Auto elettrica guerra persa in partenza


L’auto elettrica stenta ad affermarsi negli anni Duemila? Non è certo una novità, dal momento che già al momento della sua invenzione nel 1888 dovette soccombere alla lobby dei petrolieri.

La prima automobile elettrica è stata realizzata in questi giorni da Berliner Elektromobil e Accumulatoren Werter Fiedler u.Co. Allo Stadtischer Biehhofe di Berlino si è presentato un folto pubblico interessato a un’apparizione speciale per il piacevole design, l’efficienza degli accumulatori e dei dispositivi di frenatura, che tutto sommato hanno funzionato perfettamente nonostante il maltempo.

La notizia è decisamente scarna, 8 righe e mezza nella penultima di 16 pagine di Allgemeine Automobil Zeitung – Il tempo dell’automobile, rivista ufficiale dell’Associazione Automobilistica Austriaca, pubblicata l’11 febbraio del 1900. Nessuna foto né disegno per questa che erroneamente venne descritta come la prima automobile elettrica. In realtà già nel 1888 in Baviera la ditta Flocken di Coburgo produsse la prima auto elettrica a 4 ruote al mondo, inventata e realizzata dall’imprenditore tedesco Andreas Flocken nato in quella città nel 1845 e attivo nella produzione di macchine agricole.

Nella foto del 1903 l’inventore e sua moglie sono a bordo di una delle sue prime auto elettriche che si muovevano grazie a batterie al piombo a piastre brevettate nel 1886 da Henry Tudor.

Come scrisse il quotidiano locale Coburger Zeitung il 28 settembre 1888, Nell’officina per macchine agricole del signor Flocken c’è una carrozza a vapore in costruzione. Ha la stessa carreggiata di qualsiasi altro veicolo, è costruita in modo più semplice e pratico e dovrebbe suscitare grande interesse.

Semplice e pratico era infatti il motto dell’inventore di Coblenza, e carrozza a vapore erano i soli termini con cui allora si descrivevano i nuovi veicoli. Con la comparsa del motore a scoppio i motori a diesel e a benzina ebbero il netto sopravvento sulle automobili elettriche che inizialmente costituivano un terzo del parco macchine; e questo nonostante importanti personalità del tempo mostrassero interesse per l’elettrico: Guglielmo II, ultimo imperatore di Germania, aveva tra le sue auto anche due modelli elettrici.

Nel 2010, solo grazie alle poche fotografie esistenti, l’esperto motoristico Franz Haag ha ricostruito questa antica auto elettrica posizionando il motore (come probabilmente aveva fatto Andreas Flocken) sotto il pianale di una piccola carrozza. La replica di due secoli seguente ha sviluppato una velocità di 15 km orari con un’autonomia di 40 chilometri. Uno dei veicoli originali di fine Ottocento è esposto al Deutsches Museum di Monaco.   

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