Censimento dei Rom


Censimento dei Rom

Maria Miezi Bihari (la bimba nella foto sopra il titolo) era una zingarella di 5 anni nata il 9 novembre 1935, come risulta dalla sua scheda segnaletica al momento dell’arresto avvenuto in Germania nel 1941. Augen (occhi) 12, Haare (capelli) 0, Haut (pelle) HBRL, e così via nel criptico codice che i gendarmi nazisti usavano. Miezi il nome zingaro indicato. Arrestata a 5 anni per essere condotta con i suoi familiari in un campo di concentramento: il reato commesso? Essere zingara. Non omologata, non omologabile.

Può una bambina di 5 anni venire schedata? Può una bambina di 5 anni essere arrestata e deportata in un campo di concentramento? Di lei non si è più saputo nulla e probabilmente queste foto segnaletiche sono le uniche fotografie che qualcuno le ha mai scattato nella sua breve e triste vita.

Fortunatamente nessun governo nell’Italia post fascista si è più sognato di censire gli ebrei come avvenne il 22 agosto 1938 con l’entrata in vigore delle leggi razziali. Che sarebbe successo, a livello mondiale, se ciò fosse malauguratamente accaduto? Eppure ora in Italia si parla di censire gli zingari.

Il censimento che ha per obiettivo una sola etnia o un solo gruppo sociale, specie se commissionato da chi ama dividere la popolazione in categorie e manifesta simpatia per chi alza muri e attua respingimenti di migranti, riporta ovviamente il pensiero a periodi che definire bui è solo un eufemismo.

 

Zingari, erano vite senza valore

Sì perché anche gli zingari, assieme ad ebrei, omosessuali, mendicanti, malati di mente, deformi, oppositori politici, testimoni di Geova, entrarono nell’elenco delle persone che il nazismo fin dagli albori scelse di cancellare definendole con una mostruosa locuzione vite senza valore. Basterebbe solo questo ricordo per elevare di diritto gli zingari allo stesso livello di dignità storica (quella umana dovrebbe essere data per scontata per chiunque) di tutti coloro che hanno sofferto l’Olocausto e per preservarli da ogni possibile forma di ghettizzazione.

Se qualsiasi discriminazione degli ebrei oggi solleverebbe la giusta indignazione e proteste in tutte le democrazie, va ricordato che anche i Rom di cui si parla in questi giorni con l’ipotesi di censimento avanzata dal ministro degli Interni Salvini, fanno parte di quel nervo scoperto che almeno in Europa dovrebbe far male quando viene anche solo sfiorato.

Nel lager di Dachau da luglio a settembre 1944 i medici delle SS usarono come cavie viventi 44 zingari Rom e Sinti obbligandoli a nutrirsi per giorni e fino alla morte, solo di acqua salata: esperimento che serviva a capire quanto sarebbero sopravvissuti i marinai tedeschi in caso di naufragio. Ma questo è solo un piccolo esempio dell’accanimento nazista contro gli zingari: già nel 1935 le leggi naziste li avevano inseriti nell’elenco delle categorie da sterilizzare per impedire che si riproducessero; e nel ’36 fu istituito un ufficio di Stato per la lotta alla nocività degli zingari.

 

Il censimento voluto da Himmler

Nel 1936 il lager di Dachau accolse i primi zingari deportati e nel 1937 il direttore dell’Istituto per la difesa della stirpe scrisse che lo Stato aveva il diritto di liberarsi di loro il più presto possibile col metodo più idoneo, dato che era assurdo sperare di trasformarli in membri utili alla nazione. L’8 dicembre 1938 Himmler in una circolare ordinò che tutti gli zingari e i vagabondi si registrassero all’apposito ufficio centrale di polizia criminale: un censimento, anzi un auto- censimento. Solo un anno dopo ecco decretata la soluzione finale anche per questa categoria sociale: i primi 30.000 zingari furono deportati in Polonia nei campi di sterminio collocati lontano dalla vista dei tedeschi. Il loro massacro fece un numero imprecisato di vittime: forse 500.000.

Rievocando queste atrocità non si intende avvicinare neanche lontanamente le politiche del governo italiano a quelle naziste, ma solo ricordare che gli zingari hanno pari dignità di quanti, nei manicomi nazisti prima e nei lager poi, hanno sofferto e sono stati uccisi nella nostra civile Europa dal pregiudizio e dal razzismo. Insomma, lo vogliamo dire che il censimento degli zingari è un brutto segnale?

 

Il pianto trattenuto a stento

Se la storia ha ancora un senso evitiamo nuovi ghetti ed epurazioni. In molti italiani, lo stiamo purtroppo vedendo, l’umanità quel senso l’ha già perduto.

Il pianto della piccola Miezi trattenuto a stento è lo stesso di tanti bambini dalla pelle olivastra o nera che i telegiornali ci mostrano tutti i giorni: in mare aperto, nei campi profughi o fuori dalle baracche delle nostre città.

Lo vogliamo capire che l’umanità è una e una soltanto? Chi sbaglia deve pagare, di qualunque etnia faccia parte; ma non esiste mai un intero popolo che sbaglia e che per questo va punito.

 

Video testimonianza di Piero Terracina sul lager degli zingari ad Auschwitz

 

2 risposte a “Censimento dei Rom

  1. Quando il Ministro dell’interno dedicherà qualche attimo alle mafie?
    Già, quelle i bambini a scuola li mandano…

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