Pieni poteri


Occhio ai pieni poteri!

Matteo Salvini chiede agli italiani pieni poteri, ma gli italiani che entro 60 o 70 giorni saranno chiamati a votare per un nuovo governo nazionale, devono ricordare la pericolosità di cedere con troppa leggerezza alle lusinghe dei capipopolo di turno. Siamo un Paese stanco di ruberie, dove i ladri sono chiamati furbetti, dove lo Stato si accorda con Cosa Nostra e qualche ministro scopre di abitare in un lussuoso appartamento di cui è proprietario a sua insaputa. Un Paese che si riempie la bocca di democrazia, ma sogna il dittatore che risolve tutti i problemi. Un Paese dalla memoria corta che tutto perdona o forse dimentica; e che alla profondità di un pensiero politico preferisce la demagogia, alla farraginosità della legge le vie spicciole anche a scapito della libertà. Siamo un Paese che pare aver perso la bussola dell’umanità e sogna di riavere il fucile sotto il letto come quand’era sotto occupazione.

Il 3 dicembre 1922 il Parlamento di Roma approvò la legge 1601 concernente la delegazione di pieni poteri al governo del re per il riordinamento del sistema tributario e della pubblica amministrazione (Gazzetta Ufficiale 15 dicembre 1922 n. 293). Fu la norma che consentì al Fascismo di cambiare le istituzioni del Regno. Scopo dei pieni poteri era il riordino del fisco al fine di semplificarlo: lo diceva espressamente lo stesso articolo 1 e quindi pareva un sacrosanto diritto, fatto per adeguarlo alle necessità del bilancio e di meglio distribuire il carico delle imposte; per ridurre le funzioni dello Stato, riorganizzare i pubblici uffici ed istituti, renderne più agili le funzioni e diminuire le spese. Per questo, concludeva l’articolo 1, il governo del re ha, fino al 31 dicembre 1923, facoltà di emanare disposizioni aventi vigore di legge.

Chi si oppose fortemente a tale legge in tre articoli che portava la firma di Vittorio Emanuele e di Mussolini, fu il deputato socialista Giacomo Matteotti, che pagò con la vita il suo mettersi di traverso al piano fascista. Attendiamo le reazioni (se ci saranno) delle opposizioni e degli ex alleati. Intanto Papa Francesco (prima di tale richiesta di pieni poteri) in un’intervista a La Stampa si è detto fortemente preoccupato per il pericolo dei rigurgiti nazisti: Si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler del 1934: Prima noi… noi, noi…

I pieni poteri li invocò anche Adolf Hitler che nel 1933 riuscì a far approvare dal Parlamento tedesco il decreto sui pieni poteri. E sappiamo com’è andata a finire.

Pieni poteri. Le parole hanno un peso, probabilmente la frase di Salvini verrà riletta, modificata e si dirà che non intendeva proprio dire pieni poteri come quelli assunti dai dittatori che la storia ci ha fatto conoscere; ma certo una simile richiesta nasconde per lo meno un auspicio, se non un desiderio. E siccome nell’orizzonte europeo e mondiale non emergono né un principe illuminato né un santo, un guru o un semidio a cui affidare pieni poteri e tutti noi stessi per sostituire all’imperfetta democrazia un regno di giustizia benessere e pace, meglio continuare nell’imperfezione democratica, che rimane il sistema più accettabile di convivenza sociale conosciuto.

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Una risposta a “Pieni poteri

  1. *Infatti. Ma sembra che di ciò si preoccupi di più qualche attento lettore/ascoltatore che l’opposizione di sinistra, del Pd in particolare, che sembra aver abiurato al linguaggio antifascista e che sottovaluti un pericolo che sembra sempre più concreto e imminente. Non nelle forme conosciute nel ventennio, ma sicuramente simili a quelle dei vari Putin, Bolsonaro, Bannon e feccia annessa.* *Dal 5 all’8 settembre prossimi a Verona si terrà la festa nazionale di Casapound. Silenzio totale.* *Un cordiale saluto*

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