L’angoscia per i David che siamo tutti noi


Non so voi, ma io mi sveglio con l’angoscia, che mi rimane addosso tutto il giorno. E non pensando che i miei – i nostri – giorni stiano per finire da un momento all’altro: se sarà così vuol dire che era scritto da qualche parte. L’angoscia è per l’inattesa assurdità che sento di fronte al fatto che un grande paese civile, che in teoria condivide i nostri stessi valori, sta schiacciando un piccolo paese civile che pure li condivide. Un paese (quello piccolo) che oltretutto parla la sua stessa lingua e gli è fratello per cultura e storia, ma che non per questo deve appartenergli per forza e con la forza. Angoscia per l’inevitabilità di un conflitto che all’improvviso e senza alcuna preparazione scaglia fisicamente anche noi contro chi prevarica, contro un paese che solo pochi giorni fa i nostri atleti fronteggiavano nella più sportiva normalità alle olimpiadi invernali di Pechino! Il solo ragionamento che ci concede il fatto compiuto di un bombardamento in atto è la scelta del campo in cui stare. Così mi sento davvero irritato da chi fa dei distinguo di fronte alle bombe che cadono: La Russia sbaglia ad invadere l’Ucraina, però… Però, appunto. Non ci può essere un però di fronte alle immagini delle case bombardate, come non ci sarebbe se quelle fossero la nostra casa. E’ lo stesso però che abbiamo troppe volte sopportato quando l’Occidente giustificava i bombardamenti e le invasioni della Nato. Bombardare non può mai o quasi mai essere giustificato, specie quando si è i primi a farlo. Specie se lo si fa contro un popolo inerme.

Da amante della pace sono contro le armi, ma di fronte alla domanda: Avresti lasciato fare Hitler? rispondo no. Perché sono stato educato alla pace, ma anche alla giustizia. Ciò che vedo e sento risveglia in me quel senso di giustizia violata dal forte contro il debole, come in passato, come in tutte le guerre di invasione che abbiamo conosciuto nella nostra era. In fondo sono nato solo 12 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e 39 dopo la fine della prima: faccio parte della generazione dei figli e dei nipoti di quei conflitti che dentro di me non sono ancora il passato remoto. Ma non è questo che mi fa provare empatia per quelle donne, quei ragazzi e quelle ragazze che nei parchi preparano bombe molotov sperando così di fermare i carri armati russi che presto gli toglieranno la libertà e l’indipendenza… E’ una legittima difesa che per la prima volta in vita mia sento che praticherei anch’io, contro le mie convinzioni di sempre, per difendere il mio paese ingiustamente invaso. Forse ci vorrebbe più tempo per riflettere, forse servirebbe una vera strategia pacifista, ci vorrebbe un nuovo Mahatma Gandhi, ma il tempo incalza e presto un popolo sarà nuovamente sopraffatto da una dittatura.

Negoziati e sanzioni sono sacrosanti e doverosi: ma quasi mai chi è deciso a far prevalere la forza si dispone a miti consigli. Se il mondo avesse chiesto ai Bush padre e figlio (tanto per guardare dalla nostra parte) di trattenersi dall’occupare l’Iraq, gli americani avrebbero forse evitato di inventarsi la storiella delle armi di distruzione di massa e soprasseduto all’invasione? Ed è stato sufficiente chiedere a Hitler o a Putin di non attaccare paesi sovrani, per farli desistere? Il destino va sempre aiutato, inerzia e silenzio non cambiano le cose.

Vedo pochi spiragli di luce, perché qualcuno sta ricoprendo di terra noi e i nostri valori. E tutto avviene con una tale rapidità da impedire alla ragione i suoi necessari tempi, e l’istinto ha il sopravvento su azione e reazione. Così mi schiero istintivamente con il più debole, sperando che David sia favorito dalla sorte e Golia si ritiri. Anche chi non sa farlo, a modo suo preghi!

5 risposte a “L’angoscia per i David che siamo tutti noi

  1. Bravo Roberto, condivido ogni parola e ogni sensazione. Aggiungo solo il mio personale senso di frustrata impotenza, a cavallo tra l’interventismo di difesa e il timore di una escalation imprevedibile del conflitto. Quanto alle ragioni della Russia, ai miei occhi hanno perso qualsiasi valore dal momento in cui per rivendicarle hanno scelto l’uso della forza.

  2. Caro Roberto, condivido le tue angoscie ed il tuo pensiero su tutta la linea. Persino gli “useful idiots”, come li definiva Lenin hanno finalmente aperto gli occhi. Ma ci è voluta la guerra….
    # pace e preghiera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...