La maestra ragiona con la …. (parola di intellettuale)


Spesso si sente dire che gli uomini ragionano col ….. (organo genitale di riferimento). In questo corsivo scritto cent’anni fa su un giornale politico italiano, un intellettuale divenuto in seguito celebre, attribuiva invece ragionamenti “uterini” a una maestra torinese, rea di essersi schierata troppo dalla parte del potere. Erano passati solo 30 anni, ma pare un secolo, dalla pubblicazione nella stessa Torino, del romanzo Cuore in cui la maestrina dalla penna rossa veniva cantata da Edmondo De Amicis come esempio di dolcezza e generosità:  Dolce e brava, che bacia tutti ridendo… Forse nel XX secolo la classe industriale, sempre più radicata, stava diffondendo nella scuola i suoi nuovi valori?

Dal libro Cuore a l’Avanti!

Alla fine del breve testo ci sarà il nome dell’autore che all’epoca, neo giornalista, aveva 25 anni.

Titolo dell’articolo: Temi per una maestra comunale.

Non sappiamo se, quando si assumono le insegnanti nelle scuole comunali, fra gli altri organi femminili si visiti pure quello relativo delicatissimo destinato alla fecondazione. Senza avere la competenza uterina del prof. Vescica, sanno tutti che l’organo cui abbiamo alluso tiene spesso il posto del cervello e serve anche per ragionare. Sarebbe perciò opportuno che, prima di affidare alle maestre la cura dei loro allievi, si stabilisse in modo sicuro che il loro organo principale è in condizioni regolari. Una delle maestre della scuola Vittorio Alfieri deve avere disgraziatamente bisogno delle cure del prof. Vescica. Potrebbe darsi che fosse stata a scuola dai frati, oppure che avesse perduto tre quarti della sua vita a cercarsi invano un marito. Se così fosse, si potrebbero spiegare in parte le ragioni del suo cretinismo; ma, per arrivare fino al punto a cui è arrivata, bisogna proprio ammettere che quel tale organo è difettoso. Giudicate voi. La maestra in parola ha dato agli alunni di terza classe il seguente tema da analizzare: «Gli scioperanti meritano il biasimo e il disprezzo delle persone oneste».

Siccome molti padri degli alunni chissà quante volte saranno stati costretti a scioperare, ne viene di conseguenza che gli alunni dovranno disprezzare i propri genitori e amare svisceratamente i loro padroni che consentono ai proletari di vivere. Gli insegnamenti della signora maestra sono edificantissimi. Siamo cosí entusiasti del suo metodo che ci permettiamo di venirle in aiuto suggerendole alcuni temi che potrà sfruttare a sua volontà: — I veri benefattori dell’umanità sono i ricchi, perché tenendosi tutta la loro ricchezza per sé, impediscono ai poveri di procurarsi dei vizi.

— Tutti devono essere contenti del proprio stato, ma non è giusto che qualche maestra invecchi senza trovare marito.

— I fornitori militari sono degli esempi viventi di onestà e di disinteresse.

— Il dovere di un buon cittadino è quello di lasciarsi fare, senza strillare mai, quell’operazione che fanno alle oche.

— Il caro viveri e il caro affitti sono stati mandati da Dio sulla terra per premiare gli uomini.

— Il comune paga la maestra perché educhi gli scolari, la maestra li incretinisce; gli amministratori comunali sono contenti.

(Antonio Gramsci, nella rubrica di cronaca torinese Sotto la Mole, pubblicato da l’Avanti! il 5 febbraio 1916. I disegni sono tratti dal libro Cuore, edizione del 1958).

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