Cantanti sotto processo


Il Patriarca più severo dello zar

Le aveva lasciate cantare per mesi contro di lui, contestando con performances plateali la sua elezione e la correttezza delle elezioni presidenziali. Putin ha tollerato, nella sua Mosca del Duemila, i concerti delle Pussy Riot, sette ragazze ribelli del punk russo; ma non altrettanto ha fatto il patriarca Kirill che le ha denunciate chiedendo un processo esemplare per blasfemia in quanto le parole delle loro canzoni pronunciate in chiesa sono state piuttosto pesanti. Il loro reato? Essere entrate in minigonna e con i cappucci in testa nella cattedrale del Santissimo Salvatore il 21 febbraio 2012 per una esibizione musicale improvvisata: un flash mob, in cui hanno cantato in modo irriverente (video di Youtube) versi come Oh Madonnina, liberaci da Putin. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando 3 delle 7 ragazze (4 non sono state trovate dalla polizia) in carcere per 4 mesi fino al processo di ieri. Da dietro una gabbia usata per i detenuti pericolosi, le ragazze spaventatissime e dimagrite dopo la detenzione, si sono dette dispiaciute dell’accaduto e incredule per il rischio di condanna a 7 anni. Maria Alekhina, Yekaterina Smutsevich e Nadezhda Tolokonnikova, 23 anni, hanno anche chiesto scusa per aver offeso i sentimenti dei fedeli, ribadendo che la loro unica intenzione era contestare Putin e la legittimità delle elezioni. Per le loro performances le 7 attiviste hanno sempre usato la stessa modalità: chitarre, due amplificatori e una videocamera per portare su Youtube la traccia del loro passaggio. Ma questa volta hanno scelto come teatro della loro esibizione un luogo di culto simbolo della rinascita della Chiesa russa: l’aveva fatto saltare in aria Stalin nel 1931 e lo fece ricostruire Eltsin nel 1990.

Ora il caso rischia di diventare imbarazzante per lo stesso presidente Putin, dal momento che molte star internazionali stanno gridando allo scandalo: si sono pronunciati a favore delle ragazze arrestate Sting, Peter Gabriel, Red Hot Chili Peppers e pare che anche Madonna voglia intervenire. Intanto a loro favore si sono mosse le loro colleghe ucraine del gruppo Femen, con una performance a seno nudo contro il patriarca Kirill. Amnesty International ha chiesto alle autorità russe il rilascio delle ragazze considerandole prigioniere per le loro opinioni. Il caso è stato dibattuto anche all’assemblea parlamentare del Consiglio europeo e l’ambasciatore americano a Mosca ha ribadito la sproporzione tra l’accusa e la condanna richiesta. I legali delle ragazze intendono presentare il caso al segretario delle Nazioni Unite.

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