Parole, parole, parole


Banca, bara, slita

Parola di Longobardi

Per capire quanto i popoli siano interdipendenti gli uni dagli altri, basta fare qualche esempio di parole che fin dal Medioevo ci sono state portate dai dominatori stranieri e ci sono piaciute a tal punto da essercele tenute. Ad esempio quelle dei Longobardi, popolo germanico che ha governato su gran parte dell’Italia per 200 anni, che ci hanno regalato termini quali: kiosan, col significato di scegliere che poi è diventato il nostro a iosa; haribairgo (ostello per l’esercito) divenuto poi albergo; hanka che diventa anca; isarnazzasi nel senso di ferramenta, diventerà arnesi; raffon con significato di raccogliere, strappare, da cui derivano arraffare, arraffone, raffazzonato; zann, zanna, dente, azzannare; balko era la trave e diventerà balcone; l’abile, il baldo e il coraggioso longobardo era detto bald, la panca banka, l’insegna bando, la lettiga bara; bi-hroffjan erano le baruffe; binta divenne benda; fodr sarà la nostra fodera; krippja la nostra greppia; mundwald era la guardia del municipio che diventerà la parola manigoldo; skena divenne schiena; skuri (luogo protetto) saranno gli scuri o imposte. In longobardo sgraffignare o grattare era detto skarpfian; spahhan diventerà spaccare; stek sterzare e steccato; strozza sarà la strozza e anche strangolare; trapule diventerà trappole; e ancora slita (slitta) e poi spanna, staffa e molto altro…

Crumiro e taccuino? Arabi

Più avanti dagli arabi abbiamo preso ad esempio termini come algebra (al-jabr), alambicco (al-anbīq), alchimia al-kīmīyā’, amalgama (al-jamā‛a), auge (awj), cifra (sifra), crumiro, nuca (nuxā‛), quintale, scacchi, taccuino (taqim che significava giusto, ordine). Dal turco colbacco, savata (ciabatta, rimasto tal quale nel dialetto veneto), sciacallo, tulipano. Dal persiano siale (scialle). Dal russo zibellino. Dall’ungherese zigano.

Amante spagnolo

Termini che tuttora usiamo e che ci arrivano dalla dominazione spagnola durata oltre cent’anni (e da successive contaminazioni commerciali) sono, ad esempio: aguzzino, alcova, amante, appartamento, baccalà, baciamano, baule, baracca, baraonda, borraccia, brio, cala, canasta, caracollare, caramella, casco, cocaina, complimenti, compleanno, controproducente, cordigliera, creanza, dispaccio, embargo, etichetta, fanfarone, farabutto, floscio, flotta, gala, garitta, golpe, grande, guerriglia, imbarazzo, imbarcadero, infante, intransigente, lazzarone, liberale, maiolica, manica, manopola, miliziano, mozza, mulatto, mura, nord, nostromo, parata, pastiglia, posata, puntiglio, rancio, recluta, regalo, riffa, risacca, rodeo, rotta, sfarzo, silos, smargiasso, squadriglia, taccagno, tonnellata, tormenta, torrone, transazione, traversia, uragano, vigliacco, vulcano.

Giullare e saggio? Francesi

Alla dominazione francese e alla successiva influenza culturale d’Oltralpe, dobbiamo invece parole come: aeroplano, ambulanza, analisi, arnese, autobus, automobile, azionario, bagordo, balìa, bancarotta, barone, bersaglio, besciamella, bicicletta, bigiotteria, bipolare, bisogno, bosco (da bosk, cespuglio), bottino, brigadiere, burocrazia, burro, calesse, camion, carabiniere, carburante, cavaliere, cerniera, certosa, cinema, civismo, coalizione, colpo di mano, comitato, complotto, congestione, coniglio, contabilità, conte, contea, conto corrente, corazziere, costituente, cravatta, cuscino, caffettiera, civilizzazione, comò, creolo, cronometro, cugino, daino, dama, danza, decadenza, deglutizione, democrazia, destituzione, dimissione, direzione, effervescenza, eguaglianza, elettricità, empirismo, emulsione, epidermico, erborista, erotico, fanatismo, federalismo, federazione, feudo (da feu-od, possesso di bestiame), feticcio, filantropia, formaggio, fornaio, fotografia, freccia, funicolare, funzionario, gabinetto, galosce, garage, gendarme, genio, gente, ghigliottina, giardino, giarrettiera, giavellotto, gioia, giostra, giullare, guardacoste, installazione, leale, levriero, libertinaggio, ligio, lignaggio, liquore, liuto, locomotiva, manierismo, manifattura, manovra, mansione, marca, marchese, masnada, messaggio, meticcio, misfatto, moda, mondializzazione, mostarda, motocicletta, motto, nazionalità, noia, odalisca, oltraggio, onta, organismo, ottimismo, ovatta, paladino, panettiere, parafulmine, parrucchiere, passaggio, pasticceria, patriota, pedaggio, persiana, pluralismo, polizia, pompiere, prefetto, pregiudizio, progresso, propaganda, pubblicità, purè, quaglia, qualità della vita, ragù, responsabile, riciclaggio, rivoluzione, rodaggio, ronzino, roulotte, saggio, scudiero, scuola secondaria, seducente, sembianza, sensibile, sergente, sofà, sollazzo, sovversivo, spirito, statistica, stato civile, stendardo (nel Duecento significava servitore), stoffa, stato civile, terrorismo, terziario, terzomondismo, tolleranza, torcia, torneo, tovaglia, trucco, vaccino, vassallo, vivanda.

Inglesi almeno 1700

delle nostre parole

Alla lingua inglese che ancora continua a colonizzarci linguisticamente, ho dedicato un saggio che contiene oltre 1.700 parole in uso nel nostro vocabolario quotidiano.

Prima di Colombo non si poteva dire cioccolata

E poi ci sono i termini che arrivano dal Centro e Sud America, portati in Europa dai conquistadores spagnoli: amaca, cacao, caimano, cannibale, canoa, cioccolata, colibrì, condor, iguana, giaguaro, lama, mais, papaia, patata, piroga, puma, sciamano, tabacco, yucca.

Kondy, la gondola mesopotamica

Boccale era un termine usato già nell’antico Egitto; il cavallo lo chiamiamo così grazie ai Celti; fratello deriva dal sanscrito bhratar (l’inglese brother lo ricorda parecchio); giubileo viene dall’ebraico yobel che significava montone e corno del montone da suonare per dare inizio alle feste solenni; e perfino gondola viene dal greco kondis che a sua volta deriva dal mesopotamico kondy. Quando diciamo nafta non ci pensiamo mai, ma è un termine che usavano gli antichi babilonesi per indicare un olio infiammabile presente nel loro deserto. E indietro si potrebbe andare fino alla parola quasi universale mamma che trova la sua lontana origine nel sumero ama, che poi nell’antico accadico divenne mamu col significato di acqua. Già cent’anni prima di Cristo a Roma i bambini chiamavano chi li aveva messi al mondo, mamma.

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