Razzisti? Popolo fedele


Razzisti? Popolo fedele

Gli italiani non sono razzisti, si affanna a dire il governo in queste ore. D’accordo, non tutti gli italiani lo sono, per fortuna. Ma il clima xenofobo che stiamo vivendo è sotto gli occhi di tutti e poco valgono slogan e frasi ad effetto di fronte agli episodi di emulazione, al proliferare delle violenze (dalle più piccole fino agli omicidi) compiute da persone violente e mentalmente disturbate che amano ispirarsi a “ideali” di natura fascista.

L’attacco al nero appartiene alla stessa razza di azioni che portarono alcuni italiani che si proclamavano patrioti a denunciare alla polizia fascista gli ebrei italiani; ricorda altri italiani che proclamandosi amici del popolo denunciarono ai partigiani jugoslavi i loro concittadini che avevano simpatizzato con i fascisti o che semplicemente gli stavano antipatici: a tutti fecero fare una brutta fine, nei lager nazisti e nelle foibe comuniste. L’attacco all’immigrato appartiene alla stessa razza di azioni che portarono anni dopo agli attacchi che i meridionali subirono al nord: in comune c’è la matrice fascista (nera o rossa poco importa), nel senso di xenofobia, di avversione per gli altri che vengono visti come portatori di culture pericolose perché differenti, oppure ladri di lavoro, o delinquenti, sporchi, brutti, puzzolenti, o semplicemente neri, ebrei, musulmani e quindi diversi. Gli aggettivi negli anni si sono sprecati, ma il senso ha attraversato immutato i secoli: in fondo i nostri progenitori dell’antica Roma consideravano inferiori e dis- umani gli schiavi e gli schiavi erano neri, ma anche bianchi, andavano bene tutti purché fossero nemici e i nemici erano sempre diversi in quanto avevano culture differenti e andavano omologati.

I giovani che li usavano una volta, questi aggettivi dispregiativi, oggi hanno i capelli bianchi, ma continuano a sciacquarsene la bocca e a provare quell’insano odio che sa tanto di senso di rivalsa verso una vita ingenerosa; provano l’insano bisogno di avere un nemico su cui scaricare tutte le frustrazioni per sentirsi finalmente vincenti… Il sollievo dura poco, hanno presto bisogno di trovare un nuovo nemico. E’ su questa banale necessità di capri espiatori che fanno leva certi governanti (gli esempi nel mondo si sprecano) per trovare facili consensi, in genere plebiscitari. Basta pensare a quanti, anche in anni recenti, hanno costruito la paura del nemico (inesistente) per scatenare guerre o per militarizzare intere nazioni finendo per far nascere dall’odio e dalla sopraffazione dei nemici autentici.

In mezzo a questo popolo semplice ci sono anche i violenti, i violenti di sempre che non aspettano altro che menare le mani, perché quello sembra essere il solo modo che hanno per sentirsi uomini (e donne): prima ancora di conoscere, prima di sapere cosa porta altri esseri umani a lasciare tutto per cercare lontano dalla loro terra e dai loro affetti una vita migliore, o semplicemente una vita…

Quando poi il potere dello Stato parla la stessa lingua dello xenofobo e invece dell’inclusione predica il respingimento, allora c’è poco da stracciarsi le vesti in presenza di episodi di intolleranza: la base degli elettori di quel governo si sente legittimata a pensarla come i suoi vertici. Chi semina vento raccoglie tempesta, diceva saggiamente la Bibbia.

Se perfino i ministri minimizzano o disapprovano solo tiepidamente i gesti di intolleranza (e di violenza) mostrando in alcuni casi il pugno duro contro i più deboli, allora il segnale percepito dalle masse è chiaro. E ci sarà sempre qualche fanatico, qualche violento, che andrà oltre il limite della critica, dell’invettiva; che menerà le mani perché solo quello sa fare. E’ l’esempio che conta. Quando vota, il popolo si affida a pochi perché gli risolvano i problemi: ma il popolo è variegato e oltre che dai pensanti è composto dagli istintivi puri, che come i cani interpretano i segnali del “padrone” comportandosi di conseguenza. Se fingete di gettare il bastone a destra il cane correrà a destra anche se il bastone l’avrete mantenuto nel pugno. Basta un segnale sbagliato e il popolo istintivo e fedele che si fida ciecamente del suo padrone, andrà sempre nella direzione indicata.

Annunci

Una risposta a “Razzisti? Popolo fedele

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...