Italia, antica capitale per 2 anni


Itali, ci chiamiamo così dai calabresi

Prima gli italiani! Urla qualcuno. Ma i primi italiani chi erano? Gli storici concordano sul fatto che fonti antiche citano Italo come re degli Enotri, popolo greco del Peloponneso che dal XV secolo avanti Cristo dopo aver attraversato il canale d’Otranto per stabilirsi tra Campania (Cilento),Basilicata e Calabria. Ma potrebbe anche essere vera la teoria del glottologo Giacomo Devoto che li fa derivare da tribù balcaniche che fecero lo stesso percorso.

 

Di fatto nel X secolo a.C. re Italo estese il suo potere fino all’attuale Catanzaro. Lo riportava nel IV secolo avanti Cristo Aristotele nel suo trattato in 8 libri Politica: Ora pare che non sia una scoperta nuova o recente dei filosofi politici che lo stato si debba distinguere in classi separate e che quella dei militari sia diversa da quella dei contadini. In Egitto esiste ancor oggi un ordinamento in tal guisa e pure a Creta: in Egitto, a quanto dicono, in forza della legislazione di Sesostri, in Creta di quella di Minosse. Antica par che sia pure l’istituzione dei sissizi (pasti comuni che a Sparta sancivano il riconoscimento della cittadinanza, ndr): quelli di Creta si ebbero sotto il regno di Minosse, quelli d’Italia furono molto più antichi di questi. Raccontano i dotti che uno degli abitanti di quella terra, un certo Italo, diventò re dell’Enotria, che dal suo nome, mutato l’antico, si chiamarono Itali invece di Enotri, e che da lui prese la denominazione d’Italia tutta quella penisola d’Europa compresa tra i golfi Scilletino e Lametico, i quali distano tra loro mezza giornata di viaggio. Dicono pure che questo Italo fece contadini gli Enotri che erano nomadi e dette loro altre leggi e per pruno istituì i sissizi: è per ciò che ancora oggi alcuni dei suoi successori usano i sissizi e talune leggi di lui. Abitavano la terra in direzione della Tirrenia gli Opici, che un giorno e anche oggi portano il soprannome di Ausoni, in direzione della Iapigia e del golfo Ionico, nella regione cosiddetta Siritide, i Coni: e anche i Coni erano Enotri di razza.

 

Enotri (Itali) brava gente

A quanto riporta lo storico greco Polibio nato nel 206 a.C., Gli Enotri erano un popolo dotato di tutte le virtù: onesti nei costumi, benevoli verso la natura, ospitali verso tutti, diversi dagli altri greci crudeli e molto religiosi e rispettosi verso gli dei.

Virgilio, poeta nato nel Mantovano nel 70 a.C., dice: Enotria, terra antica, potente in armi e feconda. Gli Enotri la coltivarono, ora si sa che i posteri la chiamarono Italia, dal nome del loro signore.

Perfino Omero (vissuto tra il IX e l’VIII secolo a.C.) lo cantò come popolo estremamente civile, felice perché come pastori prima e agricoltori poi, abitava le zone montane che si trovavano più vicino agli dei.

Dionigi di Alicarnasso storico greco nato nel 60 a.C. precisò che gli Enotri si insediarono in piccoli villaggi collinari vicini tra loro.

 

La prima volta di Italia, città-Stato

Ma mentre gli Enotri- Itali non lasciarono traccia di questo nome Italia, qualcun altro lo fece: molto più tardi, nel 91 a.C., dunque in epoca romana, e da tutt’altra parte. Dobbiamo spostarci dal Tirreno e dallo Ionio all’Adriatico, tra Marche e Abruzzo dove all’epoca vivevano molte tribù di Piceni, popolo indo-europeo presente prima che Roma venisse fondata.

Nel 91 a.C. alcune popolazioni italiche del centro-sud manifestarono scontento perché Roma (di cui erano state alleate combattendo insieme contro Annibale e Perseo re dei Macedoni, non dava loro la cittadinanza: per questo insorsero Apuli, Lucani, Marsi, Marrucini, Frentani, Peligni, Piceni, Sanniti e Vestini dando inizio alla cosiddetta guerra sociale che coinvolse pugliesi, lucani, abruzzesi, marchigiani, molisani, campani. Nel 90 a.C. questi nove popoli istituirono un primo nucleo di Stato italiano eleggendo come capitale Corfinium nel territorio dei Peligni (l’attuale Corfinio, nella foto, a nord di Sulmona in provincia de L’Aquila) che fu ribattezzata Italia: e fu la prima volta che questo nome venne scritto definendo uno “Stato” inteso come insieme di popolazioni contermini. Italia elesse un Senato di 500 membri, i due consoli Quinto Poppedio Silone dei Marsi e Caio Papio Mutilo dei Sanniti più 12 pretori.

 

Italia, il primo nome su una moneta

La capitale Italia sorgeva a 346 metri d’altitudine al termine del valico montano tra il Fucino e la conca Peligna, sulle rive del fiume Aterno in una posizione strategica dato che si trovava sulla via Valeria, prosecuzione della Tiburtina, via di collegamento tra Roma e l’Adriatico. Per l’occasione la città venne fortificata e arricchita di monumenti. Geograficamente si trovava nella terra dei Peligni che erano un piccolo popolo che lì si era stanziato fin dal IV secolo a.C. e parlava l’Osco- Umbro come tutti gli altri abruzzesi e marchigiani.

Per celebrare lo spirito di reazione alla potente Roma e la guerra che ne era nata (durò due anni e si concluse con il totale accoglimento delle istanze degli insorti) Italia iniziò a battere moneta. La prima moneta in argento coniata mostra una testa femminile coronata di alloro con la scritta Italia, mentre un’altra moneta recante la scritta Viteliu, indica l’antica tradizione dell’origine del nome Italia (terra dei vitelli). Sul retro ci sono 8 guerrieri con gli elmi che giurano fedeltà abbassando le spade su un maialino tenuto fermo da un altro soldato seduto che regge uno stendardo.

Italia fu capitale e Stato quindi per soli due anni prima di essere fagocitata da Roma, che temendo altre sollevazioni preferì concedere la cittadinanza a tutti e in seguito con apposita legge la estese  anche agli abitanti delle città latine o alleate che si fossero denunciate entro 60 giorni al pretore. Una volta conquistata dai romani, Corfinio fu ribattezzata Pentima, nome che veniva dato ai terreni in pendio, e che venne mantenuto fino al 1928 quando il paese oggi di mille abitanti, riprese la denominazione originaria.

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