1390. Come divento principe



Così Novello divenne l’ultimo signore di Padova

 

Per gli appassionati di storia medievale, un frammento tratto dalla Chronica de novitatibus Padue et Lombardie scritta dal 1311 al 1358 da Guglielmo Cortusi (di ricca famiglia duecentesca padovana). Racconta l’investitura a ultimo signore di Padova (città di 40.000 abitanti) di Francesco II da Carrara (detto Novello, nato a Padova il 23 maggio 1359 e morto a Venezia il 17 gennaio 1406, nell’immagine dell’epoca), avvenuta il 10 settembre 1390 alla presenza di un ospite di riguardo: il duca Stefano III di Baviera accompagnato da molti gentiluomini tedeschi.

Come misser Francesco da Carara fu fato Signore per gli Anciany dela citade suxo el Palazo dala Raxon a dì x de setenbre nel dì de sancta Maria. ( … ) Fato l’alba del giorno ( … ) essendo misser Francesco da Carara senpre stado in palacio sua persona alogiada, e levato la matina e de’ suoy richi panni vestido, vene su la mastra salla del palazo, dove era gl’infrascriti signori Anciany. Comandarono i signory Anciani che le canpane di la torre in arengho sonesse per spacio di due orre, a ciò che tuto el povollo venisse a palacio. ( … )

E insenbremente i signori Anciani, con misser Francesco da Carara e’l dux Stefano andarono a udire messa nela chiesia del palazo; e finido che fu la messa del Spirito Santo, usino dela chiesia e venero a sedere tuti, e pria gli Anciany e da lato de sora era el dux Stefano con molti centilomini todeschi, da lato di soto, verso la prexon, era misser Francesco da Carrara con gli anbasadori Fiorentini e Bolognexi e molti altri centilomeny, possa tuto el povolo era sula salla del palazo, pizoli e grandi, e maschi e femine; e posto che fu ognuno in silencio, se levò in piedy da sedere misser Francesco dale Ave, el quale era di signori Anciany e sindico degli Anciani e del comun de Padoa, e fecie uno belisimo sermone in comendo ( … ) de misser Francesco da Carara; e prima datolly in mane uno confalone con l’arma dii povolo di Padoa in segno di çienerale capitanio di tuto il povollo. Possa li de’ la bacheta biancha in segno de signoria e di dominacione di tuto el povollo e dela citade; possa li de’ el sagramento che giurasse di mantenere iustixia e fare raxionne a tuti e di non cometer may contra al comun de Padoa alcuna cosa obrobrioxa, e senpre quello contra suoy nemixi defendere, e de oservare e fare oservare i statuti del comun de Padoa; e così giurò. E alora fu posto al signore misser Francesco da Carara a sedere in mezo degli Anciany. Posto a sedere che fu, cominciò gl’instromenti a sonare, el povolo a gridare: «Viva il signore nostro misser Francesco da Carara, e viva il Carro!», con tanti gridy che s’udiva perfino al ciello. Dopo questo si levò il signore e prexe el dux Stephano per mano, andòno perfino ala corte dei Signori, e lì disnò, e remaxe in signoria con bona gracia.

Dalla gloria alla forca, con i figli

Sedici anni più tardi, a 46 anni, l’ultimo signore di Padova (padre di 11 figli) dopo un difficile assedio consegnò il 22 ottobre Padova alla Serenissima e fu arrestato dai veneziani assieme al figlio Francesco III di 28 anni. L’altro figlio Iacopo era stato consegnato ai veneziani da alcuni contadini di Legnago il 14 luglio 1405 mentre fuggiva da Verona.  Novello e Francesco III furono condotti in novembre nel monastero di San Giorgio a Venezia e poi nelle carceri di Palazzo Ducale dove tra il 17 e il 19 gennaio 1406 la giustizia dei vincitori li fece strangolare assieme a Iacopo da Carrara. Con questo infame delitto di Stato, in voga a quei tempi, la Serenissima si assicurava di non correre più pericoli con Padova, suo feudo di terraferma.

 

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