Lord gaffe, l’uomo che scambiò Hitler per un valletto


Ci fu un inglese che per un attimo scambiò Hitler per un valletto. All’epoca quell’inglese era il Lord presidente del Consiglio di sua maestà (figura che presiede gli incontri del consiglio privato del re) e Hitler era già il potente dittatore che quattro mesi dopo avrebbe annesso l’Austria alla Germania con il colpo di mano che fu battezzato Ancshluss (connessione).

La scena si svolse in Baviera nel super protetto rifugio del Führer, lo chalet Berghof che nel 1933 Hitler aveva comperato grazie ai diritti d’autore del suo Mein Kampf. La data è il 19 novembre 1937 e il protagonista Edward Wood visconte di Halifax, passato alla storia come Lord Halifax.

Accadde che Halifax, invitato da Göring (numero due del nazismo) a questo incontro con il capo del Terzo Reich, al suo arrivo a destinazione nella località montana fu accolto all’automobile da tanti militari in giacca militare marrone con la svastica nera sul braccio sinistro e pantaloni neri. A uno di questi che lo stava aspettando per condurlo in cima alla scalinata che portava alla villa, consegnò la sua bombetta e il soprabito scuro. Quando si accorse di aver messo tutto nelle mani del suo ospite era ormai troppo tardi: non aveva fatto in tempo a dar retta a chi dello staff tedesco gli aveva sussurrato con vice rauca e concitata Der Führer Der Führer!

Hitler apparve visibilmente contrariato: era stato scambiato per una delle tante SS in servizio, d’altra parte Halifax si aspettava che Hitler fosse un uomo di altra stazza fisica e invece gli arrivava con la testa al mento; e poi come lui stesso scrisse nel ’57 nel suo La pienezza dei giorni, dal finestrino aveva visto solo i pantaloni di quell’uomo e, una volta fuori, non c’era stato il tempo per rendersi conto.

La gaffe fu presto perdonata, anche perché fu certo molto meno grave rispetto a quella che l’inviato del re Giorgio VI nell’ora e mezza di colloquio fece, annunciando la volontà dell’Inghilterra di non opporsi agli appetiti tedeschi verso Austria e Cecoslovacchia. Fu anzi il più bel regalo che Londra potè fare al nazismo.  

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