Storia di due “movimenti”


 

L’abbraccio mortale

 

C’era una volta un ragazzo sensibile che amava la vita e amava l’amore. Non aveva una passione particolare per una specifica ragazza, ma sapeva come l’avrebbe voluta: dolce, ma anche decisa, sensibile, onesta e contraria alla violenza, pacifista e accogliente (non di tutti, però). E soprattutto aveva una gran voglia di sposarsi per sentirsi riconosciuto nella piccola comunità tradizionalista del suo paese, dove solo gli sfigati non stavano in coppia.

Dopo essersi guardato attorno, capì che c’erano solo due ragazze papabili: la prima più grande di lui, la seconda molto più piccola. Entrambe carine, niente di speciale, ma tra loro tanto diverse. Tutte e due avevano come unico grande sogno il matrimonio e lui era lì per quello.

Ma quale scegliere? Di loro aveva sentito parlare molto: la più grande aveva avuto un’avventura col bullo del paese, l’altra del bullo era stata la fidanzata ufficiale. Non l’ideale quindi, però erano proprio carine…

La più matura era decisamente affascinante e sembrava sensibile, accogliente e poi era più dolce dell’altra; la più giovane invece aveva un carattere più deciso, mostrava un piglio dominante che al ragazzo intrigava parecchio. E poi l’ex del bullo prometteva di fare cose che al ragazzo piacevano proprio tanto…

Lui però continuava ad essere perplesso: sentendo forte il fascino della prima, le chiese di uscire una sera. Quella rispose sdegnata che non gliene poteva fregare di meno e mai sarebbe uscita con uno sbarbatello. Allora il ragazzo, mortificato, rivolse subito le sue attenzioni all’altra. Si telefonarono, si videro di nascosto, si diedero qualche bacio e niente più.

Le loro famiglie, molto tradizionali, mai avrebbero accettato quell’unione! Così una sera, dopo giorni di pensamenti, lui passò sotto casa di lei che l’aspettava col trolley pronto, e se la portò lontano: la “fuitina” dicono al sud.

Quando le acque si calmarono, tornarono in paese. Sulle prime, nell’appartamento che lui aveva affittato, tutto filò liscio: baci, carezze, sesso tenero e selvaggio. Si divisero i compiti in casa: lui lavava i piatti e puliva a terra, lei cucinava e faceva il bucato. Fin da subito però lei cominciò a dettare precise regole tirando fuori il carattere duro che tutti in paese conoscevano e che nemmeno al ragazzo era mai sfuggito: lui mostrava compassione per gli immigrati che vivevano nel condominio e lei sputava davanti alla loro porta; lui non aveva nulla contro gli zingari e lei li avrebbe buttati fuori dal paese; lui era contrario all’uso delle armi mentre lei teneva una pistola carica nel comodino. Ben presto il ragazzo si accorse che non c’era sintonia, in fondo non c’era mai stata, ma quella ragazza era l’unica in paese che avrebbe potuto sposare perché le altre o erano troppo piccole o indisposte nei suoi confronti. Ormai erano sposati e avevano tre quarti di paese che faceva il tifo per loro; gli altri, invidiosi, malignavano.

Passarono giorni difficili anche perché lei rientrava tardi la sera dalle assemblee di quartiere dove aizzava le famiglie italiane contro gli stranieri invitandole ad armarsi per difendersi dall’aumento dei furti (che di fatto non erano per niente in crescita).

Accortisi di quanto stava accadendo gli amici lo misero in guardia, minacciarono di togliergli l’amicizia temendo che lui cambiasse e perdesse il lato umano che a loro tanto piaceva. E lui a casa da solo e senza più gli amici del cuore, soffriva. Viveva l’aggressività della giovane moglie come un peso sempre più schiacciante e sentiva che nel quartiere quasi tutti stavano dalla parte di lei e pochi osavano mostrare ancora quel po’ di altruismo e solidarietà che lui sentiva più vicini alla propria natura. E poi avvertiva crescente il disprezzo della gente: di quelli che nella moglie vedevano la paladina dei loro interessi e degli altri che ora lo consideravano senza palle.

La storia si interrompe in questo preciso punto. Il seguito lo vedremo giorno per giorno, seguendo questa diciottesima legislatura. 

 

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