Bollettino veneziano della peste nel ‘500


Due anni e mezzo di peste in Italia e nel Mediterraneo, tratti dai Diarii di Marin Sanudo, storico e diarista veneziano (1466 – 1536) del Ducato serenissimo.  

1504

4 aprile. La peste a Padova

A dì 4, so il zuoba santo, so il perdom a Santo Antonio. Et è da saper, la terra comenza a star mal di peste; et pur ne va a Lazareto a la zornata; et le polize è poste a la collona.

9 aprile. Molta peste e carestia a Costantinopoli

Et da Constantinopoli da conto, solum vi è gran peste e carestia.

19 giugno. I deputati alla Sanità emettono grandissimi provvedimenti

In questi zorni, la terra di peste pur era agravata, et in varie contrade a la zornata ne morivano, licet per li deputati sora la sanità si feva grandissime provisione.

21 giugno. A Roma si muore di peste

E in Roma si muor da peste et da ponta assai, adeo è mal starvi.

20 luglio. A Roma in casa del cardinale alcune persone sono morte di peste

… et il cardinal Corner era partito di Roma, per esserli morto in caxa alcuni di peste, et vien in queste parte.

3 novembre. La peste pare finita

È da saper, in questo tempo la terra steva benissimo di peste.

1505

8 marzo. Ad Alessandria d’Egitto morto mio cognato, mercante partito con le galere

Di Alexandria. Se intese esser morto da peste sier Zuan Francesco Venier, quondam sier Hironimo, era merchadante, andato lì con le galie, e doveva tornar; et era mio cugnato.

18 aprile. Da Alessandria al Cairo morti diversi veneziani

De lì al Cayro era il morbo, e in Alexandria morto sier Piero Pixani, quondam sier Hironimo, uno di patroni di le galie, e sier Hironimo Contarini, di sier Carlo, quondam sier Jacomo.

18 aprile. A Pesaro morta una figlia del signore

Come erano tutti zonti, et parteno per Roma. Farano la via di Urbin, perchè a Pexaro era morta una fiola dil signor, da peste, e il morbo vi era.

24 maggio. Morto a Spoleto un figlio di Leonardo Mocenigo

È da saper, eri, so 23, di sera, zonse in questa terra sier Domenego Trivixan, el cavalier, procurator, vien orator di Roma, et ozi tutti li altri, videlicet sier Andrea Venier, sier Bernardo Bembo, sier Nicolò Foscarini, e sier Andrea Griti; manchava sier Lunardo Mozenigo, qual etiam seperato vene; e perchè nel ritorno uno suo fiol, nominato Francesco, a Spoliti si amallò et im breve morite in le sue braze, si judicha di peste, perhò non volse arivar a caxa, ma andò a la Cha’ de Dio dal prior, suo nepote.

3 giugno. A Roma muore il cardinal Ascanio. Di peste o sifilide

Di Roma, di 28. Di la morte dil cardinal Ascanio quel zorno, chi dice da peste, chi dal mal franzoso, perhò che stè tre dì amallato, et venuto di la caza, primo si resentì, et ozi, volendo tuor uno certo suo electuario consueto per sudar, obiit a hore 18. La qual morte non è stà di pocha importantia; e so malla nova per la Signoria etc.; con il qual si aria auto intelligentia per le cosse di Milan. Il papa dete la vice canzelaria a suo nepote, cardinal Vincula, et l’abatia di Chiaravalle, e il suo palazo, al cardinal Grimani.

12 giugno. Due veneziani morti di peste al Cairo

et era morto al Chayro sier Stefano Malipiero, quondam sier Nicolò, e sier Zuan Alvixe Bragadin, quondam sier Vetor, da peste.

3 luglio. Morti di peste il console in Egitto e il suo cappellano. 50 morti al giorno a Ferrara

A dì 3. Vene letere per via di Cicilia; et esser aviso di Alexandria, come al Chajero da peste era morto sier Alvixe Contarini, consolo nostro, e il suo capelan, piovan di San Zuane Bragola.

Da Ferara, di sier Alvixe da Mulla, vicedomino. Come si moriva di peste, 50 al dì, unde nel conseio di pregadi fu preso parte, che ʼl ditto vicedomino potesse ussir di Ferara, et star a preso il duca.

19 luglio. A Ferrara la peste migliora: 6 morti al giorno, prima erano 40

Da Ferara. La peste era miorata, moriva 6 al dì, che prima vi moriva da 40 in suso.

26 luglio. Non ancora fuori pericolo il duca di Ferrara

Di Ferara, dil vicedomino. Come il ducha Alfonso havia scorso un gran pericolo, dil qual non era fuora, videlicet par che l’andasse in uno zorno di Ferara a Modena, dove è la duchessa, et uno suo negro a pe’, el qual zonto lì si strachò, et lui medemo li trete sangue, el qual morì da peste, et lui si partì et vene a Bel Reguardo; sì che è intrigato assai.

1 agosto. Morti di peste a Valsanzibio. Diffusa a Padova e Ferrara

In questi zorni sequite motion di peste in la terra, che morite in caxa di sier Piero Contarini, di Val San Zibio; et per li provedadori sora la sanità so fate molte provisione et serato la caxa etc. Et a Padoa la peste lavorava; et per li rectori, sier Alvixe da Molin et sier Anzolo Trivixan, so provisto; et ne moriva; et andava a Lazareto de amallati in questo zorno, da X al zorno; so posto gran guardie al Portello. El principio so da’ zudei, li qual so serati. A Ferara era grandissima peste, tuta via il vicedomino vi era.

10 agosto. Per la peste banditi i denari. Bandite le barche padovane

In questi zorni so bandizà i bezi, per deliberation dil consejo di X, et sotto gran pene.

Item, perchè la peste era a Padoa, per lì provedadori sora la sanità, sier Zuam da Canal, sier Alvise Gradenigo et sier Nicolò Marin, so bandizà le barche di Padoa, sotto grandissime pene. Item, a San Lucha in questa terra so pur ancora sospeto.

13 agosto. Il luogotenente di Cipro scrive di peste e cavallette

So letere di sier Piero Balbi, luogo tenente di Cypro. Come si haverà moza 100 milia formento, et orzo per mità, ch’è stera 60 milia, ma aricorda se traza di zener, per veder quel sequirà di l’isola. Item, era venuto le chavalete, ma farà poco danno; et che a Zerines la peste havia nel borgo morto il 4.° di borgesani etc.

14 agosto. Vietato il commercio ai cittadini di Oriago. A Padova molti morti

A dì 14. La matina, per li provedadori sora la sanità, so bandizà quelli di Uriago, dil comertio di questa terra, soto pena etc., perchè la peste era lì apizata. Et a Padoa ne moriva assa’; et sier Alvise da Molin, podestà, andò per 3 zorni a Gorgo, a la sua caxa. Et in questa terra, a San Salvador et San Zulian, so mandà a Lazareto.

1 settembre. A Genova si muore di peste

Di Milam, di Lunardo Biancho, secretario. Come le mostre erano compite; et che monsignor di Ravasten, governador di Zenoa, era venuto a Milan, con mormoration di monsignor il gran maistro, perchè a Zenoa si muor da peste.

7 novembre. A Padova la pesta comincia a finire

… la peste a Padoa in questi zorni comenzò a cessar.

11 novembre. Fatta la fiera a Padova, le barche di Padova possono tornare a viaggiare

A dì sopradito, so fato la fiera a Mestre, in locho di quella si dovea far sto San Michiel passato, qual fu suspesa per la peste era a Padoa; et etiam so dato licentia a le barche di Padoa potesseno far i lhoro viazi.

20 dicembre. Salvo incendi, peste e carestie, le monache di San Benedetto di Padova devo o pagare

Fu posto, per li savij, che le munege di San Beneto di Padoa, sono debitore di ducati 800 di decime, atento il fuogo et peste e carestie, possi pagar ducati 150 a l’anno. Contradise sier Tadio Contarini, è di pregadi; rispose sier Antonio Trun; et fu presa.

23 dicembre. I rettori di Padova riferiscono sui provvedimenti presi per la peste

A dì 23 dezembrio. La matina, sier Alvixe da Molini et sier Anzolo Trivixan, ritornati rectori di Padoa, uniti andono in colegio et referiteno, et maxime di le provisione fate per la peste; laudò el vescovo, che dete formento, e altri monasterij, per substentation de quelli erano im pericolo per la terra, atento che banchi di zudei erano amorbati; et è stà miracolo l’habi sesato. Item, disse di la camera, molto cargata e povera. Da poi disnar la Signoria dete audientia publicha.

1506

4 luglio. La peste a Ferrara è finita

Di Ravena, di sier Francesco Capelo, el cavalier, et sier Marin Griti, retori. Come il duca Alfonso di Ferara era stato lì, smontò a Pexaro di le galie, et va a Ferara, l’hano visitato. Noto, a Faenza è la peste, et fa damno, pur cessò.

1507

4 gennaio. Dove la peste non era arrivata

Quelle di Aqua Morte non è stà a …, per la peste, e stato a Valenza et Barcelona et in Cecilia.

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