Ci restano solo 5 miliardi di anni


Caducità, solo questo. Ce la prendiamo tanto con questa pandemia, con il governo, con l’Europa, con la Cina. Ma è perché non vogliamo capire che gli esseri viventi (tutti, inclusi i minerali che pure si disgregano) sono destinati a sparire, a trasformarsi.

Da pochi anni abbiamo scoperto l’arte del riciclo, dimenticandoci una cosa fondamentale: il nostro futuro è il riciclo di noi stessi: diventeremo sostanza fertile, cibo per altri esseri, minerali che permetteranno alle piante di germogliare. Peccato che invece di questa verità ci viene insegnato che siamo i padroni del mondo e che ogni espressione del progresso e della tecnica va presa tremendamente sul serio.

Assunto il principio base della nostra estrema precarietà, ecco che possiamo ragionare su un’altra caducità meno spaventosa per noi Sapiens Sapiens del XXI secolo, ma comunque altrettanto reale e attesa dalla scienza. Ci sarà un tempo in cui la Terra con il nostro sistema solare e l’intera Via Lattea che li contiene – finirà addosso ad Andromeda (immagine), la galassia più vicina. La distanza di 2 milioni e mezzo di anni luce tra la nostra e l’altra galassia fa sì che lo scontro “frontale” sia atteso all’incirca tra 5,5 miliardi di anni. Scongiuri quindi prematuri, anche se sappiamo che i due giganteschi ammassi di pianeti, stelle ed altri corpi celesti, stanno andando uno contro l’altro alla velocità di 112 km al secondo: difficile pensare che a 360.000 km all’ora sarà un tamponamento da “constatazione amichevole”. Questo naturalmente sempre che nel frattempo non siano avvenute altre catastrofi del tipo essere inghiottiti in un buco nero o entrare in collisione con giganteschi ammassi di rocce in movimento nello spazio o assistere allo spegnimento del Sole.

Via Lattea e Andromeda sono le due galassie più grandi della “famiglia” di 70 che gli astronomi hanno chiamato Gruppo Locale per distinguerle dai 100 o più miliardi di altre galassie più distanti. Quindi salvo altri cataclismi esterni o dovuti al nostro scarso rispetto per il pianeta che ci ospita e di cui presuntuosamente ci crediamo proprietari, non è ancora imminente la fine del mondo. Che però effettivamente avrà luogo nel peggiore dei modi. Come saranno gli umani di allora, in un ipotetico anno 5 miliardi 499 mila 371? Se non si saranno estinti prima come avvenne per i dinosauri (i padroni del mondo del loro tempo) potrebbero essere molto diversi da noi, adattati nei geni e nel fisico a nuove condizioni climatiche o a diverse abitudini di vita: grandi occhi, grandi mani e muscoli flaccidi come ipotizza qualcuno.

Noi siamo forse del tutto simili ai primi Homo Sapiens comparsi in Africa 160.000 anni fa? Per non parlare del Ramapiteco (riproduzione), la prima “non scimmia” vissuta 14 milioni di anni fa (trovati i suoi resti più antichi in India).

Non siamo indispensabili

La velocità quindi, ma anche la massa. Andromeda ha massa doppia rispetto alla nostra galassia. Ecco perché sarà una bella botta! Anche se va detto che, essendo le galassie formate soprattutto di non- materia (spazio vuoto tra un corpo e l’altro) e avendo Andromeda un’estensione di 200.000 anni luce, quando una galassia si sovrapporrà all’altra le collisioni avranno luogo di volta in volta tra singoli pianeti o tra pianeta e stella: quindi ci vorrà ancora più tempo prima che la Terra venga distrutta, a meno che la forza gravitazionale non la faccia schiantare prima contro un’altra stella. Altra cosa: quando arriverà il terribile evento il nostro pianeta sarà già morto da tempo e apparirà forse come oggi vediamo Marte, con segni di montagne e corsi d’acqua che furono; perché il nostro Sole si sarà spento prima di allora e di conseguenza niente più vita terrestre. Quindi nessun ipotetico essere vivente vedrà quello spettacolo di nuove luminosissime stelle blu in un cielo del tutto diverso dal nostro. Con i suoi 4 miliardi e mezzo di anni il Sole oggi vive la sua piena maturità: ne ha davanti all’incirca altri 6 prima di consumare del tutto l’idrogeno del suo nucleo; agonizzando si trasformerà da Nana gialla in Gigante rossa grande quasi 100 volte più di quanto è ora e capace quindi di attrarre gravitazionalmente la Terra risucchiandola al suo interno; e poi diventerà Nana bianca, simile ad Abell 39 (immagine) oggi visibile a 7.000 anni luce da noi (foto); quindi finirà l’idrogeno a disposizione, si riscalderà più di ora restringendosi e arrivando a dimensioni simili a quelle della Terra.

La forza della Natura

Nonostante la fine del nostro Sole, che come piccola Nana bianca vivrà altri 10.000 anni prima di diventare una minuscola Nana nera alla deriva, e nonostante la fine della nostra Via Lattea fusa in una nuova gigantesca galassia (sempre a spirale), l’Universo proseguirà la sua vita. Il nostro mondo, noi, i nostri mari e i nostri splendidi tramonti, non gli sono indispensabili. E’ la forza della Natura che tutto trasforma e tutto può.    

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