Dagli antenati


Da padre a figlio. Consigli

Parlare con le persone vuote non dà nulla; usare insolenze e calunnie dovrebbe ripugnare; mettersi in mezzo ai litiganti è pericoloso e se si è fatti oggetto di vivaci discussioni è meglio calmare gli animi. Sono alcuni dei tanti consigli che un genitore, saggio e anche religioso, dà al figlio invitandolo ad avere spirito caritatevole, a non fare mai male a nessuno e anzi a voler bene perfino ai suoi nemici, compiendo quotidianamente opere buone e avendo compassione degli ultimi.

Il genitore è un buon cristiano? Decisamente no, visto che l’uomo (probabile figura retorica di questo insegnamento) visse almeno 1.500 anni prima di Cristo; eppure da assiro rispettoso del suo dio Shamash, esprimeva alcuni dei princìpi che sarebbero stati più tardi propri del cristianesimo. Ecco il brano tradotto da alcune tavolette di cera incise con caratteri cuneiformi.

Un uomo sapiente disse al figlio: Vieni, figlio mio, segui le mie istruzioni. Non fermarti a parlare con una persona futile e nemmeno consultati con chi non ha niente da fare. Con buone intenzioni tu penserai al suo posto, ridurrai i tuoi risultati, abbandonerai il tuo cammino, ingannerai il tuo pensiero che è più saggio.

Trattieni la tua lingua, stai attento a ciò che dici… Dovrebbero ripugnarti insolenza e insulto. Non dire niente di calunnioso, non riferire niente di falso. La persona futile non è di alcun valore. Non fermarti dove c’è una folla, non indugiare dove c’è una discussione: durante la disputa ti faranno male, poi diventerai loro testimone, ti condurranno a sostenere un caso che non è tuo. Quando (sarai) messo a confronto con una lite, evitala, non prestare attenzione.

Se invece la discussione riguarda te, spegni la fiamma. Una discussione è un’imboscata in spazi aperti, una difesa di sterpi che sommerge i suoi nemici, ciò riporta alla mente quello che un uomo ha dimenticato e lo accusa.

Non far male all’uomo che discute con te, ricompensa con beni chi ti fa del male. Sii giusto verso il tuo nemico, fa’ che il tuo stato d’animo sia buono verso il tuo avversario. Dovesse anche augurarti male, trattalo con generosità.

Non predisporre la tua mente ad alcun male, abbi compassione dell’umile, non disprezzare il misero e non arricciare il naso con arroganza davanti a loro perché questo dispiace a Shamash, che lo ripagherà con il male.

Da’ cibo da mangiare, birra da bere, offri tutto quello che è richiesto, forniscilo e onora: il dio ne sarà felice e lo ripagherà con un favore. Compi opere buone e sii disponibile tutti i giorni della tua vita.

Non devi rendere una schiava importante nella tua casa, essa non deve regnare nella tua camera da letto come una moglie. Lascia che il tuo popolo ti dica questo: “La famiglia su cui governa una schiava, sarà mandata in rovina da quella schiava”. Non sposare una prostituta i cui mariti sono tantissimi, né una prostituta sacra dedicata a una dea, né una cortigiana di cui sono numerosi gli uomini che le sono intimi, perché non ti sosterrà nei tuoi momenti di difficoltà, ridacchierà di te quando sarai coinvolto in una controversia. Non ha nella sua natura né rispetto né obbedienza.

Figlio mio, dovrebbe essere volontà del principe che tu lo serva, il suo sigillo custodito gelosamente dovrebbe pendere (dal tuo collo). Apri la sua cripta ed entra, poiché nessun altro all’infuori di te (dovrebbe farlo). Puoi trovare innumerevoli tesori lì dentro, tu non devi bramare nessuno di essi, non devi volgere la tua mente alla segretezza.

Non calunniare, pronuncia parole giuste. Non parlare di cose cattive, pensa a qualcosa di buono da dire. Quanto al diffamatore e al maldicente, essi saranno costretti a regolare i loro conti con Shamash. Non parlare alla leggera, stai attento al tuo discorso. Non esporre i tuoi pensieri più profondi, (anche) quando (sei) solo. Ciò che dici d’impulso tu (lo) avrai ancora con te più tardi, quindi predisponiti a trattenere le tue parole.

Benedici il tuo dio ogni giorno, sacrificio e preghiera si uniscono all’incenso. Dovresti fare offerte spontanee al tuo dio, poiché questo è dovuto a una divinità. Preghiera, supplica e genuflessione: per ogni grano che restituisci, il tuo profitto sarà di un talento, così riceverai un premio dal tuo dio.

Nella foto paternità dell’artista americana Susan Lordi

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