Il Pentagono italiano


Anche l’Italia ha il suo Pentagono, solo che non si trova nella capitale (come quello più celebre di Washington), ma a Caprarola in provincia di Viterbo. Il nome della località che anticamente significava ricovero per le capre, non tragga in inganno: il Pentagono viterbese è una sontuosa reggia, iniziata da un nonno papa e ultimata da un nipote cardinale, e costituisce una delle opere del tardo Rinascimento più importanti in Europa.

Non è mai stato quartier generale della Difesa, ma è nato come edificio altamente difeso e fortificato come usava all’epoca della sua costruzione. Parliamo di Palazzo Farnese. Se il Pentagono americano venne innalzato nel 1942, quello voluto dal cardinale Alessandro Farnese il Vecchio, originò nel 1530 e a disegnarlo fu chiamato il celebre architetto fiorentino Antonio Sangallo il Giovane. Nell’idea originaria doveva essere una fortezza: di qui la forma pentagonale e la dotazione di cinque bastioni. Poi però Alessandro divenne papa col nome di Paolo III (lui diede vita al Concilio di Trento e tenne a battesimo la Compagnia di Gesù), quindi l’antico progetto prese un’altra piega.

Il cardinal Fregnese

Ma chi era quel papa? Nobile, discendeva da parte di mamma da Bonifacio VIII, mentre il padre era stato condottiero nonché signore di Montalto: quindi nelle sue vene scorreva sangue combattivo, stemperato dalla carriera umanistica a cui fu indirizzato da papà Pier Luigi I Farnese. Quand’era ragazzo la sua famiglia lo allontanò da Roma dove era finito nelle prigioni di Castel Sant’Angelo fino all’evasione avvenuta grazie alla corruzione delle guardie. A Firenze alla corte di Lorenzo il Magnifico fu allievo del filosofo umanista Marsilio Ficino e conobbe Pico della Mirandola. Rientrato a Roma, papa Alessandro VI Borgia lo nominò cardinale diacono: non per merito, ma in quanto sua sorella Giulia Farnese, amante ufficiale del pontefice spagnolo, ne aveva perorato la promozione. Da allora nello Stato Pontificio il cardinal Farnese, che aveva quattro figli avuti dall’amante Silvia Ruffini, più diverse concubine, cominciò ad essere chiamato cardinal Fregnese, da fregna che in romanesco significa vulva. Divenuto papa, Alessandro Farnese nel 1541 sentì la necessità di una sontuosa dimora in capitale e quella della collina viterbese non andava bene; così fece realizzare a Roma un palazzo di famiglia – Palazzo Farnese (oggi ambasciata di Francia) su progetto sempre di Antonio Sangallo il Giovane proseguito da Michelangelo dopo la morte del collega architetto.  (Nella foto papa Paolo III con i nipoti Farnese: a sinistra Alessandro il Giovane, a destra Ottavio, qui ritratti nel 1546 da Tiziano Vecellio).

Da fortezza a dimora principesca

Tornando al Pentagono di Caprarola, il progetto interrotto per la morte di Sangallo, fu ripreso nel 1547 dal nipote del papa, il cardinale Alessandro Farnese il Giovane, due anni prima che suo nonno morisse: ed è al giovane nipote che si deve quanto oggi si può ammirare. Affidata all’architetto modenese Jacopo Barozzi da Vignola (detto Il Vignola) distintosi in Francia per la Reggia di Fontainebleau, la fisionomia del Pentagono mutò da edificio difensivo in ricca residenza per le vacanze estive dell’ormai potentissima famiglia Farnese. Mantenendo la curiosa forma, i bastioni divennero terrazze belvedere e lo spazio centrale fu trasformato in cortile circolare su due piani. Gli ambienti interni furono realizzati secondo una concezione che oggi definiremmo “bio” perché teneva conto dell’ombreggiamento estivo e dell’esposizione al sole invernale. In questo palazzo decorato come una reggia, tutto è grande e degno di un re: oltre alla splendida Sala dei Fasti Farnesiani (con gli affreschi che cantano la storia di famiglia), l’elicoidale Scala Regia interna con 30 colonne doppie, presenta gradini così bassi e lunghi da poter consentire al giovane cardinale di salire al piano nobile in sella al suo cavallo, così come avveniva con la scala interna del castello di Ferrara; inoltre il corrimano era usato per far recapitare rapidamente messaggi riservati ai piani inferiori dentro un cartoccio riempito di sassolini e fatto scendere dall’apposita scanalatura. Tutte affrescate le stanze: nell’Anticamera del Concilio ad esempio si ammira papa Farnese mentre scomunica il re d’Inghilterra Enrico VIII Tudor. Tra le molte altre stanze particolari, ci sono quella del Mappamondo e la sontuosa Stanza dell’aurora, camera da letto del giovane Farnese, la Stanza dei Sogni o camera da letto invernale del cardinale, la Stanza degli angeli e quella dei giudizi, la Sala di Ercole col grande loggiato che domina il paese e i possedimenti di famiglia; perfino la camera – armadio dove il cardinale teneva i suoi abiti, è magnificamente affrescata.

Per dare un’idea dell’imponenza del possedimento, basta dire che le scuderie dove oltre ai 120 cavalli si tenevano le carrozze di famiglia, il fienile e gli alloggi per gli inservienti, impegnano un palazzo separato lungo cento metri e alto venti (oggi Istituto Alberghiero).

Più alto del Pentagono di Washington

Il Pentagono di Caprarola si snoda in 5 piani: sotterranei, piano dei prelati, piano nobile, piano dei cavalieri, e infine (il più faticoso da raggiungere) piano degli staffieri (i servitori di rango del signore). Ognuna delle cinque facciate misura 40 metri di lunghezza, mentre l’altezza totale dell’edificio è di 25 metri e mezzo. Le misure del Pentagono americano sono più ragguardevoli: ogni facciata è lunga 280 metri, ma, pur avendo 5 piani come quello laziale, l’edificio di Washington è di un metro e mezzo più basso rispetto a quello di Caprarola. Senza contare che l’estetica del palazzo laziale, con saloni, affreschi, giardini e fontane, non ha rivali.

https://www.caprarola.com/palazzo-farnese.html

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