Questione di dignità


I ministri stranieri sanno farsi da parte

尊厳 . In giapponese si scrive così, ma anche fosse scritto in italiano, questo termine risulterebbe poco chiaro a gran parte della nostra classe politica e soprattutto a chi manovra le leve del potere. E’ un termine che in Giappone ha un estremo valore, decisamente eccessivo rispetto ai nostri canoni, ma di cui i nostri politici farebbero bene a riappropriarsi. Significa dignità.

Ecco i motivi (non strettamente politici) per cui, dal 2004 ai giorni nostri, alcuni ministri stranieri hanno sentito l’obbligo morale di farsi da parte rassegnando le dimissioni per il bene del loro Paese.

GIAPPONE agosto 2004. Il ministro delle Finanze Shoichi Nakagawa si dimette per essersi presentato un po’ brillo a un vertice G7.

FRANCIA febbraio 2005. Il ministro dell’Economia, Finanze e Industria Hervé Gaymard si dimette dopo che il settimanale satirico Canard enchainé rivela che lo Stato gli pagava 14.000 euro al mese un appartamento di 600 mq nei pressi degli Champs-Elysées.

SVEZIA ottobre 2006. Nel giro di tre giorni sono due i ministri che si dimettono per motivi analoghi: prima il ministro del Commercio, Maria Borelius, poi il responsabile della Cultura, Cecilia Stego Chilo. Motivo: la stampa aveva rivelato che non pagavano il canone televisivo e retribuivano in nero la baby sitter.

SVEZIA 2007. Il segretario di Stato Ulrica Schenström si dimette dopo che un quotidiano la ritrae mentre bacia, ubriaca, un giornalista televisivo.

GIAPPONE maggio 2007 Il ministro dell’Agricoltura Toshikatsu Matsuoka non regge ad uno scandalo di corruzione che lo coinvolge e si uccide.

GIAPPONE luglio 2007. Il ministro della Difesa Fumio Kyuma si dimette dopo aver detto che le bombe atomiche sganciate dagli americani furono inevitabili.

GIAPPONE agosto 2007. Il ministro dell’Agricoltura Norihiko Akagi lascia la poltrona in seguito a scandali finanziari.

POLONIA ottobre 2007. Il ministro dell’Agricoltura Andrzej Lepper si fa da parte perché accusato di corruzione.

ROMANIA ottobre 2007. Il ministro per l’Agricoltura Decebal Traian Remes si dimette quando la tv di Stato mostra un filmato in cui lo si vede intascare una mazzetta da 15.000 euro.

GRAN BRETAGNA gennaio 2008. E’ il ministro del Lavoro Peter Hain che lascia l’incarico quando si scopre che non ha dichiarato ai redditi 103.000 sterline (circa 120.000 euro) ricevute durante la campagna elettorale 2007 per diventare vice segretario del partito.

AUSTRIALIA settembre 2008. Matt Brown, ministro della Polizia del Nuovo Galles del Sud, rassegna le dimissioni in seguito ad un party svoltosi nel suo ufficio del Parlamento, durante il quale, brillo, aveva fatto uno strip tease restando in mutande e simulando un amplesso con una parlamentare.

ISRAELE settembre 2008. Il premier Ehud Olmert si dimette perché accusato di corruzione.

PERU’ ottobre 2008. Il premier Jorge del Castillo si dimette in seguito alla pubblicazione di intercettazioni telefoniche che dimostrano la sua corruzione nel concedere alla compagnia norvegese Discover Petroleum cinque zone di ricerca petrolifera. Prima di lui, per lo stesso reato, si erano dimessi il ministro dell’Energia, Juan Valdivia e il presidente di Petro-Peru Cesar Gutierrez.

GRECIA ottobre 2008. Il portavoce del governo greco Teodoro Roussopoulos si dimette perché accusato da una commissione d’inchiesta parlamentare di essere l’istigatore morale di uno scandalo immobiliare che coinvolgerebbe monaci del Monte Athos ed esponenti della maggioranza.

INDIA novembre 2008 Il ministro Shivraj Patil si dimette assumendosi la responsabilità politica degli attacchi terroristici costati la vita a quasi 200 persone.

SPAGNA febbraio 2009. Il ministro della Giustizia Mariano Bermejo lascia l’incarico quando si apprende che aveva partecipato a una battuta di caccia con il giudice che indagava sulla presunta corruzione in ambienti vicini al suo partito.

PORTOGALLO. Luglio 2009. Si dimette il ministro dell’Economia Manuel Pinho, per aver fatto le corna, in aula, a un deputato dell’opposizione.

GERMANIA novembre 2009. Il ministro del Lavoro Franz Josef Jung lascia l’incarico a seguito del raid tedesco in Afganistan costato la vita a molti civili.

LIBERIA febbraio 2010. Il ministro dell’Informazione Lawrence Bropleh si fa da parte perché accusato di appropriazione indebita pari a 200.000 euro.

GIAPPONE maggio 2010. Il primo ministro Hatoyama Yukio si dimette in seguito a scandali finanziari che coinvolgono lui e il suo partito.

GRECIA maggio 2010. Il ministro della Cultura e Turismo Antzela Gérekou si dimette per lo scandalo di evasione fiscale che coinvolge suo marito, famoso cantante negli anni Ottanta.

IRAQ giugno 2010. Il ministro dell’Energia Karim Waheed si dimette a seguito delle proteste per i troppo frequenti black out elettrici.

AUSTRALIA settembre 2010. Il ministro per i porti e i corsi d’acqua Paul McLeay si dimette quando emergono le sue eccessive visite su Internet a siti porno e il suo amore per il gioco d’azzardo.

BRASILE settembre 2010. Il ministro della Casa civile Erenice Guerra si fa da parte, travolto dallo scandalo di corruzione.

ROMANIA settembre 2010. Vasile Blaga, ministro dell’Interno, lascia il posto “per una questione d’onore”, non sopportando la grande protesta non autorizzata di migliaia di poliziotti che contestano i tagli allo stipendio.

SOMALIA settembre 2010. Il premier Omar Abdirashid Ali Sharmarke lascia l’incarico “per l’interesse nazionale” a seguito di forti contrasti col presidente.

GIAPPONE novembre 2010. Il ministro della Giustizia Minoru Yanagida si dimette per aver pronunciato la frase: “È facile fare il ministro della Giustizia, devo solo ricordarmi le due frasi da usare in Parlamento quando non mi viene una risposta: “Non commento singoli casi” e “Stiamo agendo in conformità con le leggi e le prove””.

COREA DEL SUD novembre 2010. Lascia il ministro della Difesa Kim Tae-young per aver risposto tardivamente all’attacco della Corea del nord.

BULGARIA dicembre 2010. Il ministro con delega per i bulgari all’estero Bozhidar Dimitrov, lascia l’incarico quando emergono i suoi trascorsi di agente dei servizi segreti durante il regime comunista.

MONTENEGRO dicembre 2010. Il premier Milo Djukanovicsi si dimette a seguito dell’inchiesta della magistratura di Bari che indaga sul contrabbando di sigarette.

KENYA gennaio 2011. Si dimette il ministro dell’Industria Henry Kosgey, dopo essersi auto accusato di 12 reati d’abuso d’ufficio.

KUWAIT gennaio 2011. Il ministro dell’Interno Sheikh Jaber al-Khaled al-Sabah, si dimette quando apprende che un detenuto è morto a causa di sospette torture subite in carcere.

ALBANIA gennaio 2011. Lascia l’incarico di vice premier Ilir Meta, quando un video trasmesso dalla tv di Stato lascia trapelare uno scandalo di corruzione.

STATI UNITI febbraio 2011. Il deputato repubblicano Chris Lee, sposato, si dimette dopo che emergono le sue email ad un sito di incontri.

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