La Lista dei migranti del nord Italia


Cassol, Menegà, Vicelli, Fantinel, Dalla Corte, Paniz, Visentini, Dorati, Colleoni, Danesi, Cuccato, Boldrini, Lazzarotto. Sono alcuni dei cognomi di 200 agricoltori veneti, lombardi e trentini, imbarcati sul vapore Ester che da Genova li portò in Brasile in cerca di fortuna. L’anno era il 1878, salparono il 18 dicembre per arrivare nel porto di Rio de Janeiro l’11 gennaio seguente. Fu un Natale freddo e vomitevole, tra le alte onde dell’Atlantico.

La lista dei 200 italiani imbarcati con altri 300 disperati di altri paesi europei – tratta dal gruppo Facebook Museo dell’emigrazione veneta (e dal sito sotto riportato) – racconta in estrema sintesi chi erano quei passeggeri di terza classe: 200 cattolici, 200 agricoltori compresi i neonati, 109 maschi e 91 femmine. Il più vecchio era il bellunese Domenico Paniz di 57 anni (uno dei 6 cinquantenni della lista) e la più giovane, Maria Cossel di Bergamo, nata a bordo, era uno degli 8 passeggeri sotto l’anno di vita (c’era un bimbo di 1 mese, 2 avevano 2 mesi, 1 ne aveva 4, 1 aveva 5 mesi e 2 avevano 9 mesi).

Decisamente giovanissimi quegli emigranti del nord Italia: oltre i 6 cinquantenni e i 22 quarantenni, c’erano 34 trentenni, 24 ventenni, 32 tra i 10 e i 20 anni e ben 82 bambini sotto i 10 anni. Nuclei familiari completi: ci sono i 5 fratelli Rech di Belluno (da 5 mesi a 22 anni) partiti probabilmente assieme a zii o cugini, i vicentini Agostino e Antonia Todio con i loro 8 figli, i bellunesi Maddalena e Antonio Cassol insieme ai 7 figli, o i mantovani Luigi e Caterina Danesi di 30 e 38 anni con 6 figli; ma anche giovani coppie come i bellunesi Gaetano e Maria Visentini di 23 e 19 anni.

Dopo l’unità il Regno d’Italia si accorse che le terre del nord strappate all’Austria erano molto parcellizzate per via dei tanti proprietari: il Veneto, ad esempio, con i suoi quasi 3 milioni di abitanti, aveva ben 516.000 piccoli proprietari terrieri (un sesto dell’intera popolazione) per i quali lavoravano tanti braccianti senza alcuna speranza di migliorare le loro misere condizioni di vita. Un po’ meglio andavano le cose in Lombardia, dove stava aumentando il numero delle fabbriche che davano salari migliori.  

Chissà qual è stato il loro destino, quali terre hanno lavorato, se sono stati ripagati di quel definitivo sradicamento dall’Italia, dalla loro comunità… Di certo il fatto che fossero poco abbienti e giovani (114 sui 200 di questa lista avevano meno di 21 anni), e che avessero pagato molti soldi per trovare miglior fortuna di là dall’oceano, li fa somigliare a tanti dei migranti che arrivano in Europa e che qualcuno, con disprezzo, vorrebbe respingere chiamandoli immigrati economici: già, economici proprio come questi nostri avi di Belluno, Vicenza, Bergamo, Trento, Mantova, Treviso che non fuggivano da guerre ormai finite, ma “soltanto” dalla fame.

LA LISTA

https://emigrazioneveneta.blogspot.com/2021/05/lista-de-passageiros-italianos-vapor.html

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