Turista? Occhio ai regolamenti comunali


Involution

Dobbiamo parlare inglese? Parliamo inglese. Nel nostro mondo occidentale c’è stato il tempo della Devolution (forse mai finita): ebbene oggi siamo in piena Involution. Nel senso che assistiamo – e non solo in Italia – al ritorno di vecchie cose che credevamo sorpassate e di cui francamente non si sentiva l’esigenza. E’ tornato di prepotenza il razzismo, che sta diventando matrice culturale nell’Europa “del cambiamento” e nelle Americhe dei vari Trump e Bolsonaro; sono tornati i muri a dividere i popoli (dopo la caduta nell’89 di quello di Berlino), sono stati alzati in Israele e, sotto forma di km di alti reticolati sorvegliati in Ungheria, Slovenia, Stati Uniti

Nel nostro piccolo in Italia si è pensato di resuscitare vecchi souvenir del Ventennio fascista come il premio a chi fa più figli (un pezzo di terra da coltivare per 20 anni); qualcuno (il quotidiano Libero) mette in allegato al giornale una pistola al peperoncino; la legittima difesa è diventata legittima offesa suggerendo ai cittadini di armarsi per sparare ai ladri; si invoca la assoluta libertà di azione delle forze dell’ordine (Salvini 25 giugno 2015) e qualche Comune (Novara) rispolvera concetti superati fin dall’invenzione delle minigonne (correva l’anno 1963) come il divieto di circolare per le vie cittadine con abiti che offendono il comune senso del pudore.

Perché, mi chiedo, c’è sempre qualcuno che invita la gente ad aver paura di qualcun altro o di qualcosa? Le leggi esistono e sono pure troppe: e allora perché tornare indietro ai tempi in cui divieti, fili spinati, soprusi, erano all’ordine del giorno?

In attesa dell’invito (via Twitter) Oro alla Patria!, godiamoci questi momenti di libertà, sperando non siano gli ultimi. Ma sempre occhio ai regolamenti comunali e alle telecamere di sorveglianza quando fate i turisti in altre città italiane: non sia mai che nel Comune di Pizzosantonastaso abbiano deciso di multare chi si scambia un bacio*, indossa degli hot pant o mangia un panino per strada!

 

* Dov’è vietato baciarsi in pubblico

A proposito di baci, i turisti farebbero bene a sapere che in certi Paesi del mondo l’apostrofo rosa tra le parole ti amo è piuttosto pericoloso quando viene scambiato in pubblico. Negli Emirati Arabi darsi un bacio per strada o tenersi per mano è reato che porta dritto in carcere.  In Malesia (a Kuala Lumpur) baciarsi e prendersi per mano in strada è vietato.

In Messico nella città di Guanajuato niente baci o carezze in pubblico: pena un giorno in carcere più ammenda.

E in Nigeria è addirittura sconsigliato a un uomo di guardare negli occhi una donna e viceversa per non ingenerare la convinzione che si tratti di un esplicito invito sessuale. La foto è il celebre scatto di Robert Doisneau.

 

 

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