Giustizia lampo


 

Dà un passaggio a 2 irregolari, 9 mesi di carcere

Leggo su Il Fatto Quotidiano e su Il Tempo che un 26enne italiano residente in Francia è stato condannato dalla giustizia italiana a 9 mesi di carcere, 24.000 euro di multa e al sequestro dell’automobile, per aver dato un passaggio al Traforo del Monte Bianco (foto) a due immigrati clandestini introducendoli in Italia. Poco conta che, patteggiando, il giovane eviterà di scontare il carcere: il tribunale di Aosta ha comunque applicato evidentemente la legge del nostro Paese che secondo i principi europei punisce chi introduce in una nazione dell’Unione Europea persone non munite di regolare permesso.

Come sono avvenuti i fatti? La notte del 10 agosto 2018 il giovane italiano ha avuto la malaugurata idea di accettare la richiesta di passaggio che una donna della Costa d’Avorio ed un uomo del Marocco gli avevano fatto tramite Blablacar, la più grande compagnia di car pooling (ovvero di offerta di passaggi automobilistici). Iscrivendosi gratuitamente al sito francese si può sia offrire sia chiedere passaggi in auto, pagando un importo irrisorio rispetto a treno, corriera, aereo. Non è richiesta l’esibizione di alcun documento: ci si fida, un po’ come è sempre avvenuto con gli autostoppisti, solo che questi pagano.

Purtroppo i due richiedenti passaggio non avevano documenti e l’uomo aveva chiesto asilo in Francia. Il giovane probabilmente non ha pensato a questa eventualità (la sua buona fede è stata riconosciuta dal tribunale) e ha messo la sua auto a disposizione dei due stranieri. Apriti cielo!

 

Punizione esemplare

Evidentemente un reato così grave aveva bisogno non solo di un processo per direttissima, ma anche di una condanna esemplare. E il giovane italiano può dirsi fortunato se nel 1948 in Italia fu abolita la pena di morte, perché il suo è uno di quei reati che in altri tempi di intolleranza di Stato, magari l’avrebbero anche suggerita…

E chissà quanto si sarà brindato in tante case di bravi italiani e bravi francesi, orgogliosi che la giustizia ha punito con pugno di ferro e immediatamente un delitto tanto efferato! Colpirne uno per educarne cento, dicevano i latini (copiati più tardi da Mao e negli anni di piombo dalle Brigate Rosse nei loro deliranti proclami).

 

Avvertenze utili

Quindi d’ora in avanti se dovete dare un passaggio a chicchessia (e non solo in prossimità di una frontiera) sinceratevi che sia una persona a posto. Come? Prima indossate la divisa d’ordinanza (una qualunque purché sia da pubblico ufficiale), poi pretendete l’esibizione di un documento d’identità accertandovi (previa traduzione anche dal cirillico o dall’arabo o dallo swahili o dall’hindi) che sia regolare e non scaduto, quindi se siete sicuri al 100% di non aver tralasciato nulla, procedete nell’offerta di passaggio. Mi raccomando la divisa (va bene anche il solo tesserino di poliziotto o di tranviere) anche perché se non siete pubblici ufficiali non potete obbligare nessuno a mostrarvi un documento! Poi procedete alla perquisizione corporale (anche sommaria va bene, purché eseguita da personale femminile su soggetti donna) e naturalmente effettuate una scrupolosa verifica degli eventuali bagagli accertandovi che non contengano ovviamente armi, forbici appuntite, liquidi superiori ai 100 ml. o spray urticante. Qualora nello zaino troviate caciotte e peperoncino di Soverato, beh allora non siete in presenza di un maghrebino, ma di un calabrese di ritorno dalle ferie e potete stare tranquilli che di certo ve ne regalerà almeno uno…

Ma non fidatevi del fatto che il richiedente – passaggio abbia i tratti somatici europei: un siriano o un libico o un palestinese ci somigliano maledettamente (certo non sono biondi con gli occhi azzurri) e non è detto che debbano per forza essere “scuretti di carnagione” o abbronzati come ama chiamare i neri Berlusconi. Quindi occhio, il nemico è ovunque!

N.B. I commenti e i suggerimenti forniti sono ironici. Non vorrei mai che qualcuno mi scambiasse davvero per xenofobo o razzista.

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Una risposta a “Giustizia lampo

  1. Sono gli eccessi di stupidità che evocano il sempre attuale motto “summum jus, summa iniuria”. E, guarda caso, funziona soprattutto con i più deboli…

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