Nuda per la libertà


Sul blog egiziana nuda per la libertà

Studentessa ventenne nuda sul suo blog. Non ci sarebbe nulla di strano, oggi, visto che i costumi si sono liberati e che molti/e dimostrano in rete la loro smania di apparire e di esibirsi anche mettendosi fisicamente a nudo.

Lo strano è che a farlo questa volta è una giovane egiziana, figlia di una cultura maschilista e di una religione che impone alle donne di coprirsi per non eccitare gli uomini. Girando per l’Egitto, dalle campagne alla metropoli del Cairo, si vedono solo donne col velo: le uniche vestite all’occidentale sono le cristiane. Per le altre l’usanza è l’abbigliamento occidentale coloratissimo, ma col velo, se si è nubili; l’abito lungo nero col velo, se si è sposate. Le più religiose vestono totalmente velate indossando addirittura i guanti lunghi neri anche a 40 gradi (nella foto una turista in un tempio a Luxor).  Aliaa Magda Elmahdy, studentessa di Comunicazione e Arti mediatiche all’Università Americana del Cairo, simpatizzante della rivoluzione del 2011, ma– precisa- non esponente del Movimento 6 aprile, sul suo blog http://arebelsdiary.blogspot.com/2011/10/nude-art.html ha pubblicato una sua foto in bianco e nero completamente nuda, proprio per suscitare nel mondo arabo maschilista e moralista, un ampio dibattito. Ha inserito poi altre immagini di nudi femminili, altre tre sue foto identiche alla precedente, ma con una striscia gialla sulla bocca, sul seno e sul ventre per indicare (come lei stessa spiega) la censura della nostre conoscenza, espressione e sessualità. Ha inserito poi una foto di un egiziano nudo.

Perché avete commentato soltanto a proposito della nudità delle donne? Ho inserito anche una foto nuda di un uomo. Sarebbe bene se le donne del Medio-Oriente fossero libere di fare cosa vogliono con i loro corpi e non fossero considerate oggetti sessuali e merci dei loro padri di famiglia, ha scritto a commento delle prime reazioni dei visitatori del blog.

Aliaa scrive altri concetti che agli occidentali possono apparire ovvi, ma che non lo sono per altre culture con cui stiamo venendo massicciamente in contatto: Per me la libertà è di fare ciò che voglio senza ledere la libertà degli altri. Sono consapevole che per questo che ho pubblicato sul blog potrei finire in prigione… La mia famiglia non possiede il mio corpo. Io sono una persona libera.

Sempre che sia vero…

C’è da augurarsi che questa iniziativa non sia l’ennesimo bluff, dopo quello orchestrato da una coppia di americani che si era inventato il personaggio di Amina, presunta blogger siriana rapita. In quel caso i due avevano aperto molto tempo prima il blog in cui l’inesistente Amina si raccontava. La stampa del mondo intero ci era cascata e le autorità statunitensi, dopo essere andate a fondo, hanno incriminato i due fantasioni blogger.

Israeliane nude per simpatia

E nei giorni scorsi, per solidarietà con la studentessa egiziana, un gruppo di 43 attiviste israeliane hanno deciso di mettersi nude nella sede della casa del popolo occupata dagli indignados israeliani. In questo modo, ha sostenuto una di loro, la fotografa Maia Rimer, simpatizziamo con chi mette in pericolo la propria vita per esprimere la libertà di espressione.

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