (nel senso conoscitivo del termine). Oggi invece siamo forse in un momento storico. Anche grazie alla tecnologia italiana, uno spettrometro per l’anti materia in gran parte finanziato dall’Italia, pare abbia finalmente captato quattro sole particelle di anti materia su un totale di 90 miliardi di particelle analizzate.

La scoperta è avvenuta nello spazio, su un braccio esterno della stazione spaziale internazionale, dove dal 2011 è attivo l’AMS (Alpha Magnetic Spectrometer) lo spettrometro europeo al quale l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Agenzia Spaziale Italiana lavorano dal 1995.

E proprio AMS (cubo di 4 metri per 4, pesante 7,5 tonnellate) avrebbe analizzato queste poche particelle sospettate di essere composte dall’apparente nulla, ossia da anti materia. A parlarne, sia pure non ancora in via ufficiale in un convegno al prestigioso MIT (Istituto di Tecnologia del Massachussets), è stato il premio Nobel per la Fisica Samuel Ting, americano di origine cinese.

Si tratterebbe di particelle di anti – Elio (hanno carica elettrica opposta all’Elio conosciuto). La scoperta (se comprovata) potrebbe non solo spiegare i lati oscuri del Bing Bang, ma soprattutto aprire nuove porte di conoscenza delle dinamiche dell’Universo, evidenziando forse meccanismi energetici ancora sconosciuti. Finora le sole forme di anti materia studiate sono quelle prodotte in laboratorio. C’è da augurarsi, come sostengono alcuni ricercatori “prudenti” che la notizia non nasconda solo l’intenzione di riaccendere l’interesse mediatico per questi costosissimi esperimenti scientifici.

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