Erotismo agli albori del cinema


LEAD Technologies Inc. V1.01Cinema scandaloso

Il costume si trasforma e ciò che ieri scandalizzava oggi appare addirittura ridicolo; il senso del pudore poi cambia da Paese a Paese. Ne è un buon esempio il cinema. Se nel 1894 veder danzare una ballerina vestita dalla testa ai piedi suscitava scandalo e provocava il sequestro del video, a 120 anni di distanza appare normale (al cinema come in tv) assistere a scene di sesso esplicito. Tuttavia allora come oggi era possibile vedere più riservatamente dei film erotici (più che pornografici in senso stretto): film che mossero i primi passi proprio allora, a partire dalle prime immagini di nudo realizzate a scopo scientifico dal fotografo inglese Edward Muybridge (si faceva chiamare Helios), pioniere della foto in movimento, che le animava rendendole simili a un video. muybridgeSono del periodo 1884- 1887 queste immagini che presentano foto in sequenza di nudi femminili e maschili in movimento: non è ancora cinema vero e proprio, ma ci stiamo arrivando. Non si tratta di uno show voyeuristico destinato al grande pubblico, ma di uno studio scientifico sul movimento realizzato con la supervisione dell’University of Pennsylvania; anche se l’intento voyeuristico è evidente.

audrey-munson-3Negli Stati Uniti il primo nudo integrale visto al cinema risale al 1915 quando la modella Audrey Munson (24 anni, nelle due foto) si esibì nuda in Inspiration diretto da George Foster Platt. Era il racconto di un’ingenua ragazza di campagna che diventa la modella di uno scultore: simile alla triste vera storia dell’attrice la quale, dopo i primi successi di questo e dei tre film seguenti, si trasferì con la madre a New York. Pur di sposarla un medico ammazzò sua moglie e Audrey Munson venne sospettata di complicità. Audrey_Munson_as_nude_art_model_in_movie_Inspiration_(1915)L’uomo condannato alla sedia elettrica si uccise in cella e la cattiva pubblicità della torbida storia costrinse la ragazza a ritirarsi dalle scene: finì a vendere utensili da cucina porta a porta, poi a 31 anni tentò il suicidio, divenne paranoica e la rinchiusero otto anni dopo in un manicomio dove rimase fino alla morte, avvenuta nel 1996 a 104 anni.

CARMENCITA-02Prime censure di fine ‘800

1894. La storia del cinema osé parte invece con la ballerina spagnola Carmen Daucet Moreno, detta Carmencita, la prima donna a scandalizzare i benpensanti nei cinema degli Stati Uniti, con un’interpretazione che oggi fa soltanto sorridere. Il cortometraggio (21 secondi in tutto) diretto e prodotto da Edison William KL Dickson e girato dal 10 al 16 marzo 1894 da William Heise nell’ Edison’s Black Maria studio a West Orange nel New Jersey, durante i volteggi della danzatrice non mette in mostra un bel niente, ma suscita ugualmente scandalo per i movimenti ritenuti eccessivi.

Lo studio di riprese di Edison era estremamente piccolo, dalle nere pareti catramate che fungevano da fondale, con la luce solare che entrava dal tetto e da davanti. BlackMariabisLo chiamavano Black Maria perché era il nomignolo dei furgoni neri della polizia, trainati da cavalli. Questo è anche un filmato da record: è uno dei primi esempi di spettacolo filmato, è la prima apparizione di una donna nel cinema americano, è la prima donna vista in un film commerciale ed è il primo film censurato: le autorità di Asbury Park nel New Jersey nell’estate 1894 infatti decidono che i movimenti eccessivi della ballerina non vanno assolutamente mostrati in pubblico; quindi sostituiscono il video con The boxing cats in cui per pochi secondi si vedono due mici (mossi da un uomo) boxare sul ring con i guantoni. Vedere per credere. Video Carmencita

video The boxing cats 

1894. Ma se Carmencita scandalizza vestita, nessuno dice niente per quest’uomo in mutande, che può essere visto al cinema: è il culturista tedesco Eugen Sandow. All’epoca per vedere queste immagini nelle sale chiamate Kineetoscope Parlors gli americani pagavano 25 centesimi e dovevano chinarsi sopra un apparecchio (Kinetoscopio) inventato nel 1888 da Thomas Alva Edison. 270px-Kinetophonebis1Si poggiava l’occhio in un oculare e si girava una manovella fino alla fine del film, che comunque non durava più di 60 secondi. Se c’era pubblico il guadagno era assicurato: 15 dollari all’ora. Video culturista 

1896. A Parigi Eugène Pirou ritenuto un pioniere dei film osé, presenta in anteprima il suo cortometraggio (solo una parte sopravvissuto) Le Coucher de la mariée (Il letto della sposa) per la regia di Albert Kirchner (che si fa chiamare Léar) in cui la performer Louise Willy mette in scena il primo casto striptease del cinema, togliendosi abiti e sottogonne fino a restare coperta di un’ampia e per nulla trasparente sottoveste. Video Le Coucher de la mariée 

1896. Viene censurata con una griglia di linee bianche disegnate sui singoli fotogrammi la performance dell’allora celebre danzatrice del ventre Fatima, che nel cortometraggio Coochie- Coochie Dance of Fatima si esibisce vestitissima e con una gonna lunga fino alle caviglie. Ma è l’ondeggiare di seno e fianchi che fa di questo cortometraggio uno dei primi in cui una scena viene vistosamente censurata. Video Coochie- Coochie Dance of Fatima 

1896. Dopo queste anticipazioni di sensualità arriva il primo bacio al cinema: una scena denunciata come pornografica e stigmatizzata dalla Chiesa cattolica che invoca la censura ricordando che il bacio in pubblico, oltre che indecente, può anche portare a risvolti penali. Il film è La vedova Jones e la scena incriminata mostra alcuni brevissimi bacetti che si scambia sulle labbra una coppia di sposi: gli attori sono Mary Irwin e il baffuto John C. Rice. Video La vedova Jones 

1896. Nell’Inghilterra puritana dove le leggi sulla moralità sono severissime, Esmé Collings firma il film dal titolo provocatorio A Victorian lady in her boudoir (Una signora vittoriana nella sua stanza da letto) mostrando una donna che si spoglia rimanendo però in sottoveste.

1897. Après le Bal (Dopo il Ballo) della Star Film 128, è una breve pellicola francese del pionieristico regista Georges Méliès (il padre di celebri effetti speciali e ideatore del famoso Viaggio nella luna). Nel film si vede una donna formosa aiutata a spogliarsi dalla cameriera prima di fare il bagno nella tinozza in camera da letto. Il bagno consiste nel farsi versare della cenere sulla schiena che appare comunque nascosta da un body color carne. Video Après le Bal 

1899. La produzione erotica francese dei fratelli Pathé presenta, dal 1899 al 1907, titoli come Flagrante delitto d’adulterio (1899, una donna tradisce e riesce a non farsi scoprire), Il lustrascarpe (1902, il lustrascarpe solleva troppo la gonna della signora fino a riceverne un calcio), Flirt sul binario (1902, una coppia in treno al buio si abbandona a effusioni carnali), Il bagno delle dame di corte (1904, giovani donne fanno il bagno seminude in una fontana aiutate dalle amiche). Video Le bain des dames de la cour 

 

L’erotismo al cinema 1903- 1913

1903. La nascita della perla (Birth of the Pearl) è un cortometraggio americano pensato per offrire intrattenimento erotico a buon mercato alle classi inferiori. Vi compare una giovane modella che, indossando una calzamaglia color carne che la fa sembrare nuda, esce da una grande ostrica e si alza in piedi di fronte al pubblico. Video Birth of the Pearl 

1903. Dura appena un minuto lo Show Girl to Burlesque Queen prodotto dall’American Mutoscope & Biograph con l’intento di stimolare il pubblico maschile. Vi si vede una donna di spettacolo che si spoglia in un camerino sorridendo maliziosamente agli spettatori. Dopo essersi tolta gli indumenti esterni rimane in piedi in una lunga sottoveste bianca liberando però sensualmente una spalla; poi, nascosta dietro un paravento, continua a spogliarsi finché esce allo scoperto indossando un cortissimo abito di scena. Video Show Girl to Burlesque Queen 

1905. Peeping Tom è un breve filmato voyeuristico in cui si vede un uomo che da un buco nella parete di legno spia una donna formosa che si sta alzando la gonna nella stanza accanto assieme a un’amica. Una volta scoperto, l’uomo umiliato viene portato nel camerino dove alcune ballerine lo picchiano con un battitappeti. Video Pepping Tom 

1906. In Austria tra il 1906 e il 1911 la Saturno Film di Johan Schwarzer produce 52 film erotici realizzati da attrici austriache che si mostrano completamente nude. Queste pellicole vengono proiettate in locali per soli uomini (Herrenabende) ma in seguito vengono tutte distrutte dalla polizia chiamata a difendere i costumi della società austroungarica: metà della produzione si salva. L’azienda che vende molto bene anche per corrispondenza con un fitto catalogo, è costretta però a chiudere. Video della Saturno Film 

Negli stessi anni in Francia i fratelli Charles ed Emile Pathé, titolari dal 1903 di un impero cinematografico con studi a Vincennes, si lanciano anche nel genere erotico: questi loro film particolari (definiti scènes grivoises) sono accompagnati dall’etichetta: Soggetti licenziosi di carattere piccante. Nel 1908 la Pathé vende da sola più film di tutti i produttori americani.

1908. Dalla Francia viene A L’Ecu d’Or (La Buona locanda) un film considerato come il più antico film pornografico sopravvissuto. I film porno del tempo erano realizzati per uso privato nei club per soli uomini oppure venivano proiettati nei bordelli: capitava che durante le irruzioni la polizia li sequestrasse per distruggerli. Esibendo apertamente rapporti sessuali, erano vietati ovunque; in Russia e in altri Paesi d’Europa venivano classificati come genere parigino. Ne A L’Ecu d’Or compare una donna che pratica l’autoerotismo con un vibratore; poi si vede un triangolo tra lei, un uomo e un’altra donna che praticano sesso orale prima del rapporto.

1909. Un esempio di porno d’epoca francese, con una coppia di amanti al parco (finto) che si incontra per un fugace esplicito amplesso 

1910. Col titolo Am abend (Di sera), cortometraggio della Germania, lo spettatore entra nella camera da letto di una donna che si masturba nel suo letto prima di far sesso con un uomo in tutte le possibili varianti. Sulle inserzioni dei quotidiani austroungarici i film erotici erano definiti pikante.

1910. Anche la Danimarca si cimenta col genere e il regista Urban Gad chiede a sua moglie Asta Nielsen di fare una parte erotica nel film Afgrunden (L’abisso). In questa pellicola che dà il via ad altri film del genere per la ragazza- madre di Copenhagen, la ventinovenne si struscia voluttuosamente sul corpo di un attore in piedi sul palco di un teatro. Video Afgrunden 

1913. Il primo lungometraggio americano a sfondo decisamente sessuale è Traffic in Souls (nella foto) traffic_in_soulsdi Carl Laemmle prodotto dalla Independent Motion Picture Company (IMP). Il successo di pubblico evidenzia che il sesso fa vendere. Il tema è però drammatico: parla della tratta delle bianche e vi si vedono ragazze costrette a prostituirsi nella New York tra ‘8 e ‘900. E’ stato il film più costoso del suo tempo: l’investimento di 57.000 dollari ne fruttò ben 450.000.

 

 

downloadIl primo nudo nel cinema muto italiano

Il primo seno nudo del cinema italiano è datato 1911 ed è anche forse il primo caso di concorrenza sleale nel cinema nostrano. In quell’anno la grande casa di produzione Milano Films stava uscendo con un colossal dal titolo Inferno, tre anni di lavorazione e un investimento di 100.000 lire. L’attesa per la presentazione era così grande da spingere la piccola compagnia di produzioni Helios film di Velletri a tentare di sfruttare quel battage pubblicitario battendo sul tempo i concorrenti con un prodotto analogo, anche se molto più modesto: l’Inferno della Helios film stava in 400 metri di pellicola (un terzo della produzione milanese) e costava solo 8.000 lire; solo 15 minuti di film laziale dei registi Giuseppe Berardi (presente anche nel ruolo di Dante) e Arturo Busnengo, contro i 68 della produzione lombarda diretta da Francesco Bertolini, Giuseppe de Liguoro e Adolfo Padovan, che al contrario dei concorrenti impiegò moltissime comparse. Riprese nelle campagne di Velletri nel primo caso con 25 quadri animati contro i 54 del film concorrente, che fece ampio uso di effetti speciali (il volo dei dannati, il gigante Minosse).

Tuttavia il prodotto della Helios film aveva due quid in più: era il primo kolossal con effetti speciali della storia del cinema mondiale e poi mostrava il primo seno nudo del cinema italiano: quello dell’attrice che interpretava Francesca da Rimini.

L’Inferno della società laziale uscì tre mesi prima della grande produzione milanese. Prima proiezione a Napoli al teatro Mercadante il 10 marzo 1911.

Helios film era una casa di produzioni più vecchia di Milano Films. Fondata nel 1908 da alcuni docenti dell’Istituto tecnico di Velletri e proprietà del principe Ginnetti, era nata si può dire da un regalo di uno dei fratelli Lumière che il 21 ottobre 1901, ospite della pittrice di Velletri Juana Romani, donò alla cittadina laziale un suo proiettore cinematografico. Fu così che nel 1907 a Velletri aprì la prima sala Cinema universale e poco dopo il principe Ginnetti diede vita al Cinema Moderno. L’anno seguente il nobile appassionato alla novità battezzò la casa di produzione Helios film dotandola delle più moderne apparecchiature e nell’inverno 1908 finanziò il documentario Paludi pontine (conservato al British Film Institute di Londra). Seguirono sei film nel 1910: La storia di Claretta, Il monile, Il dolore uccide, Frivolezza che genera la colpa, Ah! Ah!, Onore vendicato; e 13 nel 1911 tra cui L’inferno. La casa di produzione si spense nel 1916 con 33 film all’attivo, tra cui 7 titoli in inglese per il mercato internazionale.

La più blasonata Milano Films invece nasce nel dicembre 1909 a Milano con i soldi di sette nobili: il principe Urbano del Drago, il barone Paolo Ajroldi di Robbiate e i conti Giovanni e Giuseppe Visconti di Modrone, Mario Maniscalchi Erizzo, Carlo Porro, Pier Gaetano Venino. Attraverso la Mesopotamia nel 1909 fu la prima pellicola di una lunga serie che durò fino al 1926 e che nel solo secondo anno di vita contò ben 97 produzioni, tra documentari e comiche che tra i protagonisti avevano anche il celebre Fortunetti interpretato da Edoardo Monthus. L’Inferno girato in Lombardia nel 1911 fu il primo lungometraggio italiano. In quello stesso anno la società allestì alla Bovisa un teatro di posa su 10.000 ettari e l’anno seguente, grazie all’invenzione di un sistema di illuminazione artificiale ideato dal suo cineoperatore Carlo Montuori, si iniziarono a girare film dentro i teatri di posa anche in giornate di maltempo.

Per colpa di quel seno nudo, che aveva soprattutto il compito di attrarre spettatori a scapito del film concorrente, la censura del tempo su suggerimento della Chiesa, provvide a far bruciare le copie esistenti de L’inferno della Helios film. In ogni caso il progetto fu un flop. Fortunatamente nella Filmoteca Vaticana ne è stata trovata una copia, recentemente restaurata. Si vedono così le scene in cui compaiono corpi di anime in volo (soprattutto uomini con due donne, una solo coi seni scoperti), mentre si distingue chiaramente in primo piano (anche se per pochi secondi) il seno della Francesca da Rimini, sorretto dal suo Paolo. Video L’inferno (Helios film

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