Ingiustizia sociale


 

Ingiustizia sociale. Una sola parola.

Il senso di giustizia viene insegnato a tutti gli abitanti del pianeta, con sfumature diverse a seconda delle società di appartenenza, ma ogni cultura lo instilla nelle menti dei propri affiliati: perfino i clan malavitosi praticano un proprio senso di giustizia di cui impongono il rigido rispetto. Perché senza giustizia non si può vivere bene, senza pochi princìpi e regole è totale anarchia.

Quando si legge che 26 cittadini della Terra possiedono (messi insieme) la stessa ricchezza di 3 miliardi e 800 milioni di persone, è fin troppo evidente che qualcosa nel meccanismo della giustizia sociale non funziona e la positiva libertà di impresa diventa paradosso. In 26 hanno “in tasca” quanto quasi 4 miliardi di poveri sparsi a tutte le latitudini.

Premesso che anche i 26 un giorno passeranno sotto la livella amabilmente descritta da Totò, non portando con sé proprio nulla della straordinaria ricchezza accumulata, quale senso di impotenza di fronte ai soprusi quotidiani e alle scelte di politica economica che tutti ci riguardano, determina una disparità così forte tra il pugno di uomini che hanno materialmente tutto e la moltitudine di quelli che non hanno proprio nulla, noi compresi che apparteniamo alla categoria dei mediamente- bassi agiati?

A quanto pare il fatto che la ricchezza sia nelle mani di un numero sempre più ridotto di stra miliardari significa che la globalizzazione tanto voluta dal potere, ha raggiunto il suo obiettivo di convogliare tutto nelle tasche di pochi, affamando gli altri, ridotti a mera forza lavoro e a semplici compratori compulsivi. Non è affatto bello rendersi conto che siamo tutti minuscoli ingranaggi di una gigantesca macchina che senza sosta giorno e notte 365 giorni all’anno aspira dollari per riversarli dentro una manciata di depositi blindati. Viviamo nel fumetto di Paperon de’ Paperoni e siamo tutti vittime di quella che l’intellighenzia definisce sperequazione, ovvero mancanza di equità.

Come sostiene Winnie Byanyma direttore esecutivo di Oxfam International, organizzazione non governativa che combatte povertà e diseguaglianze Questo crescente divario tra ricchi e poveri ostacola la lotta per ridurre la povertà, danneggia l’economia e alimenta una rabbia globale.

(vedi articolo de Il Sole 24 ore)

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2019-01-21/disuguaglianze-26-posseggono-ricchezze-38-miliardi-persone 094242.shtml?uuid=AEldC7IH&fbclid=IwAR2lh2R2aGVWHwIBCB6Xs4e1YlNZPXP2l6uGBappggqR–g8CjKZ1Dp1ECY&refresh_ce=1

La foto l’ho scattata al basurero di Santiago (discarica in Repubblica Domenicana) dove l’esercito vigila perché i poveri che vendono le immondizie riutilizzabili dopo averle separate sul posto, non si azzuffino.

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