Prigionieri


Ad occhi bendati

Una foto che circola in questi giorni sta suscitando da un lato indignazione e dall’altro giustificazioni. E’ quella del ragazzo americano accusato di aver ucciso a Roma con un pugnale da guerra un carabiniere disarmato.

Perché indignazione? Perché il sospettato appare bendato e legato con le mani dietro la schiena: una pratica impropria nei Paesi civili. Il pensiero corre subito ad immagini legate ai conflitti del passato (ma non solo). Ho qui riunito qualche foto di analogo tipo di coercizione psicologica, prima ancora che fisica, che quell’immagine evoca. Essere legato e impossibilitato a intuire cosa sta per accadere, pone il prigioniero in una situazione di profonda prostrazione e angoscia, che è proprio lo stato d’animo in cui lo si intende portare. Una sorta di punizione prima che la colpa sia certificata dal tribunale: quasi ad indicare che prima ci si trova in un territorio a sé stante, al di fuori dello Stato di diritto.

1966, Vietnam — Soldiers leading a blindfolded Vietcong prisoner through the woods during the Vietnam War. — Image by © Henri Bureau/Sygma/Corbis

Nel disegno sopra il titolo, 1917 prigionieri austriaci trasportati dagli italiani. Foto 2, 1940 prigionieri dei tedeschi. Foto 3 1966 Vietcong prigionieri degli americani. Foto 4, prigionieri in Iraq. Foto 5, Palestina, prigionieri degli israeliani. Foto 6,  prigionieri ucraini.

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