I vantaggi di Putin


Ma alla fine, quando arriverà la definitiva tregua (difficile pensare a una vera pace) tra Russia e Ucraina, Putin ci avrà davvero guadagnato più di quanto avrà perso?

Se si accontenterà di quanto oggi dice di voler prendere, guadagnerà l’influenza e il controllo sulle province “neutrali” del Donbass, guadagnerà i porti ucraini (se li prenderà tutti costringerà l’Ucraina a pagare dazio per ogni ingresso e uscita di prodotti), avrà il riconoscimento ucraino della Crimea che si era già annessa nel 2014 e l’ufficiale neutralità dell’Ucraina. E magari in qualche modo riuscirà a sfruttare con condizioni di vantaggio le risorse minerarie del paese che sta martoriando. Di certo ci guadagnerà molto.

Ma avrà perso forse di più, almeno lui e il suo entourage politico oltre all’intera Federazione Russa. Perde sostegno e fiducia di gran parte dei paesi del mondo (tranne i 35 astenuti nella risoluzione Onu e i 4 che lo hanno appoggiato); perde la faccia rispetto a una quota non sappiamo se marginale o sostanziale del suo popolo; perde l’economia con le sanzioni sempre più stringenti che hanno messo in ginocchio il rublo e la produttività portando verso il collasso del mercato interno; sta per perdere il fiume di valuta pregiata che ogni giorno entra in Russia dal gas e dal petrolio venduti all’Occidente che si sta muovendo in fretta per sostituire la Russia con altri partner (la Germania annuncia che sarà autonoma da Mosca entro il 2023); perdono risorse estere i suoi oligarchi; perde l’immagine interna con tutti i brand occidentali (e non solo) che chiudono i punti vendita (anche se provvisoriamente) e bloccano i servizi.

Nuovi paesi bussano alla Nato

Ospedale pediatrico di Mariupol, 9 marzo 2022

E sul versante geopolitico? Un primo risultato di questa guerra – oltre all’evidente numero di vittime e distruzioni – è l’odio che la popolazione ucraina coverà a lungo nei confronti dei russi. Difficile dire quanti sapranno distinguere tra putiniani e russi e quando questo sentimento si affievolirà. Nella seconda guerra mondiale gli italiani non facevano certo dei distinguo tra tedeschi e nazisti occupanti, tra Wehrmacht ed SS. E a lungo (tuttora) si generalizza parlando di tedeschi sul suolo italiano: perché di fatto tedeschi erano…  

Ospedale pediatrico di Mariupol prima della guerra

I martellanti bombardamenti di un paese sovrano, le vittime civili e le distruzioni, Putin pensava che avrebbero riempito di paura i paesi confinanti non-Nato, che a quel punto non si sarebbero nemmeno sognati di avvicinarsi al Patto Atlantico: ma è avvenuto l’esatto contrario. Georgia, Moldavia, Bosnia Erzegovina e Kosovo hanno chiesto di poter entrare nella Nato e Finlandia e Svezia ci stanno seriamente meditando mentre partecipano a riunioni Nato per coordinarsi di fronte alla minaccia della Russia che li ha già ammoniti a non perdere la neutralità.

Certo una volta caduto di sella Putin, lentamente le sanzioni si attenueranno se il prossimo governo russo si discosterà da questa politica imperialistica; ma è probabile che le nuove scelte energetiche europee e americane resteranno confermate, perché il rischio di ritrovarsi ancora in questa situazione rappresenta un monito per gli occidentali. Si sta facendo un gran dire – giustamente – che questa non è la guerra dei russi, ma di Putin. Tuttavia è sostenuta dal suo apparato e chissà da quanta parte del popolo che si sente orfana del comunismo sovietico e dell’impero perduto che si sta comunque espandendo altrove nel mondo, in particolare in Africa. E’ probabile quindi che alla fine dei giochi, l’era del dopo Putin vedrà la Federazione Russa ingrandita rispetto a prima, ma più circondata di prima dalla Nato ed economicamente indebolita.

Poi ci sono le vite umane perse e i danni patiti dal suo esercito: di quelli che chiamava “fratelli ucraini” non gli importa di certo… Qualche migliaio di soldati russi tra morti e feriti (soprattutto ragazzi di leva) Putin deve averli messi nel conto per la peggiore delle ipotesi della guerra… I dittatori hanno sempre considerato la causa suprema e il proprio amor proprio come principi nobili e più alti di qualsiasi sacrificio umano altrui. E poi, quale imperatore ha mai pianto ai funerali dei suoi soldati?      

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