Open Arms. Servono morti?


C’è bisogno di morti?

Domenica 18 agosto 2019. Cinque naufraghi salvati nel Mediterraneo dalla Open Arms si lanciano in mare con i giubbetti di salvataggio per raggiungere a nuoto Lampedusa che dista poche centinaia di metri. Ma vengono di nuovo issati a bordo perché il governo italiano impedisce loro di sbarcare dopo 17 giorni al largo.

Sulla nave dove si trova un centinaio di richiedenti asilo, prosegue la crisi. Oscar Camps (nella foto) fondatore dell’associazione non governativa catalana Proactiva Open Arms che si occupa di recupero di naufraghi, come si vede dal video, si aggira tra di loro che non sanno più come ripararsi dal sole e dal malessere. Ecco cosa dice:

Giorni senz’acqua – dice – tafferugli, violenza, panico. Di che cos’altro abbiamo bisogno? Morti? Chi non è morto in mare deve morire qui a bordo della Open Arms? E’ questo che serve? Spero che le autorità… E’ insostenibile, insostenibile.  

Video dei naufraghi che si gettano in mare. Segue quello, sempre realizzato dalla nave, in cui si leggeva il commento: Miserabile è colui che usa 107 esseri umani per propaganda razzista.

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