Vieni avanti…


Come come?

Vieni avanti Gretina…

Si può essere affascinati dalla genuinità di una ragazzina svedese che riesce a mobilitare milioni di studenti in tutto il mondo sui temi dell’ambiente, oppure si può essere convinti che dietro di lei ci sia chissà quale manipolazione genitorial – economica. Ovviamente la ragazzina è Greta Thunberg, attivista sedicenne sta che facendo la storia del movimento ecologista mondiale: credeva di fare una battaglia personale e invece sta smuovendo masse di giovani per protestare contro le lobby che

sostengono l’industrializzazione inquinante.

Ogni opinione è lecita, ma quello che non si può accettare è l’uscita del quotidiano Libero che il 18 aprile 2019 in prima pagina “strillava”: La Rompiballe va dal Papa. E, peggio ancora, nell’occhiello diceva Bergoglio in Vaticano: “Vieni avanti Gretina”, come se quella frase l’avesse pronunciata il Pontefice.

Inutile dire che Gretina è solo falsamente inteso come “piccola Greta”, dal momento che la frase Vieni avanti cretino! era un tormentone della tv degli anni Sessanta: frase con cui, in una serie di sketch, Carlo Campanini introduceva sulla scena Walter Chiari, il quale interpretava per l’appunto la parte del cretino. La loro era la parodia di un fortunato tormentone ideato dai fratelli casertani Giorgio e Guido De Rege, comici da avanspettacolo negli anni Trenta e Quaranta, che iniziavano le loro scenette appunto con Vieni avanti cretino!; frase che nel 1982 divenne titolo di un film di Luciano Salce con Lino Banfi.

Che un quotidiano offenda pubblicamente una minorenne, per di più affetta dal morbo di Asperger (una forma di autismo) e oltretutto si spende a favore della salvaguardia dell’ambiente, è eticamente inaccettabile e giornalisticamente ingiustificabile oltre che non deontologico. Senza contare che l’offesa concepita (o comunque approvata) dal direttore Vittorio Feltri viene attribuita a Papa Francesco. C’è pane per i denti di Maurizio Crozza!

 

 

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