Sì però…


C’è una cosa che voglio dire. Ci sono persone – alcune sono amici – che commentano la tragedia ucraina con dei distinguo. Condannano i russi invasori, e subito aggiungono Sì, però… Ecco, i ma e i però di fronte a invasioni e bombardamenti immotivati moralmente non li trovo accettabili. A parte che l’attualità sta rendendo evidente che Putin non si sta accontentando di annettersi il Donbass (oltre alla Crimea che già aveva preso) e non ha accolto la proposta Zelensky di dichiarare neutrale l’Ucraina. Quindi non era questo il suo intento, non era questa la sua “paura” rispetto alla presenza della Nato ai suoi confini: come se noi europei ai nostri confini non avessimo mai avuto paesi filo sovietici come Jugoslavia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Polonia e Germania Est

E poi mi chiedo come mai certe persone, di fronte alle terribili immagini di dolore e distruzione che arrivano dall’Ucraina, sono subito pronte a dire che si tratta di fake news e sposano le tesi di Mosca! Si rendono conto che è la Russia ad aver invaso un paese sovrano e loro cercano di dire che non tutte le atrocità che vediamo sono reali? Perché, mi chiedo, sentono il bisogno di attenuare le responsabilità dell’aggressore pescando foto o dichiarazioni (che poi si dimostrano false) passate in rete evidentemente dalla disinformazione russa? Come se le immagini che ci arrivano in continuazione dagli inviati italiani e internazionali non fossero sufficienti a spiegare cosa sta accadendo. Come se il milione e mezzo di profughi non testimoniassero con la loro stessa esistenza la fuga dall’orrore.

Nel caso della giovane donna col pancione che esce dall’ospedale pediatrico di Mariupol, la propaganda russa ha fatto sapere che era un’attrice con tanto di sangue e pancia finti, preparati per una messinscena. Si è poi saputo che la ragazza è una blogger influencer, Marianna Podgurskaya, che ha commesso la leggerezza di trovarsi il 10 marzo nell’ospedale bombardato e che il giorno dopo ha dato alla luce una bambina. Ma questo non convincerà i complottisti e i filo putiniani (che forse coincidono), che non crederanno alla foto della giovane che si era fatta fotografare col pancione già da tempo. E poi chi sposa le tesi del Cremlino si stupisce che da quell’ospedale siano usciti anche dei soldati, avvalorando la tesi di Mosca che quella era la base del battaglione Azov. Come se un ospedale bombardato non richiami soldati che portano in salvo i feriti, come se durante una guerra nelle città assediate non ci siano soldati in movimento ovunque… Mi chiedo perché qualcuno sente l’irrefrenabile desiderio di mettersi (anche parzialmente) dalla parte dell’aggressore screditando l’aggredito? E’ l’atteggiamento di chi è per natura bastian contrario, è il tentativo di difendere i russi contro ogni ragione, è il bisogno di dire che i cattivi sono gli occidentali e Putin non poteva che far guerra ad un paese democratico o forse è la ricerca di fonti alternative a quelle ufficiali? Anche fosse quest’ultimo il motivo, scusatemi, ma non lo capisco proprio e sento tutto questo sforzo profondamente ingiusto nei confronti delle vittime.   

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