L’amante di Goebbels


Ti conosco mascherina!

 

Ti conosco mascherina! Chissà se l’antifascista Eduardo De Filippo, regista nel 1943 del film Ti conosco mascherina! disse proprio questa frase all’attrice da lui scelta per interpretare il ruolo principale di Elisa De Laurenzi… Sì perché quell’avvenente e famosa attrice cecoslovacca di 29 anni era nientemeno che Lída Baarová, apprezzata sia in patria sia nella Germania nazista; ma era anche stata per oltre un anno l’amante di Joseph Goebbels, il potente ministro della propaganda del Terzo Reich, che per lei voleva lasciare tanto la moglie quanto la Germania, che chiese le dimissioni (respinte) a Hitler e che per amor suo nel 1938 tentò perfino il suicidio. Con una donna così bella e di successo, lo storpio Goebbels al di là del potere e dell’intelligenza (al servizio del male) aveva dalla sua ben poche chances e difatti sappiamo com’è finita la sua vita nel bunker della Cancelleria, suicidatosi assieme alla moglie dopo aver avvelenato i loro sei figli.

La pellicola della durata di 78 minuti è tratta da una farsa di Eduardo Scarpetta su soggetto e sceneggiatura di Eduardo De Filippo, in cui lo stesso Eduardo recitava la parte del domestico dell’attricetta Elisa accanto ai fratelli Peppino e Tinina De Filippo e a Paolo Stoppa. Nella storia lo spiantato Peppino (nel ruolo di Celestino) tenta il suicidio perché respinto dalla bella ragazza che solo in seguito si invaghisce di lui, ma inutilmente perché l’uomo viene allontanato da quell’amore impossibile dall’inganno del domestico di lei. Realtà e fantasia si sono insomma sfiorate grazie alla creatività di Eduardo, che chissà se conosceva la storia di quell’attrice, quali erano stati i suoi amori e il fatto che era stata cacciata dalla Germania

Quando venne girato il film, l’attrice praghese risultava espulsa dalla Germania da qualche anno a seguito delle lamentele che frau Marta Goebbels aveva presentato allo stesso Hitler per il vistoso imbarazzante tradimento del marito: e il führer, che non sopportava venisse data un’immagine imperfetta della famiglia ideale tedesca, la fece dichiarare “persona non gradita al regime”. Così la ragazza, dopo un rientro in Cecoslovacchia ebbe una relazione con un tedesco che era stato amico fraterno del potente gerarca nazista Heinrich Himmler che l’arruolò nelle SS. Ma ai tempi dell’incontro con Lída Baarová, Paul Thümmel che prima di conoscerla era diventato spia nazista, già faceva il doppiogioco (perché oberato dai debiti) a favore dei cecoslovacchi.

Lída Baarová si era quindi trasferita in Italia dove nel 1943 lavorò anche nel film Grazia del regista Esodo Pratelli (tratto da una novella di Grazia Deledda), in compagnia di Amedeo Nazzari, di Paolo Stoppa e di Lauro Gazzolo (padre di Nando Gazzolo). Sempre nel 1943 recitò per L’ippocampo di Gian Paolo Rosmino, con Vittorio De Sica e Marisa Mercader. Per inciso lo stesso regista quell’anno firmò anche il film Gente dell’aria, il cui soggetto era di Bruno Mussolini figlio del duce e pilota, interpretato da Gino Cervi, Paolo Stoppa e Luigi Pavese. Nel ’44 in Italia lei fu la protagonista di La Fornarina di Enrico Guazzoni con Luigi Pavese, Umberto Spadaro, Il cappello da prete di Ferdinando Maria Poggioli con Rolando Lupi, Anna Capodaglio e Luigi Pavese, e Vivere ancora di Francesco De Robertis con Clara Calamai, Assia Noris, Gino Cervi, Tito Schipa, Carlo Dapporto, Irma Grammatica, Roldano Lupi, Andrea Checchi, Anna Capodaglio.

Altri appuntamenti col cinema italiano, dopo la condanna a morte inflittale nel suo Paese con l’accusa di aver collaborato coi nazisti e dopo un anno di carcere scontato in Cecoslovacchia, l’attrice di Praga li ebbe nel primo dopoguerra recitando in diversi film. Nel 1946 La sua strada di Mario Costa; nel 1950 La Bisarca di Giorgio Simonelli con Peppino De Filippo, Silvana Pampanini, Aroldo Tieri, Carlo Campanini, Tino Buazzelli e Gli amanti di Ravello di Francesco De Robertis con Carlo Ninchi; nel 1951 La vendetta di una pazza di Pino Mercanti con Paola Quattrini, Gli innocenti pagano di Luigi Capuano con Paolo Romano, Paola Quattrini; nel 1952 Carne inquieta di Silvestro Prestifilippo con Clara Calamai e Raf Vallone; nel 1953 Pietà per chi cade di Mario Costa con Amedeo Nazzari, Antonella Lualdi, Andrea Checchi, Massimo Serato e I vitelloni di Federico Fellini (film Leone d’argento a Venezia, foto di scena assieme a Franco Fabrizi) con Alberto Sordi, Franco Interlenghi, Leopoldo Trieste, Paola Borboni, Carletto Romano, Franco Fabrizi. Seguono scene di film di Lída Baarová

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...