Dove la guerra colpì di più


Con oltre 68 milioni di morti, tra civili e militari, la seconda guerra mondiale fu un’autentica carneficina. E fu la guerra in cui per la prima volta morirono più civili che militari: oltre 43 milioni 600.000 civili e 24 milioni 400.000 soldati.

Nella tragica graduatoria (volendo credere che la propaganda dei governi antidemocratici non abbia gonfiato i propri numeri), ecco i Paesi che pagarono di più il tributo di sangue (numeri approssimati): al primo posto l’Unione Sovietica con 25 milioni di morti, poi la Cina con 19.600.000, la Germania con 7.400.000, la Polonia con 5.600.000, il Giappone con 2.630.000, l’India con 1.536.000, la Jugoslavia con 1.200.000. L’Italia contò 472.000 morti.  

Ma vi sono anche almeno altri due computi che meritano considerazione: quello che separa le vittime civili da quelle militari e quello che considera la percentuale di morti in rapporto alla popolazione.

Dal primo calcolo risultano che Paesi come Birmania, Corea, Danimarca, Estonia, Indonesia, Isole del Pacifico, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malesia, Malta, San Marino, Singapore e Svezia, ebbero soltanto morti tra la popolazione civile, a seguito di bombardamenti o occupazione; mentre Paesi come Brasile, Bulgaria, Canada, Iraq, Mongolia, Nuova Zelanda, Spagna e Sudafrica, contarono esclusivamente vittime militari avendo inviato truppe senza essere raggiunti da attacchi ai loro territori.

Nell’isola (grande come Lodi) metà dei morti di tutta Italia

Pochi in Occidente lo ricordano, ma il Paese che nella seconda guerra mondiale soffrì il maggior numero di morti (civili e militari) in rapporto alla sua popolazione, fu Singapore. A seguito dello scontro tra i giapponesi alleati di nazisti e fascisti e gli inglesi che la occupavano, l’isola ebbe 200.000 morti sui 700.000 abitanti (quasi metà dei 472.000 morti dell’Italia che però contava quasi 44 milioni di abitanti), ossia perse il 28,57% della popolazione (foto del 1942). Seguono: la Polonia che perse il 16,15% della popolazione, l’Unione Sovietica con il 14,83%, la Lituania col 13,80%, la Lettonia con l’11%. I tre Paesi che scatenarono la seconda guerra mondiale, Germania, Italia, Giappone, persero rispettivamente il 9,51%, l’1,07% e il 3,37% della loro popolazione.

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